A TORINO FINALMENTE IL GELATO KoSHER.

Le leggi dell’alimentazione ebraica affondano le anche radici nella Bibbia e vengono osservate dagli ebrei da più di tremila anni. I principi fondamentali della kashrùt sono illustrati nel Pentateuco e sono definiti statuti, ossia leggi di cui non ci viene data alcuna motivazione comprensibile dall’intelletto. Tuttavia, i rabbini hanno sempre sottolineato il loro ruolo essenziale nella preservazione della vita dell’ebreo. Osservando la kashrùt, i bambini imparano fin dalla più tenera età il concetto di disciplina, distinguendo tra ciò che è permesso e ciò che non lo è. Ma al di là di tale esercizio di autocontrollo, i rabbini del Talmud forniscono un’idea più mistica: mangiando cibo non kosher, si riducono le proprie facoltà spirituali, “interferendo la comunicazione con la propria anima”.

Per definire un Gelato Kosher e` importante ottenere il benestare del leader della loro comunita` e per ottenerlo e` importante dimostrare la provenienza delle materie prime da adoperare ed il metodo di lavorazione. Una sorta di autocontrollo e auto-disciplina della lavorazione.

Cosa differenzia un gelato normale da uno kosher? “Semplicemente” la severita` ed il  constante controllo degli addetti ai lavori. Controlli degli allevamenti del bestiame e della mungitura fatta ad orario e senza “forzature musicali” per la sovrapproduzione. Le bestie non devono essere alimentate con mangimi modificati e tenuti in prati con erba spontanea senza pesticidi.

Nella Torah c'è scritto "Santi sarete perché santo sono io" (Levitico: 19, 1-2). Per distinguersi dagli altri popoli gli ebrei sono tenuti a seguire tutta una serie di norme che regolano la vita quotidiana, in modo da renderla diversa dalle altre. Gli ebrei vivono la loro religiosità anche a tavola: numerose sono le limitazioni della cucina kosher: carne e latte non vanno mai mangiati e/o bevuti nello stesso pasto, la macellazione va gestita secondo criteri ben definiti, piuttosto che i pesci debbono essere privi di pinne e squame, vietati crostacei e frutti di mare. E il gelato??

A Torino, Alberto Marchetti, maestro gelatiere da tempo collabora con il rabbino della comunità ebraica torinese e propone gelati kosher, ovvero puri e permessi nel rispetto delle regole alimentari della tradizione ebraica.  Sì perché non rispettare le restrizioni o violare le norme è sintomo di scarso attaccamento alla Torah.

Ecco allora che le granite siciliane, sorbetti alla frutta e gelati (esclusi i gusti torrone, bonèt, zabajone, croccante) diventano una pausa kasher da Marchetti perché preparati seguendo regole ferree sulla preparazione. Parola di rabbino!

Alberto Marchetti è il simbolo vivente di una passione innata, quella per il gelato, che cresce e si trasforma in una dolce realtà.

Sono passati molti anni da quando Alberto, ancora bambino, imparava i trucchi del mestiere nella gelateria del papà ma la passione di allora non è mai cambiata, anzi, è cresciuta con il tempo e oggi unisce tradizione e sperimentazione in un gelato che ha personalità e carattere. Il nome scelto per l’insegna – Alberto Marchetti - sottolinea la filosofia del proprietario: il gelato, come l’alta cucina, è una creazione d’autore. Come la grande ristorazione ha i suoi chef, così anche l’arte del buon gelato può e deve rivendicare l’eccellenza dei suoi maestri gelatieri e la passione che sta dietro la preparazione di ogni gusto. Di qui la scelta di dare al locale il proprio nome. Una rivendicazione di qualità che tradisce anche una grande passione. Premiato, raccontato, amato da tantissimi golosi di tutta Italia, il gelato di Alberto Marchetti è oggi prima di tutto un momento di piacere da condividere con gli amici, in famiglia, a casa o a passeggio.

Difficile descriverlo, bisogna assaggiarlo!

Alberto Merechetti. TORINO, Corso Vittorio Emanuele II 24 bis ALASSIO, Via XX Settembre 48