Dry Milano: il nuovo concept in via Vittorio Veneto

Un nuovo concept pizza & cocktail nel cuore di uno dei quartieri della nuova movida milanese: dopo l’apertura del primo format in via Solferino, Dry Milano raddoppia inaugurando il secondo locale in via Vittorio Veneto, progettato anche stavolta dall’estro dello studio di architettura e design Vudafieri – Saverino Partners.

Dry Milano

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Una doppia anima, pizzeria e cocktail bar, come il suo gemello di via Solferino, anche il nuovo Dry Milano supera il tradizionale stereotipo di pizzeria stravolgendone la formula, nella forma quanto nella sostanza.

Dry Milano

Ecco allora che Dry richiama il significato di “secco”, come un buon cocktail, ma al tempo stesso assume il senso di asciutto, essenziale, ridotto all’osso, proprio come il design che caratterizza la location: un disegno in perfetto stile industrial contraddistingue la struttura, reinterpretando in chiave contemporanea l’estetica originale dell’edificio da cui è ricavata, un’antica azienda di distribuzione di giornali fondata all’inizio del Novecento.

Dry Milano

Elementi dell’epoca si alternano a dettagli moderni in un mix sapiente e innovativo: il pavimento in legno si contrappone ai muri storici, lasciati in parte grezzi, esaltando l’aspetto da moderno loft ricavato da un ex spazio industriale. La doppia esposizione del locale, illuminato da ben tredici vetrine con vista sulla Casa della Fontana, uno dei più iconici edifici meneghini degli anni Trenta, apre anche sul giardino di via Palestro e, con un dehors, sui Bastioni.

Dry Milano

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Una volta all’interno la formula innovativa di Dry Milano salta subito agli occhi: eliminato il classico bancone da bar, ad accogliere i clienti è un’imponente cocktail station creata appositamente per superare la tradizionale gerarchia tra staff e avventori, una grande isola aperta su ogni lato organizzata in tre atolli e circondata dai tavoli comuni. Qui la fruizione degli spazi si trasforma in un nuovo modo di rapportarsi e interagire, completamente diverso da un concept classico, con i clienti riuniti insieme a bere un cocktail, privi di barriere o costrizioni in spazi obbligati, in attesa di passare nella seconda sala, adibita a ristorante e pizzeria, dove un’altra tradizione è scardinata, quella del forno a vista.

Dry Milano

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Focus sui materiali: l’ottone, elemento materico iconico di Dry Milano, interessa la maggior parte delle finiture d’arredo come i grandi tavoli e le luci. I lampadari second life incarnano l’atmosfera “vissuta” del luogo: costruiti avvitando vecchi portalampade, con lampadine ad incandescenza di recupero o, ancora, attorcigliando ghirlande luminose da giardino attorno a semplici barre.

Dry Milano

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A favorire la giusta intimità durante la cena grandi separé sviluppati a tutta altezza, ottenuti sovrapponendo tavoli e pensili da cucina, delimitano gli spazi aperti, mentre alle pareti si susseguono le proiezioni di video installazioni di Extra Dry, il programma di videoarte contemporanea curato da Paola Clerico/Case Chiuse, che esaltano il carattere urban della location, estendendo le immagini artistiche anche su due vetrine visibili dall’esterno.

Dry Milano

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Aperto a pranzo e a cena, il menu del nuovo ristorante, curato anche stavolta dallo chef stellato Andrea Berton, propone una nutrita selezione di insalate, pizze e focacce, oltre a una interessante carta dei drink, curata e ricca di gustose proposte da abbinare alla pizza al posto della solita birra.

Photo Credits: Nathalie Krag

Studio Vudafieri-Saverino Partners