Nuova panoramica del locale della famiglia Milozzi 

Impossibile sbagliare quando si sceglie di trascorrere un pranzo della domenica “Al Ceppo”. Entrando, rimango piacevolmente sorpresa da un nuovo look minimalista ed accogliente, che ravviva l'eleganza classica del ristorante romano. Vengo accolta dal trio tutto al femminile, composto da Cristina, Marisella e Caterina, impeccabili padrone di casa. Dal 1968 il legame con il territorio marchigiano d'origine non è mai stato scalfito attraverso una fornitura giornaliera di prodotti tipici di quella zona, quali salumi, oli, funghi e formaggi. Caterina mi suggerisce di dare un'occhiata al nuovo menu, più ristretto ed essenziale, adatto ad una perfetta pausa pranzo gourmet e pensato appositamente per il wine bar. Tra i piatti del giorno ravioli alla ricotta e asparagi saltati al limone con bacon croccante, tagliata di pollo laccata al lime e miele, una sfiziosa rivisitazione del kebab e un pesce spatola in pastella accompagnato da misticanza e maionese di mare. Per i più golosi mini cappuccino di tiramisù espresso, sorbetto di ananas con le fragole al maraschino e crema di zabaione fredda con frutti di    bosco.

La "Signora" carta dei vini, fiore all'occhiello del ristorante, è pronta a soddisfare le puntigliose richieste dei più appassionati e propone una discreta selezione anche al calice. Consulto l’offerta della mescita e decido di giocare in casa, scegliendo due vini originari delle Marche. Il Salmariano Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva 2008, azienda Marotti Campi, sprigiona immediatamente un ventaglio di sensazioni di erbe aromatiche e accenni salmastri; questi ultimi riecheggiano in bocca e rendono il vino perfettamente equilibrato con le giuste dosi di freschezza e sapidità. Proseguo con il Rosso Conero 2009 Fattoria Le Terrazze: dalle vigne più giovani dell’azienda un rosso possente, dal naso accattivante di frutta sotto spirito, rosmarino, balsamicità tendente all’eucalipto, tabacco scuro e liquirizia. L’assaggio è avvolgente, i tannini levigati e il finale di buona persistenza. Durante il mio pranzo gourmet sono circondata da due imponenti pareti di bottiglie dalle molteplici etichette, che fanno da cornice al nuovo angolo del wine bar, la cui carta comincia ad essere richiesta anche a cena. Una trovata più che azzeccata, quindi, per il bel salotto culinario del quartiere Parioli. Oggi ancor di più si lascia “Al Ceppo” con la piacevole sensazione di volervi far ritorno al più presto.

 

Serena Zerilli