Le migliori 99 Maison di Champagne, a cura di  Luca Burei e Alfonso Isinelli per edizioni Estemporanee, è la più completa guida italiana agli champagne. La quarta edizione (2014/2015) è stata presentata lo scorso 7 novembre nel cuore della cultura francese nel cuore di Roma, l'Institut français - Centre Saint-Louis, con la partecipazione dell'editore, degli autori, e di tutto il panel di degustazione.

La copertina del Libro Le migliori 99 Maison de Champagne

La copertina del Libro Le migliori 99 Maison de Champagne

L’equipe di degustazione è formata da dieci persone (8 uomini e 2 donne), vale a dire coloro i quali si sono assunti il gravoso incarico di degustare oltre 500 champagne di 141 Maison,  per selezionare infine le 99 migliori, e, compito ancor più arduo, compilare la lista dei Top 9.9 vale a dire i 10 champagne preferiti tra i 503 degustati.

Pensate sia un compito invidiabile?  Il modo migliore per (non) guadagnarsi la vita? Lo penso anch'io ma si tratta di un lavoro ponderoso, minuzioso, redatto con passione e competenza, tale da guadagnarsi i galloni udite udite di Gourmand International, come migliore guida italiana ai vini francesi.

Non lasciatevi ingannare dalla compattezza del volume e dal costo più che onesto (€ 16.50),  99 Maison è una guida formidabile e completa, indispensabile compagna di viaggio per un tour nella Champagne (da fare almeno una volta nella vita, come la visita alla Mecca per i credenti), ma è anche racconto di storie ed emozioni, una guida da leggere più che da consultare. 

Gyropalette_03346

Scopriamo così divagando tra schede chiare e sintetiche, rigorosamente in ordine alfabetico, che Claude Cazals ha inventato le Gyropalette, (suo il brevetto del 1968 insieme a Jacques Ducion) vale a dire il sistema di rémuage meccanizzato, che ha liberato gli addetti di cantina dall'affascinante ma tedioso lavoro di girare manualmente fino 20.000 bottiglie sulle pupitres di circa 1/8 di giro al giorno, ed inclinate periodicamente per veicolarne le fecce verso il collo. 

Scopriamo anche che a Oger, nel cuore della Côte des Blancs proprio lui ha un clos, vale a dire una vigna storica delimitata da un muro di cinta, tra i più grandi della Champagne, ove la vulcanica Delphine quarta generazione al timone della maison, con tocco femminile alquanto ferino ci informa la guida, dal 1995 ha messo in produzione il Clos  Cazals per l'appunto, un Grand Cru Blanc de blancs che rivaleggia con il ben più blasonato Clos du Mesnil di Krug.

Le vigne di Clos Cazals

Le vigne di Clos Cazals

Il Clos du Mesnil è uno Champagne leggendario, proveniente dalle vigne di Chardonnay coltivate tra le mura seicentesche del Clos, appartenente ai Krug da circa 40 anni, un blanc de blancs prodotto solo nelle annate migliori, per cui non è presente nella guida di quest'anno, ma lo ritroviamo nel ricordo struggente di Martino Manetti di Montevertine, il cui racconto del suo rapporto col vino più famoso del mondo è una piccola perla inclusa nella guida insieme ai ricordi di altri due testimonial d'eccezione: Jaques Brunel CT della nazionale Italiana di Rugby, e Paolo Fresu grande musicista Jazz.

nell'ordine da sinistra  Jaques Brunel, Paolo Fresu, Martino Manetti

nell'ordine da sinistra Jaques Brunel, Paolo Fresu, Martino Manetti

E stato l'anno della rivincita delle grandi Maison spiegano gli autori, in annate difficili vince chi ha più riserva in cantina, la Grand Dame di Veuve Cliquot Ponsardin, Taittinger, e Laurent Perrier, ma anche i grandi classici tra cui troneggia un immenso Dom Ruinart 2002, e che in guida troviamo giustamente collocata tra i 10 migliori, insieme al Lalore Blanc de Blancs Brut Nature di Vemarne et Frison, seguito dal Vintage 2000 Brut di Krug, a cui segue a sua volta un George Laval con il suo Les Hautes Chevres 2005 Brut Nature, Premier Cru.

Milioni di bottiglie delle grandi Maison sono tuttora conservate nelle cantine ricavate nelle antiche cave di gesso scavate dai romani

Milioni di bottiglie delle grandi Maison sono tuttora conservate nelle cantine ricavate nelle antiche cave di gesso scavate dai romani

Le valutazioni dei vini, risultato di degustazioni collettive rigorosamente alla cieca,sono espresse tramite pochi chiari simboli che definiscono i caratteri di eccellenza, eventuali certificazioni bio, miglior rapporto qualità/prezzo e infine “coup de cour”, per distinguere quelli che hanno saputo trasmettere un’emozione particolare.

Non c’è un punteggio al termine della valutazione, ma una frase, spesso solo una parola, un aggettivo che cerca di sintetizzarne le caratteristiche peculiari: cosi la Grand Dame Brut 2004 di Veuve Cliquot è “romantica”, mentre il Vintage 2004 Rosé Brut è “voluminoso”, per Sonate n.9 Extra Brut di Fleury troviamo “Leiben und arbeiten” mentre il meno fortunato Bolero 2004 Extra Brut della stessa casa è fulminato con un “più bachata che bolero”.

Dom Ruinart e Dom Pérignon, difficile scegliere

Dom Ruinart e Dom Pérignon, difficile scegliere

Trovate sia un linguaggio troppo da iniziati? e allora che ne dite di “E s’iddu muoru e vaju m’paradisu, si nun ce truovu a tia, mancu ci trasu” che encomia il Brut Rosé (100% Pinot Meunier) di Christophe Mignon?

Non mancano i consigli per gli abbinamenti con il cibo, dai più classici e tradizionali ai ricercati e originali, la cucina etnica in particolare, ma anche accoppiamenti arditi con marmellate e confettura, con tanto di ricette, incluse quelle del trattato di Michel de Notre Dame, in arte Nostradamus.

In allegato alla guida anche una eccellente mappa con la collocazione delle Maison all’interno dei vari terroir e il riepilogo delle notizie essenziali che bisogna conoscere per avere dimestichezza con lo champagne: dalle dimensioni delle bottiglie, alle classificazioni e in base al residuo zuccherino.

In coda alla guida un ottimo e raro compendio di locali italiani ove è possibile degustare champagne di qualità, un glossario dei termini champenoise e l'elenco delle Maison organizzato per villaggio, utilissimo per pianificare una visita.

La celeberrima cattedrale di Reims, ove San  Remigio, protettore dello Champagne battezzò Clodoveo primo re cattolico di Francia

La celeberrima cattedrale di Reims, ove San Remigio, protettore dello Champagne battezzò Clodoveo primo re cattolico di Francia

Stefano Moretti