OperaWine 2017: la Cina apre la Via della Seta per il vino italiano

La Cina inaugura la Via della Seta per il mercato italiano dei vini a OperaWine 2017, l'anteprima di Vinitaly andata in scena al Palazzo della Gran Guardia: 104 top producer italiani, selezionati dalla rivista americana Wine Spectator, hanno aperto la rassegna dando vita a una grande degustazione con i migliori marchi made in Italy.

operawine 2017

In questo scenario, l'ospite più atteso è stato proprio la Cina, con il suo mercato che rappresenta ancora una sfida per il vino Made in Italy: nell’ultimo anno è stata tuttavia registrata una forte tendenza positiva, con una crescita a valore delle esportazioni italiane che sfiora il 33%, pari a oltre 120 milioni di euro.

Un dato significativo che esprime il potenziale di sviluppo per l’export italiano del vino e su cui Vinitaly e Vinitaly International stanno concentrando le azioni di sviluppo e promozione, a favore dell’intera filiera del Paese.

operawine 2017

Il primo passo è conquistare i player strategici della domanda, come 1919, il più grande operatore cinese della distribuzione online e offline, che ha presenziato a OperaWine 2017 con una delegazione guidata dal Presidente e AD Robert Yang e dal General Manager Andrew Tan. Tra i partecipanti anche 40 buyer asiatici specificamente selezionati dal programma di incoming Veronafiere e ICE-Agenzia per il grand tasting con i produttori top.

operawine 2017

«Dobbiamo guardare al futuro che, nel mondo enologico (ma non solo), non può prescindere dall’Oriente e dal suo grande protagonista: la Cina. E la sesta edizione di OperaWine apre la Via della seta per il vino italiano», ha dichiarato Maurizio Danese, Presidente di Veronafiere, aprendo i lavori. «Da parte della Cina ci sono molta curiosità e voglia di imparare sui nostri vini. Lo osserviamo anche dalle presenze degli operatori specializzati e dei buyer cinesi che visitano Vinitaly, cresciuti nel 2016 del 130 per cento».

L’evento ha visto la partecipazione al taglio del nastro inaugurale del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e del Commissario europeo per l’Agricoltura Phil Hogan.