Qual è il miglior vino da abbinare al risotto alla pescatora? Tre consigli di Luca Maroni

Un primo piatto della tradizione italiana dalle consistenze avvolgenti e dal gusto delicato, spesso scelto per la cena della Vigilia di Natale: il risotto alla pescatora. Ma qual è il miglior vino da abbinare? Ecco tre consigli firmati per Cucine d'Italia dall'autore del celebre Annuario dei Migliori Vini Italiani, Luca Maroni, declinati in tre etichette.

 

 Risotto alla pescatora Donnaluce Poggio delle Volpi

Donnaluce Poggio Le Volpi 2018

Un vino dedicato alle donne, prodotto principalmente con Malvasia del Lazio e un’aggiunta di Greco e Chardonnay. Color giallo paglierino brillante, al naso inebria con intense sensazioni aromatiche di albicocca e pesca, litchi e mandarino cinese, lavanda, fiori gialli e miele, nocciola, il tutto accompagnato da mineralità salmastra. Morbido e sensuale in bocca, ammaliante nelle sensazioni fruttate, ben sorretto da freschezza e sapidità e persistente su sensazioni fruttate, con chiusura appena ammandorlata.

 

 Risotto alla pescatora Fiano di Avellino Radici Mastroberardino

Fiano d’Avellino Radici Mastroberardino 2017

Elegante bianco vestito da una raffinata etichetta raffigurante un dipinto di Maria Micozzi, presente su una volta delle grotte di affinamento della cantina Mastroberardino: questo Fiano di Avellino in purezza, proveniente dalla tenuta Santo Stefano del Sole, è un nettare simbolo di un ritorno alle radici, risultato della migliore sintesi tra vitigno e terroir, uniti nel dare vita a un vino dal carattere complesso e densità inusuale per un bianco.

 

Abbinamento Risotto alla pescatora Cervaro della Sala Castello della Sala

Cervaro della Sala Castello della Sala 2017 Antinori

Ultimo vino da abbinare al tradizionale risotto alla pescatora per Luca Maroni è il celebre Chardonnay vinificato in legno della famiglia Antinori: Cervaro della Sala realizzato nella tenuta del Castello della Sala in Umbria. Tra i primi bianchi italiani a svolgere fermentazione malolattica e affinamento in barrique, il Cervaro della Sala, ottenuto da uve Chardonnay unite a una piccola parte di Grechetto, nasce infatti dalla volontà di creare un vino bianco capace di affrontare lunghi affinamenti, di struttura ed eleganza senza eguali, incarnando in tal modo tutta la complessità di un luogo unico.