Ristorante Marchesi: gli omaggi del Maestro agli artisti

Dal 28 marzo al 2 aprile, in attesa della Design Week, Milano si animerà con l’Art Week 2017, la manifestazione dedicata all’arte contemporanea. Tra gli eventi in programma, sarà coinvolto anche il ristorante Marchesi alla Scala, che proporrà per l’occasione gli omaggi agli artisti del Maestro Gualtiero Marchesi. Si tratta di nove piatti ispirati a nove creativi che hanno fatto la storia dell’arte e che rimarranno in menù fino al 30 aprile.

ristorante marchesi alla scala Achrome branzino

La poesia culinaria reinterpreta così le grandi opere degli artisti, dall’Omaggio a Cézanne, con la dadolata di salmone e uova, salsa di yogurt e punte di asparagi, a quello a Pollock, con la sua tecnica dello sgocciolamento del colore. Gualtiero Marchesi ripropone la maestria dell’artista, attraverso il fondo di maionese leggera, il bianco dei calamaretti e delle vongole, accanto al rosso della passata di pomodoro, al nero,ottenuto unendo alla maionese il nero di seppia e al verde della maionese alla clorofilla di prezzemolo.

ristorante marchesi alla scala Oriente e occidente. Riso al curry code di gamberi

Nel menù include l’omaggio a Hsiao Chin, in un incontro tra Oriente e Occidente fatto di riso al curry e code di gamberi saltate, e il piatto ispirato a Manzoni, l’achromes di branzino. Per Fontana, l’ispirazione si concretizza in un’onda rossa che copre tre quarti del piatto e s'infrange in basso contro una riva di lava: la salsa al pomodoro leggermente piccante incontra alcuni pezzi di coda di rospo, cotti nel nero di seppia.

ristorante marchesi alla scala Dadolata di salmone con le sue uova © Coimbra

Per l’omaggio a Malévich, il ristorante Marchesi alla Scala ha in serbo la costoletta di vitello alla milanese del 2000, interpretata da Gualtiero Marchesi, mentre a Chagall si ispira il dolce dal triplice gusto alle creme di cioccolato, caffè e vaniglia brulée. L’omaggio a Sava si concretizza con lo zabaione leggero al Marsala e gli spaghetti di riso fritti. Infine, a Velasco è ispirata la pera cotta al vino rosso, accompagnata da crema inglese e croccanti di zucchero in due colori.

ristorante marchesi alla scala Dripping di pesce © Borchi

«Ripensando al piacere che mi dava la musica e al lavoro del cuoco, mi sono reso conto che il nesso che li accomuna riguarda la durata, dal momento che un brano e un piatto vivono solo attraverso la loro esecuzione», spiega Gualtiero Marchesi. «Una grandezza, ma anche, se vogliamo, un limite. Da questa considerazione e per ritrovarne l’aspetto materico, è scattata l’idea di rendere omaggio ai quadri di alcuni pittori, quelli che più amo. Non li definirei degli esercizi estetici, ma il tentativo di mostrare che la cucina è uno dei linguaggi possibili e che, in certi casi, ha la forza e le prerogative del linguaggio artistico».