Roero DOCG: il rosso vivace del Piemonte

Lungo le dolci colline cuneesi, sulla sponda sinistra del fiume Tanaro, dove la consistenza calcarea dei terreni delle Langhe lascia il posto ad appezzamenti sabbiosi di argilla silicea, sorge il suggestivo territorio del Roero. Qui le uve Nebbiolo crescono rigogliose. Lunghi e lussureggianti filari di vitigni si alternano a fitti boschi in un paesaggio inframmezzato da piccoli borghi arroccati a strapiombo sulle colline e imponenti castelli dalle radici antichissime.

vigneti roero

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Terra d’elezione dei vini italiani, in cui la storia cammina di pari passo con l’eccellenza vitivinicola: è qui che nasce nel 2004 la DOCG Roero, Denominazione d’Origine Controllata e Garantita, espressione di un vino fragrante e profumato, elegante e generoso, dall’invitante colore rubino, prodotto esclusivamente nell’intero territorio dei comuni di Canale, Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba e Vezza d’Alba e in parte di quello di altri quindici comuni cuneensi limitrofi.

roero docg

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La tessitura sabbiosa del terreno, un tempo coperto dal mare, unita a continui sbalzi termici tra giorno e notte incrementano le doti aromatiche delle uve, conferendole profumo intenso e vellutato dalle note fruttate e amarognole. L’alta qualità delle uve è garantita dall’allevamento a spalliera con potatura Guyot, che favorisce un’ottima esposizione fogliare e una efficiente densità di impianto.

roero docg nebbiolo

Ottenuto da una percentuale minima del 95% di uve Nebbiolo, il Roero DOCG può essere arricchito con altre varietà a bacca nera non aromatiche coltivate in Piemonte per un massimo del 5%. Leggero di corpo e colore, si differenzia dai più austeri Barolo e Barbaresco per l’impronta più morbida dovuta a una diversa composizione, spesso ammorbidita da una piccolissima quantità di uve Arneis, dal tocco vivace e frizzantino.

L’invecchiamento va da un minimo di venti mesi, di cui almeno sei in legno, a un massimo di 32 per la Riserva.

roero docg

Si presenta alla vista di color rosso rubino non molto intenso, dal sentore fruttato al naso ricorda la viola, il lampone, la pesca, con note legnose, in bocca secco e asciutto, ampio e caldo e moderatamente tannico.

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Perfetto in abbinamento con i gustosi piatti tipici della tradizione piemontese come la fonduta, il Roero si accompagna molto bene anche con paste, risotti e carni cucinate con salse leggere.