Sot la trape: il formaggio al sapore di vino

Un formaggio unico, dall'inconfondibile aroma, prodotto in Friuli lungo le suggestive zone della Carnia, Val Canale e Canal del Ferro, caratterizzato da una affascinante lavorazione: Sot la trape, il formaggio dal sapore di vino.

Sot la trape

Il particolare nome deriva dal friulano e significa "sotto la vinaccia", rivelando una tecnica antica impiegata dai contadini per proteggersi dalle razzie nemiche, quando le forme di formaggio venivano spesso nascoste nella vinaccia e recuperate in seguito.

L'unicità del pregiato formaggio, infatti, risiede nella lavorazione che lo contraddistingue, diversa dagli altri "ubriachi": realizzato in due varianti, latteria o caciotta, prodotti con latte vaccino, il Sot de trape viene affinato attraverso l'immersione in tini di legno, dove è ricoperto con vinacce e mosti d’uva non fermentati di uve locali bianche o rosse, quali Cabernet, Merlot, Refosco, Fragola, Sauvignon, Tocai, Verduzzo, oppure di uve passite.

Sot la trape

Le forme selezionate di Latteria, con una stagionatura minima di 60 giorni, e di Caciotta, stagionate almeno 20 giorni, permangono in questa sorta di salamoia 8-10 giorni per le pezzature grandi e 2-4 giorni per le pezzature piccole, in un ambiente temperato a 10-15 °C e umidità relativa dell’85-90 %. Trascorso questo periodo, le forme vengono tolte dalle vasche e, poste sui banchi, cosparse con la stessa vinaccia impregnata d’acqua, prima di essere pulite e stivate per circa un mese su tavoli in legno.

Sot la trape

La particolare lavorazione conferisce alla crosta la tipica colorazione violacea, se il formaggio è affinato nelle vinacce rosse, gialla se le vinacce impiegate sono bianche. La pasta è compatta, abbastanza elastica, di colore paglierino. Se del tipo Latteria, il formaggio presenta piccole occhiature, se del tipo Caciotta l'occhiatura è assente.

Sot la trape

Caratterizzato dall'inconfondibile aroma dell'uva matura, i Sot de trape presentano un gusto delicato e leggermente piccante, perfetti per il consumo in purezza in abbinamento ai vini locali, ma anche largamente impiegati per la preparazione dei tipici piatti carnici.