Le Stanze del Vetro: Paolo Venini e la sua fornace

Si è aperta a Venezia la mostra Le Stanze del Vetro: Paolo Venini e la sua fornace, dedicata a un grande protagonista del vetro del Novecento. Le 300 opere esposte raccontano la vis creativa di Paolo Venini e le sue illustri collaborazioni con grandi artisti dell’epoca, tra cui Tyra Lundgren, Gio Ponti, Riccardo Licata, 
Ken Scott, Massimo Vignelli e Tobia Scarpa. La mostra è curata da Marino Barovier e aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore fino all’8 gennaio 2017.

stanze del vetro paolo venini

Paolo Venini era un imprenditore colto e interessato sia ai fermenti artistici coevi, sia alle esigenze del mercato internazionale. Nel corso della sua carriera, intervenne come ideatore di nuove serie di vetri: la mostra documenta la sua produzione nata da specifiche scelte, che negli anni Cinquanta gli valsero un grande successo alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, ma anche nelle manifestazioni internazionali a sostegno e per la diffusione del design e dell’artigianato italiano.

stanze del vetro paolo venini

Diversi vetri pensati da Paolo Venini nacquero da una raffinata rilettura in chiave innovativa di alcune tecniche tradizionali muranesi, come quella dello zanfirico di cui vennero proposte alcune varianti soprattutto tra il 1950 e il 1954. Dal 1953 vi fu una ripresa della tecnica della murrina che portò progressivamente alla nascita di ricercate tipologie di tessuto vitreo.

stanze del vetro paolo venini

Importanti le collaborazioni nel percorso artistico professionale di Paolo Venini, come quella con l’architetto Gio Ponti, che per la vetreria muranese realizzò fantasiose bottiglie, servizi da tavola e lampade.

stanze del vetro paolo venini

Nella seconda metà del XX secolo transitarono per la vetreria diversi autori e ciascuno di loro apportò un prezioso contributo creativo: dal designer americano Charles Lin Tissot, al fashion designer statunitense Ken Scott, dal pittore veneziano Riccardo Licata a Tobia Scarpa, figlio di Carlo Scarpa. Una menzione particolare va alla collaborazione con la ceramista svedese Tyra Lundgren, la quale, oltre ad alcuni vasi, propose un ricco bestiario di volatili, pesci, serpenti, e diverse foglie dalle fogge variegate.