Oggi parliamo di Caponata.

Sarà il caldo, sarà la voglia di mare, sarà la voglia di vento leggero che porta con sé profumi netti e contrastanti, echi lontani, note agrumate ed agrodolci. La mia mente, seguendo strade spontanee, è approdata in Sicilia. Prodigiosa terra di misteri, sapori e saperi, forziere gastronomico carico di fascino, isola ricca e rigogliosa, invitante, avvenente. E la Caponata è una delle sue ricette più tipiche e celebri, che poggia con forza e convinzione sul contrasto tra sapori, facendo dell'agrodolce la sua inconfondibile caratteristica.

La Caponata è un semplice insieme di verdure tagliate a tocchetti, a vistosa prevalenza di melanzane, condite con sugo di pomodoro, sedano, olive e capperi, che viene reso memorabile da una densa e lucida salsa agrodolce.

Trentasette sono le ricette classiche di caponata raccolte in tutta l’isola. Trentasette ricette che generano a loro volta varianti che variano al variare degli ingredienti. Trentasette modi di mangiare e dire Caponata.

Diffusa in tutto il Mediterraneo, oggi è generalmente utilizzata come contorno o antipasto, ma sin dal 1700 costituiva un piatto unico, accompagnata da fragrante pane.

Risalire all'etimologia esatta della parola è un'impresa ardua. Nel tentativo di tracciare la storia della sua origine potremmo iniziare dicendo che l'etimologia potrebbe derivare dal "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene identificata la Lampuga, un pesce dalla carne pregiata ma piuttosto asciutta che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata, appunto.

Diventa a questo punto probabile che il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, iniziò a sostituirlo con le più economiche e reperibili melanzane. Qualcuno sostiene che il nome del piatto derivi in realtà dalle "caupone", termine con cui ci si riferisce alle taverne dei marinai e al conseguente aggettivo "cauponia" che verrebbe così a significare "cibo da taverna".

Seguendo tale interpretazione rimarrebbe possibile ipotizzare l’esistenza di due grandi formule di caponate:  quella a base di verdure e quella a base di pesce.

 La caponata siciliana vegetariana si é evoluta con la presenza di melanzane, sedano, cipolle, olive, capperi e, raramente, carciofi, in salsa agrodolce ottenuta miscelando aceto e miele, oppure aceto e zucchero. Nelle caponate con presenza di pesce sono note diverse ricette. Qui ne riportiamo una davvero storica, quella che Ippolito Cavalcanti, discendente diretto del più noto Guido, riporta nel suo libro

"La cucina teorico-pratica con corrispondente riposto", pubblicato a Napoli nel 1837:

 “Capunata di milinciani”

 “Pi fari un beddu piattu di capunata si tagghianu sei milinciani longhi, cu tutta la scorcia, a tucchetti, e si friinu nna 'na padedda granni, cu ogghiu quantu abbasta, a culuri d'oru. Si mettinu nna un piattu e, livannu un pocu di l'ogghiu di frittura, nna chiddu chi arresta pi suffriiri li civa di dui o tri acci, tagghiati a listiceddi e 'na cipudda tagghiata fina. Si cci agghiunci un cuppinu di sarsa di pumadoru friscu, mezzu bicchieri d'acitu, un cucchiarinu di zuccaru, e un beddu pizzicu di sali. S'arrimina e si fa cociri a focu lentu 'na dicina di minuti. Si mettinu allura nna 'na padedda, li milinciani fritti, dui cucchiarati di chiappari sutt'acitu, un pugnu d'alivi virdi, sculati e disussati: si lassanu 'nsapuriri tutti cosi pi cincu minuti. Si mancia fridda, mittennucci 'ncapu mennuli atturrati a pizzuddi”.

.... Tutto chiaro, no? Va bene, va bene.. era solo per farvi entrare nel mood... Correggo il tiro:

Caponata di melanzane

Tagliate sei melenzane lunghe a cubetti piccoli e, senza sbucciarle, friggetele sino a dorarle in una larga padella con una giusta misura d'olio. Scolatele e tenetele in caldo. Nell'olio rimasto, soffriggete le costole interne di due tre sedani tagliate a piccoli asticciole lunghe due o tre centimetri, con una cipolla finemente tritata. Aggiungete un mestolo di salsa di pomodoro fresco, mezzo bicchiere circa d'aceto, un cucchiaio di zucchero e un bel pizzico di sale, mescolate e lasciate cuocere a fuoco moderato per dieci minuti. Versate nella padella le melenzane fritte insieme a due cucchiai di capperi sott'aceto e ad un pugno di olive bianche in salamoia, scolate e snocciolate. Lasciate insaporire per qualche minuto. La caponata si serve fredda e può completarsi con mandorle abbrustolite tritate. Meglio, no??

La Caponata