Vinitaly 2017: il business del vino in mostra a Verona

È stata presentata ieri a Roma la 51esima edizione di Vinitaly 2017, la più importante rassegna internazionale dedicata a vino e distillati che si terrà a Verona dal 9 al 12 aprile.

L’appuntamento di quest’anno continua il percorso di crescita e sviluppo del 2016, in linea con il piano industriale legato alla trasformazione di Veronafiere in SpA: il focus è incentrato su internazionalità, occasioni di business e innovazione digitale.

vinitaly 2017

Dall’inizio di marzo sono 2mila i nuovi buyer esteri registrati per l’edizione di Vinitaly 2017, che arrivano in particolare da USA, Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia e Russia. Tra questi in aumento le presenze anche da Taiwan e Brasile e, nonostante l’imminente Brexit, il Regno Unito aggiunge all’elenco 100 nuovi buyer. Le aziende espositrici saranno oltre 4.120, a cui si sommano le 291 di Sol&Agrifood e le 200 di Enolitech.

Confermate le tradizionali aree tematiche: da Vinitaly Bio, sul mondo del biologico certificato, a ViViT, dedicato ai vini artigianali, fino a VinInternational, spazio che raggruppa la gran parte dei produttori esteri di Vinitaly. Torna anche il programma di degustazioni della VIA-Vinitaly International Academy e della rassegna Tasting Ex…Press.

vinitaly 2017

“Vinitaly 2017 sarà la capitale della nuova Politica agricola comune, occasione imperdibile per riscrivere le linee a sessant’anni dai Trattati di Roma costitutivi della Comunità economica europea, con la presenza del commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan”, afferma Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole.

“Chiediamo quindi in particolare all’esperienza vitivinicola italiana di essere protagonista di questa riflessione. A Vinitaly porteremo il Testo Unico del Vino; daremo spazio alla discussione presentando il primo pacchetto attuativo. Anche sul registro vinicolo digitale, la sfida è decisiva e va seguita con grande attenzione nelle prossime fasi. E’ un cambio di prospettiva che dovrà essere un processo collettivo”.