Zafferano dell'Aquila Dop: oro d’Abruzzo

Gusto deciso e aroma intenso e avvolgente per una pianta pregiata dalle proprietà uniche che fiorisce rigogliosa lungo i rilievi dell’Aquilano: lo Zafferano dell'Aquila Dop.

 Zafferano dell’Aquila Dop

Le coltivazioni di zafferano hanno radici antiche e suggestive, che risalgono addirittura all’Antica Grecia: la leggenda narra che il giovane e bellissimo Crocus si innamorò della ninfa Smilace, favorita del Dio Ermes. Quest’ultimo, indispettito dai loro sentimenti, lo trasformò in un bulbo, divenuto poi pianta dello zafferano.

 Zafferano dell’Aquila Dop

Citazioni della profumata pianta si ritrovano anche nella Bibbia e in testi di letteratura greca e latina: originario dell’Asia, la sua coltivazione si estese in Tunisia e Spagna, giungendo poi, grazie a un domenicano abruzzese, in Italia, diffondendosi in particolare sugli altipiani di Navelli.

 Zafferano dell’Aquila Dop

È qui infatti che nasce la varietà più pregiata di zafferano, l'oro rosso di Navelli, una coltivazione divenuta fiorente proprio grazie alle particolari condizioni offerte dalla zona, favorita da un clima mediterraneo temperato e da un terreno di medio impasto, caratterizzato da un’ottima ritenzione idrica e dalla giusta consistenza sabbiosa.

 Zafferano dell’Aquila Dop

Oltre a Navelli, l’area di produzione si estende ai comuni di Barisciano, Caporciano, Fagnano alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Navelli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio nei Vestini, S. Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi, Villa S.Angelo, unicamente lungo terreni situati a un’altitudine compresa tra i 350 e i 1000 metri: solo qui, secondo il disciplinare di produzione, può avvenire l’intero processo di coltivazione, raccolta e confezionamento.

 Zafferano dell’Aquila Dop

 Zafferano dell’Aquila Dop

La produzione dello Zafferano dell'Aquila segue un iter complesso e rigido: dopo la selezione e l’impianto dei bulbi migliori ad agosto, la raccolta, completamente manuale, avviene nel periodo autunnale, tra la metà di ottobre e la prima di novembre. I fiori della pianta presentano sei petali di un bel colore viola leggero: proprio i fiori subiscono il cosiddetto processo di sfioratura, che consiste nella separazione degli stimmi dagli stami e dal fiore campanulato, da portare a termine entro la giornata stessa del raccolto. Infine l’essiccazione avviene adagiando gli stimmi su un setaccio da farina capovolto su una brace di legno di mandorlo o quercia: da questa fase si ottengono i fili di zafferano, mentre la polvere si ricava macinando i filamenti in un macinino. Il confezionamento avviene in vasetti o bustine, impiegando come materiali esclusivamente carta e vetro.

 Zafferano dell’Aquila Dop

Il risultato è un prodotto dall’aroma e dal gusto inconfondibile, dalle proprietà benefiche per l’organismo e perfetto per la preparazione di piatti raffinati. Tra le ricette più note il celebre risotto allo Zafferano, ma è perfetto anche in abbinamento con carne d’agnello, o funghi, mentre in versione salsa esalta delicatamente il sapore del pesce. Ottimo come ingrediente base per la preparazione di dolci, biscotti o creme.