Dieci interpretazioni del Derthona 2024 – Seconda parte

Dal brevetto tecnologico alla storicità dei grandi cru: si completa la mappatura del millesimo 2024 emersa dalla tappa romana di Derthona on Tour. Cinque nuove letture del Timorasso che spostano il baricentro tra Sarezzano, Viguzzolo, Tortona e la Val Curone, confermando spessore estrattivo, tenuta acida e rigore stilistico della denominazione.

Prosegue l’indagine sulla fisionomia dei Colli Tortonesi avviata con la prima parte del focus dedicato a Derthona on Tour 2026, appuntamento promosso al WEGil di Roma dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi con il coordinamento di Vinòforum.

Dopo aver tracciato la direttrice che dall’Alto Monferrato risale verso i crinali di Monleale, Costa Vescovato e Montemarzino — attraverso le interpretazioni firmate da Sassaia – De Alessandrini (Derthona 2024), Boveri Luigi (Filari di Timorasso 2024), Vigneti Letizia (Stappasogni 2024), Vigneti Massa (Costa del Vento 2024) e Davico Stefano Wines (Regina 2024) —, il secondo capitolo della degustazione sposta l’obiettivo sulle matrici marnose e argillose di Sarezzano, Viguzzolo, Tortona e Volpedo, lungo l’asse della Val Curone.

Ancora una volta, il banco di prova è il complesso millesimo 2024: un’annata segnata da piogge persistenti fino a metà luglio e da una drastica riduzione delle rese, ma risolta in vigna e in cantina con un’esecuzione tecnica che non ha concesso cali di tensione. Le cinque etichette che completano la rassegna mettono a fuoco la trasversalità progettuale del comprensorio: dall’ingegneria applicata alla riduzione dell’impatto ossidativo fino al presidio cooperativo del territorio, passando per la viticoltura biologica di collina, la storicità dei cru tortonesi e l’adozione di chiusure alternative a tutela della longevità. Cinque ulteriori tasselli a sigillare il profilo di un bianco di solida architettura, governato da sapidità profonda e slancio verticale.

Vigneti Repetto
Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Quadro” 2024

Cantina di Tortona
Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Aemilia Scauri” 2024

Cantine Volpi
Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “La Zerba” 2024

Claudio Mariotto
Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Bricco San Michele” 2024

La Stellara
Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Surge” 2024

Vigneti Repetto Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Quadro” 2024

Terroir e Cantina. Il percorso vitivinicolo di Gian Paolo Repetto — attuale presidente del Consorzio di Tutela Vini Colli Tortonesi — nasce da un solido background nell’imprenditoria industriale. Nel 2015, fondando l’azienda insieme alla moglie Marina, traduce questa estrazione in un paradigma produttivo rigoroso, sintetizzato dal manifesto “Antico Metodo, Moderna Tecnologia”. Un approccio dove la formazione tecnica si converte in scelte di cantina all’avanguardia: l’adozione del sistema VinoOxygen, brevetto ingegneristico sviluppato da una start-up piemontese, permette di vinificare in totale assenza di travasi, abbattendo drasticamente sia la necessità di solforosa aggiunta sia i consumi idrici legati ai lavaggi delle vasche.

Attorno a questa precisa impostazione tecnica, certificata dal protocollo SQNPI, si estendono i ventisei ettari di proprietà, di cui diciotto vitati. Disposti a Sarezzano lungo il versante del Belvedere, tra i 240 e i 340 metri di altitudine, i filari poggiano sulle marne calcareo-argillose di Sant’Agata Fossili: una matrice geologica d’elezione per infondere ai vini spiccata tensione minerale e naturale propensione all’invecchiamento.

Espressione rigorosa di questo approccio è il Derthona Timorasso Quadro. Nato da uve vendemmiate a mano, il mosto subisce una calcolata macerazione pellicolare a freddo direttamente in pressa per fissarne il corredo aromatico. L’affinamento prevede diciotto mesi di sosta complessiva scandita tra l’acciaio — con bâtonnage regolari sui lieviti indigeni — e la bottiglia, prima del rilascio sul mercato. Una scelta tecnica mirata a bilanciare l’energia giovanile del Timorasso, decodificandone nel calice l’intera complessità.

Degustazione. Versato nel calice, il vino si rivela con una veste lucente di colore giallo paglierino carico dai riflessi dorati. All’olfatto si apre su un bouquet floreale e fruttato di raffinata ampiezza: l’incipit è segnato da nitidi spunti di acacia e sfumature di sambuco, pronti a lasciare spazio alle eleganti note di foglie di tè e alla polpa dolce della frutta a polpa bianca, guidata dalla pesca e ritmata da accenti di bergamotto e il cedro, per poi chiudere su intriganti richiami di pietra focaia.

Al palato la struttura si rivela di rara eleganza: il sorso è pulito, diretto e scattante, sorretto da una marcata sapidità e da un’acidità citrina capaci di garantire un passo lungo. Proprio questa profonda vena minerale si conferma il vero e proprio filo conduttore di tutti i Timorasso firmati Derthona. Un vino dall’architettura misurata e fine, in grado di coniugare una materia importante con un finale fresco, persistente ed incredibilmente armonico.

Vigneti Repetto

Cantina di Tortona Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Aemilia Scauri” 2024

Terroir & Cantina. Fondata nel 1931 nel pieno della grande crisi economica globale, la Cantina di Tortona nasce dalla visione e dal coraggio di trentotto pionieri della viticoltura locale, decisi a unire le forze per proteggere il lavoro dei vignaioli e salvaguardare il patrimonio enologico dei Colli Tortonesi. Oggi l’impianto cooperativo rappresenta un imprescindibile baricentro agricolo per l’intero territorio, confermandosi un attore cruciale nel rilancio del Timorasso.

Vertice espressivo della produzione è la selezione Aemilia Scauri, omaggio all’antica via consolare romana costruita nel 109 a.C. dal censore Marco Emilio Scauro, asse viario fondamentale per collegare Derthona al bacino ligure. Frutto di una rigorosa lettura territoriale, le uve destinate a questa etichetta provengono da una singola parcella sulle colline di Viguzzolo, in località Montecanino, poggiata su suoli marno-calcarei ad elevata matrice argillosa: un substrato minerale capace di conferire al vino una struttura imponente, profonda e votata alla longevità.

Espressione nitida di questo cru è il Colli Tortonesi DOC Timorasso “Aemilia Scauri”. La sua vinificazione, tesa a valorizzare la purezza espressiva del frutto di origine, prevede una rigorosa selezione delle uve e una lenta fermentazione a temperatura controllata. L’affinamento si svolge interamente in serbatoi di acciaio e cemento a contatto con i propri lieviti fini, evitando volutamente l’uso del legno per preservare l’integrità del profilo aromatico, la spiccata freschezza e la tipica scia minerale del terroir, prima del riposo finale in bottiglia e del successivo ingresso sugli scaffali.

Degustazione. Alla vista, il vino si presenta con una veste giallo paglierino, accesa da vividi riflessi dorati. L’olfatto delinea un bouquet di straordinaria complessità e finezza: l’esordio è segnato da nitidi profumi di fiori bianchi e sfumature di camomilla, pronti a evolvere verso un ventaglio di frutta polposa sostenuto da netti richiami di miele. Al palato la struttura convince per ampiezza e tensione: il sorso procede fluido, dinamico e tagliente, sorretto da trazione acida e dall’immancabile spalla minerale. Un profilo gustativo profondo e persistente accompagna il finale verso una chiusura pulita, fresca e perfettamente bilanciata.

Cantina di Tortona

Cantine Volpi Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “La Zerba” 2024

Terroir e Cantina. Tra le realtà storiche del Basso Piemonte, Cantine Volpi rappresenta un interprete di primo piano nell’evoluzione enologica dei Colli Tortonesi. Oggi giunta alla quinta generazione con Carlo e Marco Volpi, l’azienda ha adottato i protocolli biologici già negli anni Novanta, un percorso consolidato nel 2003 con l’acquisizione di Cascina La Zerba a Volpedo. In questo habitat collinare, i dieci ettari di vigneto si integrano a boschi e porzioni di “incolto funzionale”, preservando una rigorosa biodiversità attorno a un polo aziendale concepito interamente in bioedilizia.

Sui suoli marno-calcareo-argillosi del comprensorio, sferzati dalla ventilazione appenninica e soggetti a marcate escursioni termiche, il Timorasso sviluppa una profonda concentrazione aromatica e una netta trazione acida. Fedele all’impostazione biologica, la vinificazione applica un metodo rigoroso e non interventista: dopo la vendemmia manuale e una pressatura soffice in ambiente inerte, il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata.

Segue una sosta di circa dieci mesi sulle fecce fini — scandita da bâtonnage regolari volti ad ampliare lo spessore estrattivo del sorso — e un successivo affinamento in bottiglia. Una sequenza tecnica studiata per delineare un bianco di rara verticalità, capace di evolvere verso le classiche sfumature di pietra focaia e idrocarburo, e di competere con i grandi Riesling renani. Autentica voce di questo terroir è il Derthona Timorasso “La Zerba” 2024.

Degustazione. Alla prova visiva, il vino si mostra di luminoso giallo paglierino, acceso da vivi riflessi dorati. L’esame olfattivo svela una gamma aromatica di notevole finezza e ampiezza: il naso incontra profumi di fiori bianchi e gentili sfumature di camomilla, pronti a evolvere verso un ricco registro di frutta croccante e polposa, elegantemente rifinito da tocchi di miele d’acacia. Al palato la struttura conquista per verticalità e concentrazione: il sorso procede dritto sorretto da dinamica tensione e da sapidità minerale. Un profilo gustativo nitido e persistente, capace di accompagnare il palato verso una chiusura pulita, verticale e di superba simmetria.

Cantine Volpi

Claudio Mariotto Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Bricco San Michele” 2024

Terroir & Cantina. Sulle colline di Tortona, l’azienda agricola di Claudio Mariotto rappresenta una delle firme più autorevoli e coerenti del panorama enologico italiano. Guidata da una profonda sensibilità artigianale e da un legame viscerale con il proprio territorio, la cantina ha scritto pagine fondamentali nella storia recente dei Colli Tortonesi.

Negli anni in cui il Timorasso rischiava l’estinzione — soffocato dall’abbandono delle campagne e dalla ricerca di produzioni più facili —, Claudio Mariotto ha scelto di affiancare l’opera pionieristica di Walter Massa. Insieme a quella stretta cerchia di visionari, Mariotto ha creduto fermamente nel potenziale inespresso del vitigno autoctono, trasformando la propria tenuta in un avamposto di recupero ampelografico.

I vigneti aziendali, distribuiti attorno a Tortona, poggiano su matrici marno-calcaree e argillose ricche di scheletro: un substrato ideale per conferire ai vini una struttura imponente, una vibrante tensione minerale e una longevità fuori dal comune. Accanto ai grandi cru storici come Cavallina e Pitasso — vertici di complessità e ampiezza aromatica —, l’azienda esplora la duttilità del vitigno con etichette dotate di grande personalità. Ne è prova L’Imbevibile, etichetta centrata sulla macerazione pellicolare — un contatto prolungato del mosto con le bucce —, capace di imprimere consistenza materica, un profilo al contempo rustico ed elegante e una beva di assoluta immediatezza.

Tra le espressioni più alte della produzione è il Derthona Bricco San Michele. Frutto di un’accurata selezione nell’omonima parcella, la vinificazione privilegia la purezza espressiva del varietale e l’integrità del frutto. Dopo una pressatura soffice e la fermentazione termocondizionata, il vino sosta a lungo sulle fecce fini dividendosi tra acciaio e cemento, escludendo totalmente l’impiego del legno piccolo. Tale scelta tecnica preserva intatta la croccantezza del frutto, esaltando al contempo la viva acidità citrina e quella marcata sapidità minerale, distintiva dei grandi Timorasso della denominazione, consegnando un bianco di solida materia, dinamico, slanciato e di impeccabile compostezza.

Degustazione. Dal luminoso colore giallo paglierino attraversato da profondi riflessi dorati, emerge un profilo olfattivo di grande finezza: l’incipit di fiori bianchi e camomilla sfuma rapidamente in un registro di frutta polposa e croccante, sostenuto da delicati richiami di miele d’acacia. Al palato la materia si distingue per tensione. Il sorso è verticale e slanciato, trainato da una spinta agrumata e dalla profonda sapidità minerale che sigla i cru del territorio. Un impianto gustativo nitido e scattante, capace di allungare la beva verso un finale di mirabile compostezza.

Claudio Mariotto

La Stellara Derthona Colli Tortonesi Doc – Timorasso “Surge” 2024

Terroir & Cantina. Proprio nei confini dell’attuale tenuta La Stellara, sul finire dell’Ottocento, il maestro divisionista Giuseppe Pellizza ritrasse uno dei suoi celebri paesaggi vitati: un documento visivo che oggi certifica la storicità del sito e definisce l’identità grafica delle etichette aziendali. Su questa radice, la cantina interpreta il recupero del Timorasso coniugando precisione colturale e scelte tecniche contemporanee.

I filari destinati al Surge — termine che nel dialetto locale significa “germogliare”, in riferimento alla riscoperta del vitigno — si sviluppano a circa 300 metri di altitudine con esposizione a sud-est, radicati su una compatta matrice pedologica argilloso-limosa. La combinazione tra forti escursioni termiche ed elevata componente minerale dei suoli imprime al vitigno una netta concentrazione aromatica e un’affilata trazione acida.

La gestione in cantina del Timorasso “Surge” segue un protocollo improntato alla massima precisione e al rispetto dell’integrità del frutto. Ottenuta la pressatura soffice dei grappoli, il mosto fermenta in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata per custodire la memoria biologica del vitigno. Il vino riposa per circa 10 mesi in acciaio a contatto con i propri lieviti nobili, scandito da bâtonnage regolari volti ad ampliare il volume e la complessità al palato. Un ulteriore periodo di riposo in bottiglia perfeziona l’integrazione tra matrice minerale, freschezza e componente alcolica.

La scelta del tappo a vite per le selezioni di Timorasso isola il vino da deviazioni ossidative e consente un drastico contenimento dei solfiti, garantendo stabilità evolutiva e assoluta nitidezza dei profumi primari.

Degustazione. Il colore giallo paglierino è acceso da riflessi dorati, indice della densità estrattiva del millesimo e della piena maturazione del frutto. Al naso si delinea una trama complessa e sfaccettata: le note di fiori bianchi e camomilla essiccata cedono il passo a un registro di frutta a polpa gialla, agrume candito e miele. In sottofondo emerge nitida la matrice minerale, scandita da sfumature di pietra focaia destinate a evolvere nel tempo verso netti sentori di idrocarburo.

In bocca l’ossatura stupisce per tensione, equilibrio ed energia. Il sorso scorre teso e slanciato, sorretto da una vigorosa spinta agrumata e da una sapidità minerale, firma autentica delle argille e delle marne di Volpedo. La lunga permanenza sulle fecce fini dona materia e rotondità al centro bocca, accompagnando la beva verso un finale pulito e dal passo lungo.

La Stellara

Foto in evidenza: Creata con CHATGPT

Foto bottiglie: Vigneti Repetto, Cantina di Tortona, Cantine Volpi, Claudio Mariotto, La Stellara

Alessandra Fiori

Dieci interpretazioni del Derthona 2024 – Seconda parte

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