Sdoganata in Argentina l’egemonia delle imitazioni: l’accordo bilaterale che mina i pilastri del Mercosur e premia l’industria statunitense dell’Italian sounding, un gigante da oltre 40 miliardi di euro. Le denunce di Coldiretti e Filiera Italia per l’assenza di reciprocità e clausole di salvaguardia.
Il commercio globale sta vivendo una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dal passaggio da un multilateralismo regolato a un sistema di accordi bilaterali asimmetrici che mettono a dura prova la tenuta delle tutele internazionali sulla proprietà intellettuale geografica. Il caso dell’accordo commerciale stipulato tra gli Stati Uniti e l’Argentina, noto come ARTI (Agreement on Reciprocal Trade and Investment), siglato formalmente il 5 febbraio 2026, rappresenta un esempio paradigmatico di questa nuova dinamica geopolitica. L’intesa non si limita alla riduzione delle barriere tariffarie, ma introduce un quadro normativo che mina direttamente l’efficacia delle Indicazioni Geografiche (IG) protette dall’Unione Europea nel mercato sudamericano, compromettendo la stabilità dell’accordo UE-Mercosur.
Il fulcro della controversia risiede nel riconoscimento esplicito, da parte dell’Argentina, di una vasta lista di termini agroalimentari come “nomi comuni” o nomi generici. Questa mossa legislativa permette ai produttori statunitensi di commercializzare imitazioni di eccellenze italiane – come il Grana, il Gorgonzola, l’Asiago e la Mortadella – all’interno del mercato argentino senza incorrere in sanzioni per violazione delle denominazioni d’origine. Il cortocircuito normativo che ne deriva è di proporzioni sistemiche: mentre l’Unione Europea ha negoziato per oltre venticinque anni con il blocco Mercosur per ottenere la protezione di 347 denominazioni tradizionali, di 58 italiane, l’accordo ARTI svuota di fatto tale protezione, creando un precedente legale che potrebbe essere replicato in altri mercati.
Accordo ARTI: Meccanismi di Liberalizzazione e Impatto Doganale
L’intesa ARTI si configura come un trattato di libero scambio “light” ma estremamente incisivo nei settori strategici. Il documento, la cui implementazione è prevista entro sessanta giorni dalla notifica delle procedure legali completate, stabilisce l’eliminazione dei dazi americani su 1.675 prodotti di origine argentina, mentre Buenos Aires si impegna a ridurre o sopprimere le tariffe su oltre 200 posizioni doganali statunitensi. In particolare, per il settore lattiero-caseario, l’accordo elimina dazi che precedentemente raggiungevano il 28%, facilitando l’ingresso massiccio di prodotti nordamericani.
Un elemento di rottura fondamentale è rappresentato dall’impegno dell’Argentina a eliminare le licenze di importazione non automatiche per i beni provenienti dagli Stati Uniti, garantendo un accesso preferenziale che non è attualmente garantito nella stessa misura ai prodotti europei. Questo vantaggio logistico e amministrativo, unito alla concessione di una quota di 1.000 tonnellate annue di formaggi statunitensi a dazio zero, pone le imprese italiane in una posizione di svantaggio competitivo immediato sul piano dei prezzi e della distribuzione.
La Generizzazione delle Denominazioni
L’Argentina si impegna a non limitare l’accesso al mercato per i beni statunitensi basandosi sull’uso di termini che definisce come “comuni”. Questa lista comprende nomi che l’ordinamento giuridico europeo considera invece diritti di proprietà intellettuale legati al territorio.
L’accordo stabilisce che l’Argentina consentirà l’ingresso di beni che rispettano gli standard di conformità statunitensi o internazionali senza ulteriori requisiti, facilitando di fatto l’importazione di prodotti “Italian sounding” prodotti con standard qualitativi e normativi diversi da quelli europei. Questo approccio, basato sul mutuo riconoscimento tecnico piuttosto che sulla tutela dell’origine, favorisce l’industria alimentare statunitense, che è già leader mondiale nella produzione di falsi Made in Italy con un valore stimato superiore ai 40 miliardi di euro.
Il Conflitto con l’Accordo UE-Mercosur e l’Erosione delle Tutele Europee
La firma dell’accordo ARTI avviene in un momento critico per la diplomazia commerciale europea. L’Unione Europea e il blocco Mercosur (composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno recentemente finalizzato un Accordo di Associazione che include capitoli specifici sulla protezione delle Indicazioni Geografiche. Tale intesa prevede il divieto di imitazione per oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’UE, di cui 58 sono italiani. Tuttavia, l’apertura argentina alle imitazioni americane attraverso l’intesa con Trump svuota di significato tale protezione.
Il paradosso normativo è evidente: come può l’Argentina garantire la protezione del termine “Parmigiano Reggiano” o “Asiago” nell’ambito del Mercosur se contemporaneamente riconosce legalmente “Parmesan” e “Asiago” come nomi comuni per i produttori statunitensi? Secondo Coldiretti e Filiera Italia, questo cortocircuito cancella di fatto la protezione accordata dal Mercosur, compromettendo l’intero impianto dell’intesa con Bruxelles. La mancanza di una clausola di salvaguardia automatica e del principio di reciprocità nell’accordo UE-Mercosur aggrava ulteriormente il rischio per gli agricoltori italiani.
L’approccio statunitense, definito da Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia, come un “chiaro attacco al sistema delle Indicazioni Geografiche”, mira a indebolire i principi fondanti delle DOP e IGP per favorire un modello di business basato sulla proprietà del marchio commerciale piuttosto che sul legame con il territorio. Questo scontro non è solo commerciale, ma culturale e giuridico, e vede l’Italia come il principale campo di battaglia a causa della popolarità mondiale delle sue specialità gastronomiche.
Dinamiche dell’Export Agroalimentare Italiano: USA e Argentina a Confronto
Per quantificare il rischio economico, è necessario analizzare i volumi attuali delle esportazioni agroalimentari italiane verso i due mercati coinvolti. Gli Stati Uniti rappresentano oggi il secondo mercato di destinazione per l’agroalimentare italiano nel mondo, con un valore che nel 2024 ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 17,1% rispetto al 2023. Ma nel III trimestre del 2025 ha registrato una brusca frenata, -13,6%. L’Argentina, pur avendo una profonda connessione culturale con l’Italia, rappresenta un mercato più piccolo e instabile, ma strategico per il futuro posizionamento delle eccellenze italiane in Sud America.
Italian Sounding e Strategia Americana
Gli Stati Uniti si confermano il leader mondiale nella produzione di cibi che richiamano l’italianità senza aver alcun legame con l’Italia. Il valore di questo mercato ha superato i 40 miliardi di euro e i formaggi rappresentano il comparto più colpito. L’accordo ARTI fornisce a questa industria un’arma legale formidabile: la protezione per l’uso di nomi come “Parmesan” o “Gorgonzola” in mercati come l’Argentina che ospita una delle più vaste comunità di origine italiana al mondo, circa 25-30 milioni di persone con almeno un antenato italiano, parliamo di oltre la metà della popolazione.
L’accordo con l’Argentina non è un caso isolato. L’amministrazione statunitense ha adottato un approccio simile con la Cambogia e mira, comunque, a estenderlo ad altre aree del Sud America. L’obiettivo è creare una rete di accordi bilaterali che neutralizzi gli standard europei sulle Indicazioni Geografiche prima che l’UE possa consolidare i propri trattati regionali. In questo contesto, l’Argentina di Milei funge da acceleratore per questa strategia, cercando in cambio sgravi daziari su 1.675 prodotti strategici, tra cui l’industria mineraria e l’automotive.
Standard Produttivi e Concorrenza Sleale: Il Caso dei Pesticidi
Uno dei punti di maggior frizione tra l’agroalimentare italiano e l’accordo Mercosur, ora aggravato dall’intesa ARTI, riguarda le differenze normative negli standard di produzione. L’agricoltura italiana opera sotto il regime più restrittivo al mondo in materia di pesticidi e benessere animale, con costi di produzione che sono quasi il triplo rispetto ai concorrenti americani o sudamericani.
L’assenza del principio di reciprocità nell’accordo UE-Mercosur è la critica principale mossa da Coldiretti. Questo consentirebbe l’importazione a dazio zero di prodotti che utilizzano sostanze chimiche vietate in Europa da anni, come il glifosato in determinate concentrazioni o altri fitofarmaci. L’accordo USA-Argentina rafforza ulteriormente questa asimmetria, poiché i prodotti statunitensi che entreranno in Argentina (e potenzialmente circoleranno nel blocco Mercosur) rispettano standard ambientali e di sicurezza alimentare meno rigorosi di quelli imposti agli agricoltori europei.
Questa “concorrenza non livellata” rappresenta una minaccia esistenziale per la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane. La mancanza di una clausola di salvaguardia automatica nell’accordo UE-Mercosur significa che l’Europa potrebbe essere inondata da prodotti a basso costo prima che i meccanismi di protezione possano essere attivati, un rischio che Coldiretti definisce “un errore politico a firma della presidente Ursula Von der Leyen”.
Le Reazioni della Filiera Agroalimentare Italiana
Il sistema Italia reagisce con preoccupazione, ma con sfumature diverse tra le associazioni di categoria. La polarizzazione tra chi vede nell’accordo Mercosur un’opportunità da difendere e chi lo considera un pericolo imminente è netta.
Coldiretti e Filiera Italia: Allarme Rosso
Per le principali organizzazioni agricole, l’accordo ARTI è il colpo di grazia alla tutela del Made in Italy in Sud America. Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, sottolinea che l’apertura del mercato sudamericano ai “falsi a stelle e strisce” cancella di fatto la protezione delle 58 eccellenze italiane, compromettendo l’intesa con Bruxelles. La denuncia si concentra sull’assenza di reciprocità e sui rischi legati all’importazione di cibi prodotti senza rispettare le regole europee su ambiente e lavoro.
Assolatte: Pragmatismo e Velocizzazione
In controtendenza, Assolatte invita alla cautela e suggerisce di accelerare l’attuazione dell’accordo UE-Mercosur. Secondo l’associazione dei produttori lattiero-caseari, proprio perché l’intesa USA-Argentina sta aprendo falle pericolose, è necessario ratificare il trattato europeo il prima possibile per “costruire un sistema che vigili sulla sua corretta e piena applicazione”.
Il Ruolo del Governo Italiano e della Commissione UE
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha assicurato l’impegno del governo nel contrastare le azioni protezionistiche che mirano all’indebolimento delle Indicazioni Geografiche. Recentemente, il Parlamento Europeo ha dato il via libera a misure di salvaguardia per proteggere l’agricoltura UE da possibili effetti negativi dovuti alla liberalizzazione con i paesi del Mercosur, attivando blocchi tariffari in caso di perturbazioni di mercato accertate. Tuttavia, queste misure sono considerate “inefficaci” da Coldiretti poiché mancano di meccanismi automatici e non affrontano il problema della generizzazione dei nomi.
Analisi delle Clausole di Salvaguardia: Protezione Reale o Fittizia?
L’Unione Europea ha introdotto un regolamento di salvaguardia che definisce le modalità con cui sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie sulle importazioni agricole da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Questo meccanismo è stato presentato come un successo della diplomazia italiana per rassicurare il settore agricolo.
Tuttavia, queste clausole potrebbero essere difficili da attivare, in quanto la sospensione delle preferenze avviene solo se un aumento delle importazioni arreca “danni ai produttori europei” accertati. In un mercato globale dinamico, dimostrare il nesso di causalità tra l’importazione dal Mercosur e il danno al reddito degli agricoltori italiani è un processo lungo che potrebbe richiedere anni, durante i quali le imitazioni statunitensi potrebbero già aver consolidato la loro posizione nel mercato argentino grazie all’accordo ARTI.