Circolo del Design: inaugurata la mostra From The Ground

Dal 14 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027 torna Earthrise – Design for a Living Planet, il progetto annuale del Circolo del Design di Torino, giunto alla sua quarta edizione e dedicato all’esplorazione della relazione tra design e sostenibilità ambientale, per partecipare al cambiamento culturale necessario a sviluppare una nuova coscienza ecologica condivisa.

In un’epoca dominata da processi sempre più intangibili, la mostra From The Ground rimette al centro la materia per riconnettersi con una fisicità ruvida e grezza, informe e sempre diversa, fatta di impurità e provenienze multiple. Protagonista della mostra è infatti l’argilla, una risorsa antica che ha accompagnato nei secoli bisogni profondamente umani e oggi, anche grazie ad applicazioni innovative, diventa uno strumento di ricerca per rileggere il rapporto con il pianeta.

L’inaugurazione, che ha avuto luogo ieri a Torino, al Circolo del Design in via San Francesco da Paola 17, è stata accompagnata dalla lectio dell’antropologo e autore Andrea Staid, dal titolo “Dare forme con il mondo: una prospettiva tellurica“. A partire dalla domanda “Cosa significa progettare con il mondo?”, l’intervento è stato incentrato sul ruolo del design nella crisi ecologica contemporanea e sulla possibilità di rifondarne le pratiche nell’era dell’Antropocene. In questa prospettiva, il design si configura come approccio rigenerativo e relazionale, capace di dar vita a nuove visioni ecologiche.

From The Ground presenta otto progetti italiani e tre internazionali, questi ultimi nati dal partenariato tra Circolo del Design e Designregio Kortrijk, design center belga che promuove creatività, innovazione e sviluppo sostenibile attraverso il design.

Il percorso di mostra parte dagli oggetti ma oltrepassa la funzionalità per aprire interrogativi sul rapporto con la terra da prospettive differenti, mettendo in relazione temi quali l’estrazione e la provenienza della materia, la memoria e l’identità dei luoghi, le comunità umane e non umane, le tecnologie digitali e i biomateriali.

Dal progetto Terra Formata di Kato Herbots, che rende visibili le contaminazioni dei metalli inquinanti attraverso colori inattesi; a Benedetta Pompili con Conversing with Matter – opera esposta recentemente al Guggheneim di Bilbao – che indaga l’impatto di estrazione dell’argilla. Dalle sculture sonore di Domenico Mangano e Marieke van Rooy che diventano punto di partenza per un processo partecipato; allo spingere i limiti della materia per toccare dimensioni effimere e giocose nei coriandoli in porcellana della designer torinese Alice Reina / biancodichina; fino alle biosaldature di Lorenzo Silvestri che ibridano argille e micelio.

Anche questa edizione ospita una resident designer: fino al 3 dicembre 2026, Esmée Willemsen sarà ospite del Circolo del Design con il progetto Terra Morta selezionato attraverso una call internazionale. La residenza – sviluppata in partnership con Designregio Kortrijk e BASE Milano – indaga il legame tra la terra e le tradizioni funerarie, concentrandosi su come la terra cruda possa trasformarsi in un veicolo di memoria vivente e temporanea, piuttosto che in un monumento permanente. Il risultato finale sarà presentato all’interno della mostra a partire dal prossimo 3 dicembre.

“Dopo tre edizioni di Earthrise dedicate a esplorare scenari come le ecologie sociali e il legame tra design e democrazie, abbiamo voluto rimettere al centro la cultura materiale – dichiara la Presidente del Circolo, Sara Fortunati. – L’oggetto e la sua matericità diventano uno strumento di relazione con i diversi pubblici del Circolo e un punto di innesco concreto, empatico e accessibile verso gli interrogativi che il design ci aiuta a sollecitare. In questo processo è stato naturale riportare la curatela della mostra al gruppo di lavoro del Circolo, affidando la cura a Marilivia Minnici, Responsabile del programma culturale, insieme a Nicholas Sabena.”

Gli stessi temi di From the Ground saranno anche al centro di un evento speciale organizzato il 31 ottobre alle 10:30, in occasione della Torino Art Week. Il Circolo del Design, insieme alla realtà portoghese By The End of May presenta RIO, una colazione che prende la forma di un’installazione condivisa – curata dalle designer Francisca Sotto e Sofia Magalhães – costruita attorno ai germogli, coltivati e raccolti direttamente da elementi in terracotta.

I progetti in esposizione

Benedetta Pompili con Conversing with Matter: un progetto che indaga l’impatto e il processo di estrazione dell’argilla, impiegando scarti urbani e industriali – in particolare cemento-amianto edilizio – per renderli inerti e ridurre il prelievo di nuove materie prime, concretizzandosi in una Tile House che permette di seguire nel tempo le trasformazioni chimiche del materiale;

Uģis Albiņš con On a hot winter day a ladybug said hello: un progetto che parte dai residui della vita urbana – polveri, infrastrutture, oggetti smarriti – e li mette in relazione con forme ceramiche realizzate attraverso una stampante 3D per argilla autocostruita, facendo incontrare la precisione della progettazione digitale con l’entropia e il caso;

Nina Salsotto Cassina con Speriamo stia su: una tavola di campionatura che cataloga argille e rocce della Bisalta, montagna delle Alpi Liguri piemontesi, accompagnata da una serie di test cotti a temperature diverse in un forno a legna autoprodotto;

Kato Herbots con Terra Formata: un progetto che si concentra sull’impatto ambientale dei suoli contaminati delle ex cave d’argilla di Kortrijk, trasformando l’argilla in impasti e smalti la cui cottura rende visibili le contaminazioni dei metalli inquinanti attraverso colori inattesi;

Claudio Campana con Dime: un’opera in porcellana composta da elementi tubolari e modulari dalle variazioni potenzialmente infinite, che interroga il rapporto tra l’idea iniziale e il processo attraverso cui la forma prende corpo;

Alice Reina / biancodichina con Coriandoli: dischi impalpabili in porcellana lavorati a mano con la tecnica della lastra fino a spessori sottilissimi, occasione per riflettere sulla fragilità della materia come elemento fondante del progetto;

Lou Cruard con Research for the art piece étoffe et les briques: un progetto che parte dal mattone, elemento centrale del patrimonio industriale di Kortrijk, indagandone la capacità di contenere la memoria collettiva e trasformandolo in forme flessibili, mobili e ariose;

Domenico Mangano e Marieke Van Rooy con Sound Sculptures – Bornholm: tre sculture sonore, simili a pietre organiche, pensate per essere attivate e suonate. Presentate al Guldagergaard – International Ceramic Research Center, la materia diventa punto di partenza per un processo condiviso di fare, ascoltare e sperimentare;

Trama Studio con Loggi Set: un set di tre vasi-contenitori nato da un laboratorio di ceramica nella periferia di Perugia, progetto di inclusione sociale ed empowerment i cui pattern grafici raccontano la multiculturalità e la composizione del territorio;

ISIA Faenza con KORE – Modular ceramics systems and innovative materials for urban bio-receptivity, progetto realizzato dagli Studenti dei corsi di Design dei prodotti ceramici e Modellistica: un’infrastruttura urbana adattiva in cui l’argilla entra in relazione con biocompositi e micelio, tra piastrelle drenanti, elementi per piante e muschio, rifugi per piccoli animali e idroriserve rinfrescanti;

Lorenzo Silvestri con Terraforma: un progetto che esplora la compatibilità tra argilla cruda e micelio fungino attraverso la stampa 3D LDM, in cui il micelio rinforza l’argilla agendo come legante attraverso un processo di biosaldatura che il progettista media senza controllare completamente.

Foto allestimento: Riccardo Giancola

Circolo del Design

Circolo del Design: inaugurata la mostra From The Ground

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