Ogni progetto nasce dall’ascolto della materia e delle storie che custodisce e la collezione Medley di Gervasoni prende forma da una ricerca sviluppata nei distretti artigianali di Delhi e Moradabad in India, dove la lavorazione del metallo continua a essere tramandata attraverso gesti, tecniche e competenze preservate da piccole realtà manifatturiere. Un patrimonio di conoscenze che la design curator Concetta Giannangeli osserva e interpreta con uno sguardo contemporaneo, dando vita a una collezione di ready made.
Il progetto nasce dal dialogo tra materiale, tecnica e know-how, lasciando che sia il processo stesso a suggerire l’identità dell’oggetto. Le leggere irregolarità della lavorazione manuale non vengono celate, ma accolte come parte integrante del progetto, restituendo autenticità e unicità a ogni pezzo. Una collezione che interpreta la tradizione manifatturiera attraverso una sensibilità progettuale contemporanea, esprimendo uno dei valori fondanti di Gervasoni: il dialogo continuo tra ricerca, cultura del fare e design.
I tavolini Medley 42 e 48 reinterpretano la forma essenziale delle tradizionali alzatine, trasferendone proporzioni e linguaggio in una nuova scala. Realizzati in fusione di alluminio con trattamento acidato, esprimono una presenza scultorea in cui la superficie materica diventa protagonista. La texture, vibrante e irregolare, conserva le tracce della lavorazione manuale e trasforma il piano in un elemento espressivo, capace di raccontare la profondità della materia e il valore del gesto artigianale.
Ricavato da un unico blocco di alluminio lavorato a mano, Medley 40 esplora il metallo nella sua dimensione più essenziale e scultorea. La composizione dei volumi nasce direttamente dalla materia, mentre la superficie lucidata riflette la luce e l’ambiente circostante, amplificando la purezza della forma. Il metallo diventa così una superficie viva, capace di dialogare con lo spazio attraverso riflessi e continue variazioni percettive.
Le lampade a sospensione Medley 95 e 96 reinterpretano un’antica tecnica di intreccio tradizionalmente utilizzata per il bambù, traducendola in una trama di fili d’acciaio galvanizzato. La lavorazione definisce naturalmente la forma, dando vita a una struttura conica leggera e trasparente nella quale costruzione ed estetica coincidono. Attraversando l’intreccio, la luce ne valorizza la profondità.
Foto: Courtesy of Gervasoni, Ufficio Stampa R+W