Il Glasshouse Restaurant di Homo Faber

In occasione della quarta edizione di Homo Faber a Venezia, nasce Glasshouse: un elegante giardino d’inverno dove alta cucina, materia, luce e design dialogano in perfetta armonia.

Con la direzione artistica di Es Devlin, dall’1 al 30 settembre 2026, Homo Faber mette in scena “An Island of Light”, palcoscenico internazionale che valorizza l’alto artigianato.

Per l’occasione negli spazi della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, nascerà il ristorante fine dining Glasshouse progettato dallo studio APML | Architetti Pedron / La Tegola.

Qui, le opere luminose de iDOGI, gli arredi di Arper e i metalli di De Castelli accompagnano la proposta di haute cuisine firmata dallo chef Salvatore Sodano.

Il “Glasshouse Restaurant” è dominato dal monumentale tavolo luminoso “Waterfall” di oltre 7 metri e dal sovrastante chandelier “Couture” di 6 metri: due maestose opere de iDOGI realizzate in vetro soffiato e cristallo, sapientemente lavorate con migliaia di bossole, elemento caratteristico della tecnica muranese.

Il ristorante è inoltre arredato con le sedute, i tavoli e le panche di Arper, valorizzate dalla consistenza ricca e materica dei tessuti nelle tenui nuance del rosa che creano un’atmosfera sofisticata, accogliente e fiabesca: sono le Kata Chair, le sedie Leaf, le panche Zinta, i tavoli Dizzie e Onemm che accompagnano la proposta di haute cuisine pensata per il raffinato pubblico internazionale atteso a Venezia.

Si rinnova inoltre, anche per la quarta edizione di Homo Faber, la collaborazione con De Castelli che per il “Glasshouse” ha realizzato un elegante welcome desk, un volume semicircolare rivestito con Dorico, un sistema in acciaio inox lucido, attraversato da profonde scanalature e arricchito con una sfumatura intensa e cangiante.

Gli arredi Arper a Glasshouse

Le collezioni di Arper accolgono gli ospiti di Homo Faber all’interno del ristorante fine dining “Glasshouse”, un suggestivo giardino d’inverno dove poter degustare un menu stellato curato dallo chef Salvatore Sodano.

L’ambiente, progettato dallo studio APML | Architetti Pedron / La Tegola, è caratterizzato da un raffinato soft pink e arredato con le sedute, i tavoli e le panche di Arper: sono quasi 50 le Kata Chair, 16 le sedie Leaf, 8 le panche Zinta, 21 i tavoli Dizzie e 2 i tavoli Onemm che accompagnano la proposta di haute cuisine pensata per il raffinato pubblico internazionale atteso a Venezia.

Le nuance tenui del rosa, valorizzate dalla consistenza ricca e materica dei tessuti scelti per i rivestimenti e le imbottiture di tutte le sedute, sono abbinate con eleganza al rovere naturale, al bianco puro e al verde delicato delle strutture di sedie e tavoli che completano la palette per creare un’atmosfera sofisticata, accogliente e fiabesca.

L’effetto poudré è amplificato dalle trasparenze del vetro e dai riflessi delle luci della “Glasshouse”, disegnando il luogo ideale per completare l’esperienza del percorso espositivo che anima le antiche sale e i magnifici giardini della Fondazione Giorgio Cini.

Claudio Feltrin, Presidente di Arper, commenta: “Crediamo che il design possa valorizzare le esperienze e creare luoghi di incontro significativi. Per noi la cultura rappresenta un bene comune da custodire e promuovere, perché è fonte di ispirazione, responsabilità e visione: principi che guidano il nostro modo di progettare e di fare impresa. Essere parte di Homo Faber, una manifestazione che celebra la cultura del fare di qualità, è per Arper motivo di grande soddisfazione e un’opportunità per condividere i nostri valori con un pubblico internazionale d’eccellenza.”

Gli arredi De Castelli a Glasshouse

Si rinnova anche per la quarta edizione di Homo Faber a Venezia la collaborazione con De Castelli, l’azienda che da sempre innova il metallo per l’architettura e il design.

De Castelli ha realizzato un elegante welcome desk che accoglie gli ospiti internazionali di Homo Faber nel ristorante fine dining “Glasshouse”, un giardino d’inverno del prestigioso evento internazionale in programma a Venezia sull’Isola di San Giorgio Maggiore.

Il desk è un volume semicircolare rivestito con Dorico, un sistema progettato dal designer Francesco Forcellini. La lastra in acciaio inox lucido è attraversata da profonde scanalature, citazione dell’antico ordine architettonico greco, ed è caratterizzata dalla finitura DeFauvé che arricchisce la superficie lucida e riflettente dell’acciaio inox con una sfumatura profonda e cangiante, esito di un processo di ossidazione manuale a fuoco. Le lavorazioni artigianali di De Castelli sono in dialogo con l’interior progettato da APML | Architetti Pedron / La Tegola, creando uno scrigno incantato dove vivere un’esperienza di alta cucina.

Le opere luminose di iDOGI a Glasshouse

iDOGI è nel ristorante fine dining “Glasshouse” con il monumentale tavolo luminoso “Waterfall” di oltre 7 metri e lo chandelier “Couture”, due maestose opere in vetro soffiato e cristallo sapientemente lavorate con migliaia di bossole, elemento caratteristico della tecnica muranese.

Lo chef’s table de iDOGI è il palcoscenico ideale per un’esperienza gastronomica stellata all’interno di un ambiente magico: questi pezzi unici racchiudono oltre alla competenza tecnologica e ingegneristica, l’abilità tecnica e l’inimitabile arte millenaria dell’azienda veneziana, capace di creare straordinarie architetture di luce caratterizzate dalle dimensioni imponenti e dall’esclusività della manifattura.

Arper

De Castelli

iDOGI

Il Glasshouse Restaurant di Homo Faber

Cucine d'Italia consiglia