Dalla collaborazione con Cantieri Navali Sanlorenzo nasce un sistema modulare d’alta gamma, curato da Ballabeni & Catellani Studio con la direzione artistica di Marco Costanzi, concepito per superare i vincoli ambientali di bordo e approdare negli spazi residenziali.
Nel progetto Sesta, la memoria nautica di Schiffini non è una citazione d’archivio, ma un principio costruttivo. Proprio tra le banchine di La Spezia, nel 1925, ha costruito la propria cultura progettuale confrontandosi con i rigorosi standard tecnici della cantieristica: ottimizzazione millimetrica degli ingombri, stabilità strutturale e resistenza agli ambienti marini.
Una competenza trasferita poi nel residenziale, a guidare la successiva evoluzione del marchio: negli anni Cinquanta tra i precursori della produzione in serie di cucine modulari, e nel decennio successivo protagonista dell’innovazione tipologica grazie al sodalizio con Vico Magistretti, da cui sono nati modelli storici come Cinqueterre, Solaro e Cina.
L’approccio alla cucina come territorio di costante sperimentazione tipologica e formale si è consolidato nel tempo attraverso il confronto con figure chiave del progetto. Dalla reinterpretazione del focolare domestico come laboratorio conviviale in Mesa di Alfredo Häberli, all’archetipo “super normal” tradotto da Jasper Morrison nella purezza materica di Lepic, fino all’orizzontalità fluida di Spezie, firmata da Ludovica e Roberto Palomba. Una ricerca alimentata dal rigore funzionale di progettisti come Tito Agnoli, dall’evoluzione dei sistemi modulari a firma di Alfonso Arosio e Giuliano Giaroli, e dalle incursioni cromatiche di Ugo Nespolo: da semplice vano tecnico a sistema d’arredo integrato.
Accanto alla ricerca per gli interni residenziali, il legame con la cantieristica non si è mai interrotto: nel 2013 si struttura formalmente con l’istituzione della divisione Marine, creata per gestire forniture e allestimenti specifici per primari cantieri italiani ed esteri. Dopo l’acquisizione da parte di SCIC nel 2023 e il rilancio del 2025 in occasione del centenario del marchio, il comparto è stato riorganizzato e potenziato come Schiffini Yacht Division: una struttura dotata di investimenti dedicati in ricerca e sviluppo che segna il passaggio dalla produzione su commessa a un programma di serie autonomo, il cui primo esito è il progetto Sesta.
La visione di Ballabeni & Catellani Studio per la Yacht Division di Schiffini
Sviluppata a partire da una prima fornitura per i Cantieri Navali Sanlorenzo, la cucina Sesta è firmata da Ballabeni & Catellani Studio in collaborazione con la Schiffini Yacht Division, sotto la direzione artistica di Marco Costanzi. Il progetto risponde alle severe sollecitazioni del contesto marittimo eliminando gli spigoli vivi: i volumi presentano angoli arrotondati e profili smussati, configurati per assecondare la circolazione a bordo, assorbire le oscillazioni dinamiche dello scafo e tutelare l’incolumità durante la navigazione.
Il piano operativo è realizzato in gres porcellanato ad alte prestazioni, proposto in quattro finiture minerali. Il top integra una lavorazione superficiale antiscivolo e un bordo perimetrale rialzato, calibrato per trattenere liquidi e oggetti in presenza delle oscillazioni dell’imbarcazione. L’impianto compositivo abbina ante in teak a elementi in alluminio trattato contro la corrosione marina, impiegato per il piano snack e per i generosi maniglioni di presa. Questi ultimi, oltre ad agevolare l’utilizzo, disegnano un deciso segno espressivo sui frontali. Ogni componente, dalle cerniere alle guide, è studiato per garantire la totale resistenza agli agenti atmosferici e alle aggressioni della salsedine.
Dalla nautica all’outdoor residenziale
Il valore di Sesta si compie proprio nel superamento della dimensione nautica. L’impianto ingegneristico sviluppato per il mare approda nell’outdoor residenziale, traducendosi in configurazioni destinate a terrazze, giardini e ambienti esposti agli agenti atmosferici. Mantenedo gli alti standard di tenuta e la funzionalità, il sistema adatta le partizioni alle consuetudini dello spazio en plein air, trasferendo la medesima disciplina costruttiva maturata a bordo.
Photo Credit: Schiffini