Torre Coccaro: il lusso della masseria nell’alto Salento

Sospesa tra il blu dell’Adriatico e il “mare d’argento” degli ulivi secolari, Torre Coccaro è una masseria di lusso nel cuore della Puglia: qui il passato di fortezza difensiva sposa dolcemente il presente di rifugio discreto. Un territorio ricco di bellezze storiche e di tradizioni enogastronomiche circonda questo piccolo borgo affacciato sul ricco mare dei pescatori di Savelletri.

Un respiro lento, costante, rassicurante. Un respiro capace di cullare anche gli animi in tempesta riportando il sereno. Il respiro del mare. Un suono dolce, sempre presente, che si unisce a quello del vento e giunge a noi in un instancabile fluire. Entra discreto dalle finestre della Masseria Torre Coccaro spalancate sul blu, avvolge le lenzuola di lino e i cuscini in piumino d’oca e si trasforma in profumo. Il profumo salmastro e verace di una terra, la Puglia, che del mare ha sempre fatto il suo punto di forza. Una penisola nella Penisola, protesa tra il Mare Adriatico e lo Ionio, che vanta tratti di costa dalla ineguagliabile bellezza protetti, in un abbraccio millenario, da 60 milioni di ulivi, il tesoro più prezioso di questa regione.

Torre Coccaro masseria di lusso

La storia della Puglia è, infatti, anche la storia delle sue distese di verde puntellate da bianchi casali e muretti a secco. Una storia legata a doppio filo con quella degli ulivi secolari esposti da mesi alla minaccia del batterio Xylella ma celebrati, più vivi che mai, in Mare d’argento, il cortometraggio in concorso ai David di Donatello girato da Carlos Solito proprio a Torre Coccaro, con l’obiettivo di testimoniare con orgoglio il fascino tenace di questa terra.

La Masseria sorge a pochissimi passi dal mare, in una vasta tenuta circondata da coltivazioni di ulivi, mandorli e carrubi, e vanta origini antiche: nasce nel XVI secolo come torre difensiva contro gli attacchi dei Saraceni lungo una linea di protezione che, dal Gargano, giungeva fino all’estrema punta meridionale dello Stivale, Santa Maria di Leuca.

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La maestosità della fortezza si unisce, oggi, alla bellezza esclusiva di un luogo che ha saputo reinventarsi – divenendo uno dei resort più esclusivi del Meridione – senza tradire lo spirito autentico e genuino del territorio pugliese. Tutti gli ambienti della Masseria raccontano, infatti, con i loro arredi fatti di tessuti semplici ma eleganti che si fondono alla pietra delle pareti, un pezzetto di storia: a partire dalla romantica Suite Aranceto, immersa – come suggerisce l’evocativo nome – in una secolare piantagione di agrumi e interamente ricavata da una grotta naturale in tufo bianchissimo. O la Suite della Torre, al piano nobile dell’edificio centrale, nelle cui stanze un tempo vivevano i Marchesi Palmieri. Il risveglio, qui, è una rinascita: il nuovo giorno si respira dalle terrazze affacciate sul mare, con il sole che, tutte le mattine, sorgendo, tinge d’oro e di rosa le lievi increspature dell’acqua.

Torre Coccaro masseria di lusso

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Queste sensazioni di pace suggerite dalla natura vengono amplificate nell’Aveda Spa di Torre Coccaro, un centro benessere anch’esso ricavato da grotte naturali in cui maestri esperti suggeriscono trattamenti su misura per distendere il corpo e la mente. Da provare lo Stone Massage, il massaggio basato sul contrasto benefico tra caldo e freddo realizzato con l’applicazione di pietre di origine lavica e marmorea su punti strategici del corpo, e lo Hatha Yoga, disciplina antichissima che aiuta ad aumentare la consapevolezza del proprio corpo attraverso la pratica di asanas – posizioni statiche o dinamiche – e pranayama – controllo del respiro.

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Per i più sportivi, invece, Stefano, la guida della Masseria, organizza delle tonificanti uscite in bicicletta lungo un percorso che, attraverso gli uliveti e le bellezze che circondano Torre Coccaro, porta alla scoperta delle aziende agricole e dei porticcioli della zona in cui fare delle piccole soste per degustare olio d’oliva, burrata e carpaccio di pesce. Meta suggestiva è, sicuramente, la masseria Sant’Angelo de’ Graecis a Fasano: edificata nel XII secolo, custodisce ancora oggi, nel Museo dell’Olio di Oliva ricavato dal settecentesco edificio del frantoio, strumenti simbolo di una tradizione millenaria, come i grandi torchi lignei e la maestosa macina in pietra.

È proprio a partire da ingredienti semplici e genuini come l’olio, il pesce e il pomodoro che Luigi Giannuzzi – Chef dalla formazione internazionale, oggi resident di uno dei Ristoranti della Masseria – riesce ogni giorno a raccontare con i suoi piatti le tante storie di una terra intimamente legata al culto della buona cucina. Una cucina sana e naturale, che può contare sulle primizie di stagione dell’entroterra (cardoncelli della Murgia, asparagi, sivoni e mirto), su un pescato di prima qualità a chilometro zero tra cui spiccano frutti di mare, dentici, tonno rosso e gamberi violetti e su prodotti caseari d’eccellenza come il Canestrato pugliese Dop, formaggio ovino a pasta dura ottimo da accostare a verdure grigliate e frutta.

Torre Coccaro masseria di lusso

La mia passione per la cucina mi porta a realizzare dei piatti creativi che usano prodotti di stagione e del mio territorio perché hanno dei colori e dei sapori così intensi che non si trovano in nessuna altra parte del mondo. Mi lascio ispirare dalle mie esperienze passate per unire l’allegria e i colori della cucina napoletana, il gusto per l’agrodolce e le marinature degli agrumi di Spagna con la qualità e la leggerezza della cucina pugliese: le verdure, l’olio, il pomodoro e il pesce freschissimo sono una combinazione fantastica su cui poter lavorare.

Nascono così, da questa fede incrollabile in un’arte culinaria che vive di costanti sperimentazioni, piatti come la Burratina con capocollo della Masseria e ventaglio di carosello con olio al pomodoro secco, il Tagliolino all’uovo con scampi al timo su pasticcio di ricotta al sentore di tabacco e la Triglia in crosta di pane d’Altamura con salsa mediterranea e budino di spinaci.

Coccaro Beach Club
Coccaro Beach Club

Piatti che raccontano la storia di Torre Coccaro e trovano la loro cornice ideale in questo territorio così fertile dal punto di vista enogastronomico. Un territorio ricco di tesori da scoprire a pochi chilometri dalla Masseria. Come lo sfizietto, salsiccia di suino lavorata con semi di finocchio tipica della zona, prodotta nel salumificio L.I.Best di Noci (BA), famoso per l’allevamento allo stato semi-brado dei cinghiali. Sempre a Noci, una sosta è d’obbligo alle Cantine Barsento, perla della famiglia Colucci formata da due ampie sale scavate nella roccia calcarea – una destinata all’invecchiamento e l’altra all’affinamento dei vini – in cui si produce, tra gli altri, il Patruno, un vino dal colore rosso rubino e dall’intenso profumo fruttato. Vale la pena percorrere qualche chilometro in direzione Sud fino a Salice Salentino (LE) per visitare la storica Cantina Leone de Castris, nata nel 1665 e da allora punta di diamante della produzione vinicola del nostro Paese. Qui non potrà mancare una visita al Museo del Vino e una degustazione di alcuni dei vini più famosi della Cantina, come il celebre rosato Five Roses nato nel 1943 dall’unione di uve Negroamaro e Malvasia Nera.

Torre Coccaro masseria di lusso

Un weekend alla Masseria Torre Coccaro è un tuffo in una terra meravigliosa. Un raffinato borgo dal profumo di Puglia da cui lasciarsi avvolgere, una masseria di lusso dai porticati romanticamente ricoperti di bouganville. Con l’arrivo di aprile e la voglia di estate e di aria aperta che, insistenti, iniziano a bussare alle porte, questo piccolo angolo di veracità affacciato sul mare sa essere una rigenerante fuga dalla vita di tutti i giorni, da vivere lì dove le morbide onde accarezzano dolcemente una terra dalle mille risorse.

Sara Stopponi

Photo credits: Masseria Torre Coccaro

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