Il Verdicchio, vino autoctono marchigiano di Jesi e Matelica, primeggia per il terzo anno consecutivo come il più premiato dalle principali otto guide italiane, seguito da Fiano, Friulano, Soave e Trebbiano d'Abruzzo. Ed è proprio per valorizzare questa eccellenza Made in Italy che parte la campagna 2016 “Verdicchio: Storie di Carattere”, realizzata da HEERO Creative Project insieme a Elisa Di Francisca, campionessa olimpionica di scherma e volto della prima tranche della campagna dal claim “Classe e tenacia”. Protagoniste le due passioni della campionessa: Verdicchio e fioretto, in look black and white.

Secondo l'indagine realizzata per conto dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) da Gabriele Micozzi, docente di marketing dell’Università Politecnica delle Marche, nella speciale classifica riservata ai vini autoctoni sono 61 i premi ricevuti dal Verdicchio, seguito dal Fiano, in grande crescita con 43 riconoscimenti, che supera in rimonta il Friulano. Al quarto posto il veronese Soave e poi il Trebbiano d’Abruzzo.

Verdicchio - Storie di carattere - classifica

Nella classifica generale, comprendente tutte le tipologie di vini bianchi, resta immutato il podio, mentre il Soave è raggiunto dal Sauvignon al quarto posto a pari merito e il Trebbiano d’Abruzzo esce dalla top ten. L’indagine è basata su un indice sintetico che ha coniugato i risultati dei vini vincitori di almeno un premio nelle otto principali guide (Vini d’Italia del Gambero Rosso, Bibenda, I Vini d’Italia de L’Espresso, I vini di Veronelli, Slow Wine, Vinibuoni d’Italia, Guida essenziale ai vini d’Italia e Vitae).

«Il crescente numero di riconoscimenti per il Verdicchio conferma la qualità ormai diffusa sul territorio, con quasi un terzo delle aziende premiate che producono oltre 5mila bottiglie», ha affermato Alberto Mazzoni, direttore di IMT.  «Obiettivo ora è incrementare le vendite in Italia, che esprime il 52% del fatturato dell'imbottigliato, e nel mercato nordeuropeo. Ma soprattutto a fronte di una qualità universalmente riconosciuta, è indispensabile puntare alla crescita del prezzo medio a bottiglia».