La Grande Enologia a Roma: festeggiati alla Nuvola i 40 Anni della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso

Oltre 23.000 referenze in guida, 2.614 cantine recensite e 540 Tre Bicchieri per la quarantesima edizione di Vini d’Italia a Roma. Sul palco del Rome Convention Center, il confronto tra vertici editoriali, Governo, finanza e mondo fieristico apre alla premiazione delle eccellenze: dai Tre Bicchieri alle cantine dell’anno, fino alle migliori etichette per categoria.

Le linee futuristiche della Nuvola di Fuksas hanno accolto una delle giornate più attese e prestigiose del panorama enogastronomico nazionale. La presentazione ufficiale della guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso ha celebrato una rassegna speciale, la quarantesima, trasformando Roma nel punto di riferimento assoluto del grande vino italiano. Un’edizione imponente: 2.614 produttori recensiti, oltre 23.000 referenze e ben 540 Tre Bicchieri assegnati.

Cucine d’Italia ha seguito da vicino un evento capace di coniugare solennità, visione futura e cultura del territorio.

Fin dalle prime ore del mattino, gli ampi e scenografici spazi della Nuvola si sono animati di un’energia palpabile. Produttori giunti da ogni parte della penisola, istituzioni, sommelier e stampa di settore si sono ritrovati fianco a fianco per celebrare la biodiversità e la leadership della nostra viticoltura. Tra architetture scultoree e l’inconfondibile fermento dei grandi appuntamenti, la manifestazione ha confermato come il vino non sia soltanto un eccellente prodotto di filiera, ma un vero e proprio patrimonio culturale e narrativo del Made in Italy.

La Voce dei Protagonisti: visione, innovazione e radici

La celebrazione del quarantennale ha offerto un’occasione di riflessione sullo stato dell’arte dell’enologia italiana, guidata dalle voci dei vertici del Gambero Rosso, dei curatori e dei rappresentanti istituzionali. L’apertura della kermesse, sul palco del Rome Convention Center, è stata affidata al direttore, Lorenzo Ruggeri. Con uno sguardo lucido e pragmatico, ha sottolineato come l’anniversario non si esaurisca nel celebrare il passato, ma serva a tracciare la rotta per i prossimi anni: un percorso che parte dalla ricerca e rende omaggio all’eredità visionaria del fondatore Stefano Bonilli, figura cardine del giornalismo enogastronomico italiano.

Ruggeri evidenzia come la missione dei Tre Bicchieri continua a camminare su due binari paralleli: da una parte accompagnare e promuovere l’eccellenza del vino italiano in tutto il mondo; dall’altra, rimanere il punto di riferimento quotidiano e affidabile per i produttori, le cantine, ma anche per tutti i consumatori curiosi e gli amanti della buona tavola.

«Abbiamo deciso di sfruttare questo anniversario non solo per guardare alla nostra storia, ma per proiettarla dritta nel futuro. La forza distintiva del Gambero Rosso è sempre alimentata dalle persone, dalle loro idee e dall’ossessione per il gusto: assaggiare e raccontare senza mai scendere a compromessi, con un approccio totalmente laico e rigoroso.»

Continua Ruggeri «Non importa se ci troviamo di fronte a una grande cooperativa o a una piccola realtà: noi cerchiamo il buono e cerchiamo ciò che è tipico. Quando sentiamo dire “questo non è da Gambero Rosso”, significa quanto la nostra identità poggia su un metodo rigoroso. È lo stesso metodo collegiale alla base dei Tre Bicchieri, frutto dell’ascolto, del confronto e della mediazione dei singoli giudizi. Un processo accurato, oggi, esattamente come lo era per la prima edizione.»

La presentazione prosegue con l’intervento dell’Amministratore Delegato del Gambero Rosso, Marco Moroni. Le sue parole pongono l’accento sulla trasformazione industriale e culturale del settore, e introducono la grande novità tecnologica dell’edizione: l’integrazione di guide digitali avanzate e di strumenti basati sull’intelligenza artificiale per accompagnare i lettori e i mercati globali.

Dichiara Moroni “Se pensiamo a com’era allora il mondo del vino e a quello che è diventato oggi, la differenza è stata tracciata dal lavoro fatto dai produttori in tutti questi anni, unito alla capacità del Gambero Rosso di trovare le parole giuste, modernizzare il linguaggio della critica enologica e influenzare lo stile del gusto italiano.”

Il Contributo delle Istituzioni e il Focus sull’Economia del Settore

A sottolineare il valore strategico dell’agroalimentare per la Capitale e per l’intero Paese sono intervenute le massime cariche istituzionali. Valeria Baglio (Assessore alle Attività Produttive e Pari Opportunità di Roma Capitale): portando i saluti del Sindaco Roberto Gualtieri, ha ricordato come la storia del Gambero Rosso sia legata a doppio filo a Roma fin dal 1986.

«Roma rappresenta una realtà straordinaria fatta di mercati rionali, botteghe, enoteche, trattorie e nuove esperienze che producono economia, creano occupazione e tengono vivi i nostri quartieri. Come istituzioni abbiamo la responsabilità precisa di sostenere le imprese, semplificare il rapporto con la pubblica amministrazione e incentivare l’innovazione.» Rilancia l’assessora.

Allargando l’analisi al quadro delle politiche di settore, Francesco Lollobrigida – Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – ha analizzato lo scenario internazionale del comparto enoico, affrontando il nodo cruciale del calo dei consumi a favore della crescita del valore. A conferma dell’impegno istituzionale, Lollobrigida è stato insignito dal Presidente Angelo Sajeva e dall’Amministratore Delegato Marco Moroni, del premio speciale “40 anni Gambero Rosso – Cucina Italiana, Patrimonio dell’Umanità”. A sua volta il Ministro ha conferito ai vertici del Gambero Rosso, il riconoscimento ufficiale del MASAF come “Ambasciatore della Qualità Italiana nel mondo”, richiamando allo storico ruolo editoriale e promozionale nel valorizzare le produzioni di eccellenza e l’identità del nostro Paese negli scenari internazionali.

Una visione istituzionale e prospettica che, per tradursi in realtà e crescita concreta, ha bisogno di essere sostenuta da fondamenta solide. Non è un caso, dunque, se ai festeggiamenti lo sguardo si sia allargato inevitabilmente anche alle dinamiche economiche e finanziarie che muovono il comparto. Tra i protagonisti, dunque, Banca di Asti, al fianco dell’evento in qualità di sponsor e da sempre punto di riferimento per il tessuto agroalimentare.

Un legame, quello con il mondo del vino e della terra, che trova riscontro nei numeri: quasi un terzo delle cantine piemontesi premiate dalle guide del Gambero Rosso è cliente del gruppo bancario. Una testimonianza concreta di vicinanza a un settore strategico del Made in Italy, capace di coniugare radici profonde e slancio verso il futuro.

A ribadire la centralità di questa sinergia tra credito e qualità è Roberto Fiorini, Amministratore Delegato di Banca di Asti: «Sapere che così tante cantine premiate sono nostre clienti è per noi motivo di grande orgoglio, ma soprattutto una responsabilità», spiega Fiorini, sottolineando come il vino sia l’emblema di una tradizione che sa farsi impresa. «Il nostro compito è accompagnare gli imprenditori nelle loro sfide, sostenendone gli investimenti e la competitività. Perché il successo delle nostre aziende è il successo dei territori e delle comunità in cui operiamo».

Questo approccio è ampiamente condiviso da Gianpiero Calzolari, neo Vicepresidente del CdA di Gambero Rosso e Presidente di BolognaFiere: nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sul valore strategico dell’alleanza per far crescere l’agroalimentare italiano nel mondo. Tracciando un parallelismo con la sua esperienza nel settore agroalimentare, Calzolari ha sottolineato come l’eccellenza e la qualità siano sempre il frutto del lavoro integrato di un’intera filiera basata su comunità, innovazione, sostenibilità e rispetto per la terra.

Infine, Calzolari ha ribadito la portata dell’accordo tra BolognaFiere e Gambero Rosso:un’alleanza industriale e azionaria ove BolognaFiere ha acquisito il 49,9% di GR Holding per 5,7 milioni di euro, con il controllo rimasto in capo a Class Editori. L’obiettivo della sinergia è unire l’autorevolezza editoriale e di contenuti del Gambero Rosso con la rete fieristica internazionale di BolognaFiere in Europa e in America, creando un polo d’eccellenza capace di accompagnare i produttori italiani sui mercati globali e di valorizzare la nostra cucina come motore di export e patrimonio culturale.

La Memoria e il Futuro: Sabellico e Carrus tra Aneddoti e Innovazione

Il racconto della giornata si è arricchito della memoria storica e della passione dei curatori della guida. Marco Sabellico ha ripercorso gli esordi del 1986, quando le schede venivano battute sulle Olivetti Lettera 32 e redatte fianco a fianco con figure come Stefano Bonilli e Andrea Gabrielli, arrivando oggi a celebrare le cantine storiche e le prime grandi Icone del vino italiano: «Una guida con la quale festeggiamo i 40 anni. Non pensavo che saremmo mai arrivati ai 40, ma sono orgoglioso e felice di essere qui. Perché vuol dire che le fondamenta gettate allora, nel 1986, erano solide.»

Giuseppe Carrus ha ricordato il lavoro collegiale e rigoroso delle commissioni d’assaggio e l’eredità lasciata dai padri fondatori: «Il mio primo incontro con Stefano Bonilli: era una persona che diceva veramente poche cose. Gli dissi che non mi sentivo all’altezza di presentare i vini, e lui mi rispose: “Io invece penso che farai del tuo meglio”. E da allora questa frase mi è sempre rimasta in mente diventando la mia regola d’oro: fare del proprio meglio.»

Le Premiazioni e i Riconoscimenti della Guida Vini d’Italia 2027

Il momento più importante della giornata è stato contrassegnato dalla consegna dei riconoscimenti, culminato con la proclamazione dei Premi Speciali e dei Tre Bicchieri:

Il Podio delle Cantine e dei Produttori

Cantina dell’Anno: Tommasi Family Estates (Pedemonte, Verona). Un premio che celebra la storia di una famiglia capace di espandersi in tutta Italia (fino a mille ettari complessivi) mantenendo salde le proprie radici.
Miglior Cantina Cooperativa dell’anno: Cantina Kurtatsch – Alto Adige
Cantina Emergente: Cantina Saraja di Telti – Sardegna. Consegnato da Riccardo Cotarella presidente di Assoenologi.
Giovani Produttori dell’Anno: Francesca Bonzano e Davide Bonzano – Castello di Uviglie (Rosignano Monferrato, Alessandria).
Premio per la Vitivinicoltura Sostenibile: Gruppo Zignago Vetro di Fossalta di Portogruaro

Il Premio Speciale” Icone del Vino” è stato assegnato a: Bertani, Bruno Giacosa, Ca’ del Bosco, Donna Fugata, Ferrari, Marchesi Frescobaldi, Gaja, San Michele Appiano, Tenuta San Guido, mentre a Marchesi Antinori è andato il Premio Cantina dei 40 anni e a Josko Garvner il Premio Vignaiolo dei 40 anni.

I Premi per i Migliori Vini dell’Anno, suddivisi per categoria

Rosso dell’Anno: Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic S. Martino Rosso Riserva 2022 – Masciarelli
Bianco dell’Anno: Etna Bianco Arrigo ’23 Alta Mora , Cusumano
Bollicine dell’Anno: Franciacorta non Dosato 33 Ris. ’18 – Ferghettina
Rosato dell’Anno: Lambrusco di Sorbara Leclisse ’25 . Paltrinieri
Vino da Meditazione dell’Anno: Collio Picolit ’20 – Pighin
Miglior Acquisto dell’anno: Chianti Classico Sacello ’23 – Arillo in Terrabianca

Gambero Rosso

Alessandra Fiori

La Grande Enologia a Roma: festeggiati alla Nuvola i 40 Anni della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso

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