Le più belle cucine del 2026: 28 risposte contemporanee all’evoluzione dell’abitare

Materiche, monolitiche, sospese o dematerializzate: ecco le più belle cucine del 2026.

etherea minotticucine

etherea di minotticucine, disegnata da Claudio Silvestrin, segna il passaggio definitivo del brand verso l’immaterialità: una transizione dalla gravità minerale alla leggerezza metafisica. Silvestrin evoca esplicitamente il quinto elemento della cosmologia platonica, inteso come quintessenza geometrica e vitale dell’universo, traducendolo in una morfologia biomorfa.

La linearità ortogonale rappresenta una forzatura antropica, laddove la natura opera per flussi continui, transizioni morbide e tensioni dinamiche. Gli angoli retti, storicamente imposti dalla mano dell’uomo e dalla rigidità della macchina, svaniscono per cedere il passo a movimenti continui, modellati secondo le leggi cinetiche dei flussi energetici, della scorrevolezza dell’acqua e delle correnti dell’aria.

Le giunzioni dell’isola centrale rinunciano così alla rigida scomposizione geometrica, tramutandosi in linee sinuose che evocano venature biologiche; parallelamente, le grandi ante verticali delle colonne perdono la loro tradizionale presenza statica. L’intera architettura di contenimento si fa volume fluido.

Il compimento di tale de-materializzazione ha richiesto una scelta materica rigorosa. Il Corian, utilizzato con profonda consapevolezza poetica prima ancora che tecnica, si fa ponte tra visione e funzione grazie alle sue proprietà termoformabili. Annullando le cesure tra piano di lavoro, fianchi e ante, l’oggetto si dissolve in un volume sospeso, una scultura plastica che evoca la purezza di un ciottolo levigato o di un meteorite che fluttua nello spazio, eludendo visivamente la forza di gravità.

Foto: minotticucine

SieMatic SLX Pure

La SieMatic SLX Pure traduce i canoni del minimalismo radicale tipici dello stile PURE in un sistema ad alta precisione. La cifra identitaria del progetto risiede nel profilo da 6,5 millimetri: una gola incassata che sospende il piano di lavoro, annullando ogni ingombro visivo superfluo.

Questa leggerezza strutturale è il risultato di un’ingegneria di precisione sviluppata negli stabilimenti di Löhne, dove l’automazione industriale incontra la finitura manuale.

L’integrazione di LED nella gola trasforma la cucina in un volume dinamico: la luce, regolabile in intensità e calore, modifica la percezione dell’ambiente passando da una configurazione tecnica per la preparazione a una più calda per la convivialità.

Foto: SieMatic

Anima 01 Meisdel

Un unico foglio di acciaio inox. Un’alternanza di curve, linee rette, anfratti, aperture, chiusure, armonie. Una naturale espressività, un eccezionale equilibrio compositivo e un’elevata capacità evocativa. La forma di un pianoforte a coda. La capacità di vibrare. Un’unica parola: Anima 01.

In Anima 01, l’acciaio sapientemente plasmato dagli artigiani giapponesi di Meisdel e magistralmente integrato con materiali vivi come il legno, il quarzo e la ceramica, veicola un concept di cucina che si pone al di là della forma e della funzione tradizionale di questo ambiente.

Anima 01 rappresenta un’importante evoluzione filosofica dello spazio cucina anche nel contesto della cultura giapponese: mentre in passato la cucina era relegata nelle stanze a Nord della casa nipponica – fredde e riservate – negli anni si è spostata decisamente nel cuore dell’abitazione, assumendo calore (reale e metaforico) e trasformandosi nella sua anima.

Foto: Meisdel

Volare ARAN Cucine

Volare, iconico modello di ARAN Cucine e oggetto di un restyling di Ulisse Narcisi, è pensata e progettata come un sistema integrato ideale per ambienti open space e architetture contemporanee. La matericità del rovere restituisce una percezione di solidità: il punto di partenza da cui “volare”. Scelto per le basi e l’isola, il rovere naturale racconta l’autenticità della materia che nasce dalla terra, come le radici abruzzesi di ARAN Cucine.

Le venature del legno incontrano quelle del gres Taurus impiegato per il piano di lavoro, gli schienali e i fianchi dell’isola e della base: le striature profonde del gres creano un contrasto con il rovere naturale, regalando un dialogo tra calore organico e potenza minerale. I pensili, con interno LPL Sabbia, introducono un tono di colore raffinato: un dettaglio cromatico colto, quasi couture, che si mostra nella sua quotidianità. Non è un colore svelato, ma custodito: una sorpresa visiva che amplifica la profondità del progetto e ne rafforza l’identità.

Il sistema a gola, lo zoccolo e il profilo rail in titanio disegnano con precisione grafica le linee orizzontali, definendo una scansione architettonica rigorosa. L’accento metallico introduce anche una componente tecnologica discreta ma determinante, che sottolinea la pulizia formale dell’insieme e contribuisce a quella sensazione di leggerezza da cui il progetto prende il nome.

Foto: ARAN Cucine

Tangram CESAR

Con il nuovo aggiornamento, Tangram di CESAR consolida e amplia il proprio linguaggio progettuale, estendendo la sua logica compositiva oltre l’isola per coinvolgere colonne, pensili e basi a parete. I

l sistema, firmato da García Cumini, si distingue per un approccio non convenzionale alla geometria: superfici modellate attraverso curve a raggio variabile, talvolta accostate a raggi fissi, danno origine a configurazioni organiche e sempre diverse.

Il ritmo visivo, definito dal pattern Groove, diventa elemento identitario, attivando un dialogo dinamico tra luce e ombra che trasforma la superficie in esperienza percettiva. Con l’introduzione del nuovo bordo Palmier, Tangram rafforza ulteriormente il proprio carattere, confermandosi come un sistema capace di coniugare ricerca formale e complessità tecnica in un linguaggio fluido e riconoscibile.

Foto: CESAR

Iconica Canneté Veneta Cucine

Veneta Cucine presenta Iconica nella versione Canneté, un progetto che interpreta in chiave contemporanea il concetto di Spazio Continuo attraverso una ricerca materica e formale di grande raffinatezza. Protagonista della composizione è un innovativo studio sul cannettato, che esprime una marcata qualità tattile e visiva, proposto in abbinamento al nuovo laccato opaco Meringa.

Iconica rappresenta lo Spazio Continuo attraverso una duplice modalità di passaggio: da un lato un accesso nascosto, discreto e integrato nell’architettura della cucina; dall’altro un’apertura dichiarata verso la sala da pranzo, che favorisce la connessione tra gli ambienti. Il cannettato laccato riprende fedelmente lo shaping del cannettato legno, garantendo una perfetta coerenza formale tra le diverse finiture. Questo approccio consente di combinare e abbinare i materiali senza soluzione di continuità, rafforzando l’unità estetica del progetto.

Elemento centrale della composizione è Scrigno, qui declinato in tre diverse configurazioni: una versione classica con tavolo estraibile in ceramica, una versione di passaggio – denominata Scrigno-by – e una terza soluzione Walk-In, pensata per ampliare le possibilità progettuali e funzionali dello spazio. Il pannello attrezzato Groove evolve nella nuova versione Groove Power, introducendo un concetto di modularità avanzata. Completa la proposta il tavolo Polo dotato di elemento girevole superiore, una soluzione che unisce funzionalità e design, adattandosi alle diverse esigenze d’uso.

Foto: Veneta Cucine

TU Abimis

Disegnata da Alberto Torsello, TU è l’evoluzione naturale di Ego, la cucina Abimis da cui tutto è partito. TU nasce, infatti, dall’esperienza progettuale di Ego, ne reinterpreta i principi estetici e funzionali attraverso un linguaggio formale più rigoroso e contemporaneo. Realizzata su misura e interamente in acciaio Inox, TU prosegue la tradizione Abimis di trasferire le prestazioni delle cucine professionali negli ambienti domestici, conservandone l’affidabilità e la precisione, e introducendo una nuova identità stilistica caratterizzata da linee nette e superfici lavorate con precisione sartoriale.

Le ante diamantate definiscono il carattere di TU, valorizzando la matericità dell’acciaio attraverso lavorazioni di altissima precisione. La piegatura forgiata delle ante cattura e riflette la luce, creando superfici dinamiche e scultoree che trasformano la materia in un elemento vivo.

Le geometrie diventano più squadrate e decise, esprimono un’estetica essenziale, dal forte segno architettonico, mentre le maniglie spigolate, integrate nel disegno dell’anta, rafforzano la pulizia formale del progetto e contribuiscono alla coerenza stilistica dell’insieme. La cucina è priva di fughe, elemento distintivo della produzione Abimis che assicura continuità visiva, igiene e durata nel tempo.

Foto: Abimis

Desco DoimoCucine

La composizione di Desco di DoimoCucine con bancone essenziale è ispirata a una tradizione domestica reinterpretata con misura. Il disegno è minimale e naturale, pensato per essere pratico e vissuto più che mostrato. Il bancone è stato concepito come superficie di lavoro e contenimento, capace di accogliere strumenti, oggetti e gesti quotidiani, così che il piano non sia soltanto uno spazio operativo ma anche un luogo di relazione.

La proposta vede l’inserimento dell’anta Saloon che consente il passaggio dall’ambiente cucina principale alla zona retrostante, adibita nel caso specifico a vinoteca.

Vengono così definite due stanze: una operativa, aperta ai commensali e una più raccolta. Desco diventa così una cucina calda e funzionale, dove la semplicità genera comfort e continuità.

Foto: DoimoCucine

Sign Round Ernestomeda

Il nuovo concept di Sign Round di Ernestomeda interpreta in chiave attuale le geometrie sinuose degli anni Settanta, dando forma a un progetto capace di coniugare memoria estetica e linguaggio contemporaneo. L’idea di un design aereo e dinamico trova espressione nel tavolo snack dell’isola, da cui si protende come un’ala, enfatizzando leggerezza e movimento.

La cura del dettaglio, da sempre cifra distintiva di Sign, trova in Sign Round una nuova espressione dove le finiture rafforzano l’identità del progetto attraverso contrasti delicati e matericità sofisticate, mentre l’uso di materiali e lavorazioni innovative testimonia l’attenzione di Ernestomeda verso un equilibrio consapevole tra estetica e sostenibilità, privilegiando soluzioni durevoli e facilmente riciclabili.

Con Sign Round, Ernestomeda rinnova uno dei suoi progetti più distintivi, confermando la capacità di far evolvere le proprie collezioni attraverso una ricerca costante, che mette al centro il progetto, la qualità e il modo di abitare contemporaneo.

Foto: Ernestomeda

Adalise Marchi Cucine

La nuova cucina Adalise di Marchi Cucine interpreta con eleganza il carattere della collezione Cottage, fondendo tradizione e raffinatezza. Un progetto che guarda al futuro restando fedele alle radici dell’azienda, raccontando un modo di abitare in cui si incontrano estetica, materia e quotidianità. Adalise è presentata in una sofisticata tonalità spicy red, un colore intenso ed equilibrato capace di restituire calore e profondità all’ambiente.

Le ante a telaio, le vetrine superiori e i dettagli classici evocano il fascino delle cucine di campagna dal gusto inglese, mentre le finiture ricercate e i materiali naturali contribuiscono a creare un’atmosfera autentica e accogliente. Il piano in pietra e gli elementi in legno rafforzano questa sensazione materica, restituendo un’immagine di eleganza senza tempo. La composizione si sviluppa attorno a un blocco cottura concepito come fulcro operativo e scenografico della cucina, valorizzato dalla presenza della cappa integrata che ne sottolinea la centralità nel progetto.

L’isola centrale, pensata come zona pranzo e coffee area, diventa uno spazio dedicato alla convivialità e ai momenti di pausa, dove Adalise si apre naturalmente alla vita quotidiana. Elemento distintivo del modello è il pantry coordinato, ideato come naturale estensione della cucina. Una dispensa organizzata che permette di mantenere l’ambiente ordinato e visivamente pulito, nascondendo elettrodomestici e utensili e preservando l’armonia estetica dell’insieme.

Foto: Marchi Cucine

Cucina sistema boiserie Levante con moduli e isola Etesia L’Ottocento

L’ambiente cucina disegnato da Michele Marcon per L’Ottocento, si veste di un nuovo mood, avvolgente e sofisticato. Il sistema boiserie Levante impreziosisce le pareti con la sua particolare lavorazione a onde a passo irregolare, nella versione laccata lucida Verde Inglese. Completamente contenitiva, Levante è dotata di faretti che ne sottolineano le forme sinuose e si sviluppa in una parete strutturata ad uso dispensa mentre nella parete adiacente incornicia le colonne frigo e forni del modello Etesia, con porte rientranti. Le stesse ante lisce con angoli stondati, in noce Canaletto Silky Brown, del modello Etesia si ritrovano anche nel pensile e nelle basi con la zona lavaggio.

Completa la cucina l’importante isola in essenza, sempre modello Etesia, con il suo inedito design quadrato, che ospita il piano cottura con cappa integrata e il piano snack, pensato per momento conviviale informale. Gli sgabelli in frassino laccato nero poro aperto, con seduta rivestita di pelle verde inglese, sono sempre firmati L’Ottocento e fanno parte della collezione Etesia.

In questo spazio avvolgente, la matericità del marmo Verde Alpi dei top e del fondale abbraccia l’ambiente, creando un’armonia naturale e sostenendo l’equilibrio estetico della cucina. La boiserie Levante si sviluppa in tutta la stanza con grande personalità, integrandosi naturalmente con l’elegante porta in essenza con oblò, di passaggio alla zona giorno, e può essere declinata, in maniera coordinata, in altre aree della casa. La Madia Dioniso laccata metallo liquido acciaio, personalizzata con macchinetta da caffè al suo interno, completa l’arredo. Porta e Madia portano sempre la firma L’Ottocento.

Foto: L’Ottocento

Zum Zeri SCIC Italia

Il modello Zum Zeri racconta la maestria tecnica maturata negli anni da SCIC Italia. Più che una semplice cucina, è un esercizio di stile che testimonia un sapiente uso di linee, volumi e materiali, dove ogni elemento contribuisce a costruire un linguaggio preciso e fortemente riconoscibile.

Al centro della composizione si impone una grande isola, vera protagonista dello spazio: un volume dal carattere compatto, quasi statuario. A sottolinearne il profilo si introduce una gola luminosa che percorre l’intero perimetro dell’isola. Gli angoli arrotondati attenuano il rigore del blocco centrale e collocano Zum Zeri in una dimensione più domestica, addolcendo l’insieme senza comprometterne l’equilibrio formale.

Il progetto, firmato da Anna & Enrico Cattaneo con Studio Design SCIC, si fonda sul dialogo tra superfici differenti: al top in quarzite naturale si affianca una raffinata laccatura madreperla, arricchita da inserti in pelle sulle ante. Una composizione dal marcato impatto non solo visivo, ma anche tattile.

Foto: SCIC Italia

Physis Molteni&C

La cucina Physis porta la visione organica di Vincent Van Duysen nel cuore pulsante della casa, interpretando l’essenza del design Molteni&C con un linguaggio raffinato e contemporaneo.

L’armonia formale della cucina Physis si esprime attraverso bordi e fianchi arrotondati, con una lavorazione a mezzo toro che ne esalta l’eleganza. La cura per i dettagli si manifesta nelle linee tondeggianti del lavello e dello snack, dove lo spessore del piano è arricchito da un inserto metallico che segue la continuità delle linee curve, definendo un’estetica accogliente. Le ante in vetro trasparente e i vani a giorno accentuano questo senso di apertura e di fluidità degli spazi.

Il progetto valorizza il tranciato Hinoki, un’essenza pregiata proveniente dal Giappone, apprezzata per la sua naturale purezza e resistenza all’umidità. La resistenza all’umidità, contribuisce alle proprietà antibatteriche di Hinoki. L’olio prodotto nei grani fine del legno, ha proprietà antibatteriche naturali, rendendolo ideale per l’ambiente cucina.

Foto: Molteni&C

Archigraphica Valcucine

Archigraphica di Valcucine interpreta il tema del calore materico attraverso il legno e viene proposta per la prima volta in Olmo. Il tratto distintivo della cucina è il segno grafico che attraversa i frontali, evocando il disegno prospettico di un’architettura. Il profilo in legno avvolge fianchi e piano di lavoro, definendo un elemento continuo che unisce estetica e funzione: da dettaglio formale si trasforma infatti in una maniglia integrata, perfettamente coerente con la geometria della composizione.

La cucina a parete si arricchisce di un nuovo elemento: il Canale in Pietra Naturale, Granito Verde Oliva. Appoggiato sul piano di lavoro, questo elemento introduce una superficie funzionale dedicata alla preparazione. Accoglie vani e accessori, diventando al tempo stesso segno materico e strumento operativo. Si integra con naturalezza sia nelle composizioni lineari sia nelle isole.

Archigraphica è presentata insieme a Logica Theatrum, nuovo sistema di pensili che consente di configurare liberamente gli schienali e integrare vani contenitivi chiudibili con ante basculanti, combinando apertura e protezione in un equilibrio dinamico. La composizione si completa con un’isola caratterizzata da fianchi rialzati e canale in pietra a terra, che definiscono uno spazio di lavoro raccolto e altamente funzionale. L’isola si presenta all’esterno come un volume compatto e monolitico, mentre all’interno custodisce l’area operativa, celata alla vista e perfettamente integrata nell’architettura dell’ambiente.

Foto: Valcucine

Asia Arredo3

Il sistema Asia di Arredo3 nella nuova declinazione Cappuccino vede l’impiallacciato, scelto per la sua temperatura cromatica e la verticalità delle venature, che definisce un’architettura della cucina raccolta ma aperta, capace di dialogare con il volume del living attraverso una rigorosa coerenza dei segni.

La struttura formale della composizione a golfo è sottolineata dall’alluminio bronzo dust. Gole, zoccoli e le maniglie cilindriche 1610 non agiscono come complementi, ma come elementi di una grammatica tecnica che conferisce ritmo ai volumi. La pulizia visiva raggiunge la massima espressione nelle vetrine Vogue, dove il telaio con cerniere a scomparsa e il vetro fumé grigio introducono trasparenze di derivazione architettonica, enfatizzate dai sistemi d’illuminazione integrata.

La ricerca sulla superficie si sposta sul piano della performance con l’integrazione dell’Abitum Marmo Venato Imperiale. Qui, la materia ceramica viene processata attraverso una tecnologia ispirata al sincroporo: una texture 3D dove la topografia superficiale — avvallamenti e rilievi — segue in perfetta sincronia la grafica minerale. Il risultato è una profondità aptica che restituisce la verosimiglianza della pietra naturale, garantendo al contempo gli standard di resistenza all’uso necessari in un contesto operativo.

Foto: Arredo3

Elementi Snaidero

Elementi è la massima espressione dello stile minimalista, frutto della ricerca e sviluppo Snaidero orientata alla naturale essenzialità delle forme. Il tratto distintivo dell’anta è il suo disegno, che grazie a un taglio preciso su un lato dell’anta si trasforma in presa integrata. Questa soluzione genera un’estetica raffinata e funzionale, capace di creare diverse configurazioni visive.

Il progetto si ispira agli elementi naturali, espressi attraverso quattro materiali fondamentali: la ceramica, il vetro, l’alluminio e il legno, per una cucina che si integra con lo spazio e ne esalta l’essenza.

Inoltre, la configurazione dell’anta varia a seconda del materiale scelto: nelle finiture tech, laccato e impiallacciato, l’anta mantiene una struttura in truciolare e mdf, mentre nelle versioni in vetro intrecciato, alluminio, alluminio diamantato e ceramica, è caratterizzata da un telaio nero, che ne esalta il rigore formale e la pulizia estetica.

Foto: Snaidero

Sei Euromobil

Il sistema Sei di Euromobil continua a evolversi attraverso uno studio spinto sugli spessori minimi e sulla mimesi tra i diversi materiali. L’obiettivo è la creazione di un ambiente cucina che non occupi lo spazio, ma lo qualifichi attraverso proporzioni auree e una pulizia formale che elimina ogni sovrastruttura superflua.

La sperimentazione tecnica si traduce nell’adozione di materiali hi-tech e superfici rigenerate, con una palette che esplora le sfumature del metallo spazzolato e delle lacche ossidate. Euromobil pone l’accento sulla durabilità e sulla sostenibilità dei processi, integrando piani in ceramica tecnica ad alta resistenza che simulano la profondità minerale delle pietre più rare. Ogni modulo è concepito come un pezzo unico di un abaco progettuale più ampio, dove la modularità permette di costruire configurazioni sartoriali capaci di adattarsi sia a loft metropolitani che a residenze storiche, mantenendo intatta la coerenza stilistica del brand.

Il salto tecnologico del 2026 è rappresentato dall’integrazione totale dei sistemi di aspirazione e cottura all’interno dei piani di lavoro, rendendo l’area tecnica quasi impercettibile allo sguardo. Le colonne sono dotate di meccanismi di apertura elettrificati e sistemi di illuminazione interna che seguono il ritmo circadiano, migliorando il benessere dell’utente. In Euromobil, la cucina si risolve in un dispositivo spaziale intelligente che dialoga con l’arte e l’architettura: un luogo dove la tecnologia è al servizio di un’estetica senza tempo, capace di raccontare un lusso discreto fondato sulla qualità dei dettagli invisibili e sulla perfezione delle esecuzioni manifatturiere.

Foto: Euromobil

Baia Schiffini

Baia di Schiffini è un gesto progettuale che nasce dall’osservazione attenta del reale. Lo sguardo si posa sugli angoli – quelli netti dell’architettura storica e quelli più discreti degli oggetti quotidiani – per trasformarli in elementi più accoglienti. L’angolo si arrotonda, si ammorbidisce, mentre l’anta si apre verso l’esterno con una presenza più dinamica. Non si tratta di una scelta puramente estetica, ma di una risposta a un’idea di spazio in continuo movimento, in cui ogni elemento è chiamato a trovare il proprio equilibrio.

Nel lavoro di Marco Costanzi, architettura e design coincidono in un’unica visione progettuale. La sua direzione artistica per Schiffini si fonda su un linguaggio fatto di essenzialità, precisione e ricerca percettiva, dove materia, luce e proporzioni diventano strumenti per costruire un’esperienza quotidiana autentica. Baia riflette pienamente questa visione, esprimendo una purezza formale che si traduce in qualità tangibile.

Il progetto guarda al futuro anche attraverso l’innovazione tecnologica. Le superfici sono realizzate con l’impiego della nanotecnologia, con un processo di vetrificazione a freddo privo di sostanze chimiche e orientato alla sostenibilità. Una soluzione che non solo garantisce elevate prestazioni in termini di resistenza, ma restituisce alla materia una profondità cromatica inedita e sofisticata.

Foto: Schiffini

DT_01 Del Tongo

I segni grafici netti e precisi dei frontali sviluppano una griglia ritmata e dinamica che racconta e sottende un’alternanza aritmetica, la pietra naturale a rivestire la parete rafforza un concetto di architettura maestosa ed imponente che diventa armoniosa e raffinata nei dettagli arrotondati e curvi dei fianchi laterali e del perimetro del top superiore.

Il sistema cucina si sviluppa attraverso basi modello DT_01, caratterizzate da struttura interna in finitura Terra D’Ocra e ante con presa/maniglia orizzontale integrata, in essenza rovere tinto nero. Il top in pietra naturale Travertino Silver, spessore 2 cm, è rifinito con lavorazione a toro sui tre lati a vista, definendo un profilo materico continuo e raffinato. Il sistema è completato da colonne e sopracolonne DT_01, con la stessa struttura interna Puntinero e finitura in rovere tinto nero.

La composizione include una mensola con profilo strutturale in alluminio Lume, dotato di doppia camera luminosa integrata, che consente l’alloggiamento di una mensola sottile in finitura laccato opaco, con sistema di fissaggio a scomparsa. Completa il progetto la cappa incassata a parete con aspirazione perimetrale, rivestita e integrata nel sistema murale: la soluzione convoglia i fumi lateralmente nei pannelli di rivestimento, migliorando l’efficienza funzionale, riducendo la rumorosità e semplificando le operazioni di pulizia, con un risultato estetico completamente integrato nell’architettura della cucina.

Foto: Del Tongo

Mina Berloni

Scegliere Mina di Berloni significa abbracciare una progettazione che non accetta compromessi tra la pulizia delle forme e la concretezza dell’uso quotidiano. In questo spazio, l’architettura si fa silenziosa per lasciare posto ai gesti, trasformando ogni preparazione in un momento di autentico benessere.

Ogni dettaglio è pensato per riflettere un’identità precisa, offrendo la libertà di muoversi in un ambiente capace di interpretare e accompagnare le diverse esigenze.

La solidità dei materiali accoglie la luce del mattino, mentre ci si muove con naturalezza tra superfici nate da un dialogo sincero tra aspirazioni progettuali e sapere artigianale. Non si tratta solo di estetica, ma del modo in cui si sceglie di abitare il proprio tempo.

Foto: Berloni

Flair Scavolini

Flair è il nuovo progetto Scavolini che racconta la casa contemporanea attraverso un linguaggio morbido e sofisticato, fatto di curve, matericità e proporzioni equilibrate. Flair si distingue per un design che privilegia la fluidità delle forme, trasformando ogni composizione in un elemento d’arredo architettonico capace di definire lo spazio senza appesantirlo.

I profili curvi, oltre a definire l’identità del progetto, migliorano la fruibilità degli ambienti e rafforzano il dialogo tra le diverse aree della casa. Una scelta particolarmente efficace negli open space contemporanei, dove cucina e zona giorno si fondono in un unico paesaggio domestico e la transizione tra le funzioni richiede soluzioni sempre più integrate.

Le linee arrotondate si declinano in due principali interpretazioni: da un lato, gli elementi convessi – terminali curvi di basi, colonne e pensili – che rendono le composizioni cucina, living e bagno più sinuose, scenografiche e integrate con l’architettura d’interni. Accanto a questi, anche una serie di elementi concavi, progettati per accogliere mensole a giorno anch’esse curve, capaci di interrompere la continuità delle superfici in modo naturale.

Questi dettagli danno vita a vere e proprie zone d’arredo aperte, ideali anche per l’inserimento di faretti integrati, che illuminano i ripiani e aggiungono profondità e calore alla stanza. Tra le soluzioni più rappresentative spicca, infine, il terminale concavo per isola, pensato per “abbracciare” elementi funzionali come il sostegno del piano colazione, proprio come nella composizione presentata in anteprima.

Foto: Scavolini

Atoll Ceadesign

Atoll di Ceadesign è un’isola cucina in acciaio lucido materiale che, grazie alla luminosità che lo connota, mette in evidenza l’eleganza e la sinuosità delle forme: una morbidezza inaspettata che conferisce allo spazio una presenza inedita.

Disegnata da MAO Architects, Atoll nasce da un gesto semplice e puro: la curva di un atollo, quel limite impercettibile tra terra e acqua, tra solidità e fluidità. È così che Atoll traccia nello spazio domestico un perimetro naturale, un’oasi di equilibrio: la curva morbida e ininterrotta definisce il progetto e richiama quel limite organico, quel dialogo silenzioso tra elementi opposti che convivono senza sovrapporsi; ecco come Atoll accoglie le funzioni della quotidianità, con discrezione, senza mai imporsi, restituendo all’ambiente una presenza elegante ma mai invadente.

L’acciaio lucido, il legno e la pietra naturale non sono semplici finiture: sono materiali che incarnano questa dualità, riflettendo la luce come fa la superficie del mare, o creando calore come la sabbia corallina, ancorando la forma con la stabilità della roccia: un ecosistema in miniatura, dove ogni elemento dialoga in armonia, senza forzature.

Foto: Ceadesign

Bluna + Zen Binova

Nel progetto Bluna+Zen di Binova un volume architettonico di gusto contemporaneo domina l’ambiente. Si tratta dell’elegante penisola caratterizzata da un elemento di grande novità: l’integrazione nelle basi delle vetrine Zen, prima disponibili solo per l’armadiatura.

Le ante Zen, contraddistinte dalla stessa cornice in legno del modello Hily arricchita da ritmiche stecche in legno che nascondono un vetro fumé, creano un effetto di dinamismo alternandosi con moduli a giorno Book e vani chiusi. Le vetrine sono in legno Noce Canaletto e presentano una struttura interna in legno laccato a eccimeri Noce Brianza e sono attrezzate internamente con ripiani in vetro extrachiaro. L’illuminazione tramite LED posti sul cappello rende le Zen scrigni scenografici perfetti per esporre servizi di piatti o bicchieri.

A spezzare la composizione, al centro delle basi, un’apertura accoglie un’intima zona conviviale, ideale per consumare colazioni o pasti rapidi. I moduli a giorno contenitivo-decorativi Book, con funzione di libreria, e i vani chiusi hanno la struttura in legno Noce Brianza laccata a eccimeri. La penisola Bluna è provvista di un worktop ad alto spessore con profilo Drop, mentre le ante delle basi operative, che si aprono tramite gola, e le colonne sono in Rauvisio Crystal Luminoso.

L’armadiatura a parete consta di una colonna dotata di ripiani utilizzabile come dispensa, poi di tre blocchi che ospitano rispettivamente un frigo da 75, il forno, il forno compatto e lo scaldavivande. Il colonnato termina con una colonna attrezzata con meccanismi estraibili, analogamente alla base angolare della penisola, e una colonna ripiani. Infine, lateralmente trovano posto eleganti mensole in grès che creano un fil rouge con la zona living.

Foto: Binova

Impexa TM Italia

Impexa di TM Italia nasce come un omaggio al sofisticato disordine che regola gli ecosistemi naturali e come una rottura concettuale del paradigma industriale fondato sul parallelepipedo. Questa opera si ispira alle mutevoli geometrie di un iceberg in progressivo scioglimento nell’oceano domestico. Da questi ingredienti sono state sviluppate tre isole indipendenti che vogliono presidiare la centralità della scena abitativa e che suggeriscono un diverso rapporto con l’individuo. Il sistema prevede tre moduli funzionali dedicati al lavaggio, cottura e preparazione. Le ricercate geometrie prevedono che in tutti e tre i diversi elementi non ci siano due sole superfici parallele, ad eccezione dei piani orizzontali per non comprometterne la funzionalità.

La Limitless Edition di Impexa introduce un nuovo grado di libertà compositiva, in linea con l’audace progetto del Design Alphabet di TM Italia con cui è possibile spaziare tra oltre 70 nuance di laccature lucide e opache, oltre 30 essenze di legno, 9 metalli, 12 ecomalte e 12 laccature metalliche.

I dettagli costruttivi sottolineano la perizia e maestria aziendale nell’operare fuori dagli schemi, come la meticolosa gestione della venatura del legno nelle superfici con angolazioni variabili, le bordature manuali per tutti gli spigoli non ortogonali sia per le finiture metalliche sia per le essenze, la vasca di lavaggio assemblata in gres e dotata di miscelatore estraibile e vassoio di copertura, la tecnologia a induzione a scomparsa collocata sotto al modulo di cottura.

Foto: TM Italia

Kora Arclinea

Kora, l’ultimo sistema cucina disegnato da Antonio Citterio per Arclinea, non è una semplice iterazione di moduli preesistenti, bensì una ridefinizione morfologica dell’ambiente cucina, dove l’introduzione della linea curva scardina i tradizionali schemi ortogonali per inaugurare una grammatica formale inedita.

L’elemento catalizzatore del progetto è un’isola dalla marcata identità scultorea Le linee stondate non assolvono a una funzione meramente decorativa, ma sono il risultato di una ricerca strutturale: raccordando senza soluzione di continuità il piano di lavoro, i fianchi e lo zoccolo, il design annulla la frammentazione visiva tipica dei sistemi componibili, traducendo il blocco operativo in un monolite continuo.

La narrazione espressiva di Kora si sviluppa attraverso una rigorosa selezione materica che affianca ai metalli in PVD e al legno la profondità tettonica del marmo. Nella pietra, utilizzata con valenza strutturale, le venature naturali assecondano la curvatura dei volumi, enfatizzando la percezione di un corpo unico e indivisibile.

Il sistema declina la propria interfaccia verticale attraverso due differenti interpretazioni formali: se da un lato l’anta Italia conserva la matrice professionale della cucina integrando l’iconica maniglia incassata – che nella versione in marmo viene incisa direttamente nel blocco lapideo con un dettaglio ad altissima precisione artigianale –, dall’altro l’anta Thea predilige un approccio orientato all’essenzialità purista.

Foto: Arclinea

Marea Maistri

Una cucina che interpreta i cambiamenti dell’abitare domestico attraverso un sistema progettuale aperto, pensato per gli open space e per una relazione più fluida tra cucina, living e architettura: Marea di Maistri.

Il progetto di Maistri prende il nome dal fenomeno naturale della marea, non solo come riferimento formale ma come principio concettuale. L’alternanza tra energia e quiete, tra azione e relazione, diventa il modello attraverso cui organizzare lo spazio cucina. Ne nasce una composizione fluida di volumi e superfici a diverse altezze, dove gli elementi dialogano tra loro senza separazioni rigide.

Il piano di lavoro rappresenta simbolicamente l’alta marea, il momento di maggiore energia. È lo spazio dell’attività quotidiana: cucinare, preparare, lavorare. Il piano è supportato da un bancone strutturale disponibile in tutte le finiture della collezione Maistri, e compatibile con l’intera gamma di top del catalogo. Il piano cottura può essere integrato nel sistema mantenendo un aspetto visivamente leggero e sospeso, e può trasformarsi anche in bancone snack, favorendo la convivialità senza compromettere la funzionalità. La struttura lascia inoltre passare la luce, migliorando l’illuminazione e la percezione di leggerezza dello spazio.

Il momento di calma della marea prende forma nelle basi ribassate, elemento centrale del progetto Marea. Posizionate a quota seduta, queste basi favoriscono la relazione tra le persone: uno spazio dove sedersi, sostare, accompagnare chi cucina o condividere momenti informali. Il contenimento non scompare, ma viene redistribuito in modo intelligente nelle basi basse, mantenendo ordine ed ergonomia. Allo stesso tempo, questa soluzione riduce l’impatto visivo della cucina e contribuisce a creare un ambiente domestico più aperto, accogliente e rilassato.

Uno degli aspetti fondamentali di Marea è la sua integrazione all’interno della visione progettuale di Maistri. Il sistema dialoga naturalmente con pareti colonne, zone lavaggio e tutte le funzioni della cucina contemporanea. Le basi ribassate sono disponibili per tutti i modelli di anta già presenti a catalogo, in tutte le varianti di colore e finitura.

Foto: Maistri

XPL Boffi

Piero Lissoni firma per Boffi XPL, evoluzione del sistema cucina Xila nato nel 1972 dalla mano di Luigi Massoni, una cucina monolitica e minimale definita da volumi puri e dettagli essenziali, caratterizzata da una spalla con una curvatura gentile che definisce il dettaglio del progetto.

XPL di Boffi nasce dall’idea di ridurre il progetto alla sua essenza: un volume rigoroso, quasi fluttuante nello spazio. L’isola diventa una piccola architettura domestica, il disegno di una superficie continua in cui i dettagli diventano l’essenza del progetto, insieme agli angoli smussati, particolari che somigliano a un piccolo gesto di gentilezza. Il principio strutturale è infatti chiaro: riduzione del segno, controllo delle proporzioni, valorizzazione del dettaglio costruttivo come elemento identitario.

Elemento caratterizzante è la spalla smussata da 90 mm con spigolo esterno raggio 32 mm: una curvatura gentile che definisce il dettaglio del progetto. XPL è disponibile in versione con pannello a terra, che ne rafforza il carattere monolitico, e sospesa ad altezza zoccolo, che ne accentua la leggerezza volumetrica.

Inoltre, un’ulteriore combinazione è rappresentata da contenitori sospesi che integrano uno snack posteriore strutturalmente connesso al sistema. Un’ espressione di avanzata ricerca costruttiva in termini di stabilità e controllo delle deformazioni sull’estensione lunga 3 metri e 60 centimetri. Il top, leggermente aggettante rispetto alle spalle, è lavorato con raggio 34 mm sui quattro spigoli ed è disponibile in acciaio inox in massa spessore 4 mm, MDi spessore 12 mm e marmo spessore 20 mm.

Foto: Boffi

Fabula Rastelli

Fabula di Rastelli è un racconto in continuo divenire in cui lo stile classico si reinterpreta in maniera dinamica e mai statica. Un progetto in cui il senso dell’equilibrio, che caratterizza gli elementi senza tempo, convive con accenti contemporanei che, attraverso un doppio binario, raccontano la relazione uomo-oggetto.

Quella di Fabula di Rastelli vuole essere l’essenza di un linguaggio universale in cui il design abbraccia più culture, tra loro diverse ma senza annullare differenze di luoghi, esperienze e memorie. Un pensiero progettuale che riconosce come le differenti culture modellino i valori, e come i valori determinino il futuro.

Ciascun ambiente riflette la filosofia less is more, secondo cui ogni elemento ha una funzione precisa e nulla è superfluo. Gli elementi strutturali e funzionali emergono con chiarezza, rendendo le composizioni comprensibili e apprezzabili in ogni contesto. L’uso di materiali come l’acciaio e il vetro crea volumi aperti e luminosi, eliminando il confine tra interno ed esterno. I materiali sono mostrati nella loro natura intrinseca, senza orpelli che ne nascondano la bellezza.

La composizione principale si sviluppa lungo una parete operativa in rovere dilavato, con zona cottura, lavello, cappa integrata e pensili con ante in vetro. A lato, la parete con colonne in laccato tortora lucido ospita una selezione di elettrodomestici a incasso, con i forni a colonna perfettamente integrati nel disegno complessivo.

Disposta con precisione geometrica per garantire ergonomia e ordine visivo, anche questa zona operativa racconta una direzione precisa che porta verso funzionalità e pulizia visiva, mentre il piano di lavoro e lo schienale in grès cava noir desir opaco aggiungono un tono materico e contemporaneo.

Le gole e gli zoccoli in finitura titanio definiscono con precisione i volumi e valorizzano la continuità delle superfici, mentre l’apertura a gola esalta la linearità e la purezza del segno. La coerenza degli spazi accoglie ogni elemento come se fosse pensato per generare armonia visiva e materica.

Il calore del legno e la cura artigianale delle lavorazioni evocano la sapienza artigianale che esalta la passione, la perfezione dei gesti, la tradizione, la cura del dettaglio e l’autenticità del fare, collegando il sapere antico alla creatività moderna.

Foto: Rastelli

Arrital Ak_Project con sistema Lift e Feeling Home

La cucina Ak_Project di Arrital organizza il volume centrale e introduce un gesto verticale preciso: il sistema ad estrazione Lift valorizza anche gli spazi ciechi, rendendo accessibili funzioni altrimenti invisibili. La finitura laccato Iron costruisce un piano materico compatto e sofisticato, capace di assorbire la luce e restituirla con misura, rafforzando la percezione di profondità.

A destra, la parete si trasforma in architettura attraverso la boiserie Planar. L’essenza Noce Carbo introduce un calore strutturato, quasi architettonico, e connette le funzioni fino a integrarsi nel Pass System. Non una semplice porta, ma una soglia progettuale: una soluzione che separa senza interrompere, definendo un passaggio fluido e continuo tra cucina e living.

A sinistra, il nuovo sistema Feeling Home di Arrital estende il linguaggio progettuale al soggiorno. I raccordi a 45° tra fianco e anta disegnano profili netti e rigorosi, mentre la boiserie retroilluminata introduce una luce di profondità che misura lo spazio, ne enfatizza i materiali e ne amplifica la percezione volumetrica.

La boiserie in Noce Carbo diventa il tessuto connettivo del progetto: un rivestimento che integra contenimento, ritmo e passaggio, trasformando la parete in elemento attivo. Feeling Home rappresenta il lessico del living: una grammatica fatta di giunti a 45°, proporzioni calibrate e luce integrata, per garantire continuità estetica e coerenza funzionale tra ambienti.

Foto: Arrital

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