Rima e Coro: la collezione Impronta di DoimoCucine racconta due visioni dell’abitare contemporaneo

DoimoCucine prosegue il percorso di evoluzione avviato con Ferruccio Laviani (e il suo studio di Milano), che dal 2025 affianca il brand nell’Art Direction, e presenta due nuove composizioni della collezione Impronta: Rima e Coro, entrambe da lui disegnate.

Le novità 2026 sono inserite nel book Impronta che accoglie la visione di DoimoCucine con un linguaggio visivo e narrativo che va oltre il prodotto, dove la cucina diventa traccia di personalità, superficie progettuale, presenza capace di durare. In esso si trovano sette composizioni, ognuna interpreta un modo diverso di abitare lo spazio, attraverso materiali, proporzioni, funzioni e cromatismi che costruiscono soluzioni su misura a partire da una base comune.

Sviluppate a partire da All-arounD, il sistema d’offerta configurabile nell’estetica, nelle funzioni e nella modularità, Rima e Coro appartengono alla stessa grammatica progettuale ma ne esprimono due interpretazioni differenti. Due stili opposti, con schema ad isola, accomunati da una visione precisa: trasformare la cucina da prodotto a sistema, da ambiente operativo a spazio di identità, relazione e racconto.

Così Rima è una composizione con bancone, caratterizzata da un contenitore a giorno dall’immagine lapidica. Il progetto rafforza l’idea di un dialogo tra colore e materia, modulando le superfici attraverso il linguaggio degli elementi naturali, come i diversi marmi e il legno.

Ogni parte risponde all’altra per affinità e misura. Come in una rima, gli elementi si richiamano e costruiscono un’armonia fatta di proporzioni, funzioni e cromatismi. Il bancone diventa un segno architettonico deciso, una presenza che organizza lo spazio e ne definisce il ritmo; il contenitore a giorno, netto e scultoreo, introduce una dimensione quasi lapidaria, mentre le superfici naturali lavorano per corrispondenze, variazioni e contrasti calibrati.

In Rima, la materia non è finitura, ma struttura narrativa. Marmo Bianco Carrara, impiallacciato Premium noce Canaletto, Gres Verde Alpi Glossy Mirror e Fenix NTM® Verde Comodoro compongono un paesaggio domestico in cui la forza del volume incontra la precisione del dettaglio. Il risultato è una cucina di carattere, costruita su equilibri visivi e tattili, dove il colore diventa misura progettuale e la materia definisce profondità, luce e presenza.

Coro interpreta invece la cucina come spazio di relazione. Una composizione con isola monolitica in cui tutti gli elementi lavorano all’unisono: l’isola, la boiserie, i vani a giorno e le persone che la abitano concorrono a un equilibrio condiviso.

Come in un coro, ogni presenza ha un ruolo e insieme costruisce l’armonia dello stare bene. La cucina diventa un luogo aperto, dove il gesto individuale si trasforma in esperienza collettiva e l’ambiente domestico accoglie momenti di incontro, condivisione e partecipazione.

L’isola monolitica è il centro della composizione, fulcro operativo e relazionale. Intorno ad essa, colonne, boiserie e vani a giorno definiscono un sistema continuo, in cui pieni e vuoti, superfici chiuse e parti espositive, funzioni tecniche e dimensione conviviale convivono in un equilibrio unitario. Le colonne D12 e le basi isola in impiallacciato Premium noce Biondo, le ante vetro Supersilver con telaio 26×22 mm in alluminio nero, i ripiani in vetro trasparente con lampada GLASS e il top in acciaio Inox satinato costruiscono una composizione solida, luminosa e accogliente.

Se Rima lavora sul richiamo tra materia, colore e proporzione, Coro mette in scena l’armonia tra elementi e persone. La prima è più architettonica, misurata, quasi scultorea; la seconda è più aperta, relazionale, pensata per accogliere e far convergere. In entrambe, la cucina non separa ma connette, orienta e organizza, diventando parte dell’architettura e della personalità abitativa.

DoimoCucine conferma la propria visione design-driven e orientata al progetto. L’Art Direction di Ferruccio Laviani rafforza l’identità del brand attraverso una narrazione coerente, capace di unire rigore tecnico, libertà compositiva, qualità dei materiali e sensibilità estetica.

Foto: DoimoCucine, Ufficio Stampa Clara Buoncristiani

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