Country House di charme tra gli oliveti: Borgo Petroro

Un gioiello di ospitalità, perfetto per un soggiorno all’insegna del pieno relax, situato in un borgo medievale di raffinata e austera bellezza adagiato sulle colline umbre animate da argentei uliveti: Borgo Petroro, Country House di charme a Todi.

Ospitato nel castello omonimo, un autentico maniero di stampo medievale risalente al XIII secolo e caratterizzato da un fascino maestoso, Borgo Petroro nasce per valorizzare la storia del castello, proponendosi come un nuovo capitolo all’insegna di affascinanti soggiorni nel cuore verde dell’Italia, da trascorrere in eleganti alloggi diffusi, dagli arredi caldi ed essenziali, nella sua invitante SPA e nel suo ristorante gourmand Locanda Petreja, i cui piatti sono firmati da uno chef dalla prestigiosa fama come Oliver Glowig, già due stelle Michelin.

Un’occasione unica per trascorrere un weekend all’insegna del relax, restando a contatto con la placida natura che circondano il borgo, scoprendo i vini del territorio, vista la vicinanza della Strada del Sagrantino, e le bellezze culturali e storiche di città antiche come Todi, Perugia e Orvieto.

E se dopo un’escursione si ha bisogno di una coccola, la sosta perfetta è “L’Armeria”, elegante area wellness di Borgo Petroro, che ospita sauna, bagno turco, doccia emozionale, una Jacuzzi e una serie di trattamenti benessere.

Sulla corte interna si apre anche l’ex stalliera del borgo, intima e raccolta, destinata alle degustazioni di formaggi e salumi accompagnati da calici di vino, per lo più del territorio umbro. Ma l’autentico tempio del gusto di Borgo Petroro è la Locanda Petreja, il ristorante di chef Oliver Glowig, così chiamato in omaggio alla Gens Petreja che nell’Antica Roma abitò nel Castrum. Una location calda e accogliente dove gustare i sapori unici del territorio, concentrati in una serie di piatti ispirati alla tradizione ma rinnovati in chiave contemporanea.

I menù dello chef sposano l’assoluta qualità delle materie prime, trattate con sapienza e tecnica e con un tocco di creatività. Per gli Antipasti vengono utilizzati prodotti della terra semplici come “Cotto e crudo di frutta e verdura”, un piatto in cui domina la stagionalità e la territorialità degli ingredienti, rinnovati periodicamente a seconda della disponibilità. Il tartufo di Norcia pervade invece “Uovo croccante con piselli, kumquat candito e tartufo di Norcia”, con l’uovo servito in una croccante panatura che dà vita a un intrigante gioco di consistenze.

Tra i Primi spicca la “Pasta mista con cozze, roveja, pomodori canditi e rosmarino fritto”, a base di un antico legume, la roveja, tipico di Cascia, ai più noto come pisello dei campi, oggi presidio slow food, esaltato per le sue note speziate in perfetto abbinamento con le cozze. La forza e il carattere si manifestano anche nei Secondi dove le carni dal sapore intenso sono tutte rigorosamente locali, come nel caso del “Porco cinturello orvietano con polenta di farro spezzato, asparagi, gelatina di limone lavanda e peperoncino e salsa ai grani di senape”: qui anche le parti meno nobili trovano la loro giusta espressione accostandosi alla polenta di farro e alla gelatina di limone, lavanda e peperoncino che con note acide, fresche e piccanti spezza e stempera la grassezza del piatto. Infine, i Dessert, anch’essi specchio e celebrazione del territorio: l’immancabile cioccolato si anima nel “Bacio, semifreddo di cioccolato al latte e nocciole” ispirato al classico cioccolatino, nella forma e nel sapore, mentre le lenticchie umbre sono proposte nell’insolita veste di “Gelato di lenticchie con cremoso al cioccolato bianco acido, rabarbaro e fragole”, un dolce nato come un gioco per dare soddisfazione al desiderio di dare risalto anche a questo tipico legume.

Un menù dalle infinite sfumature di gusto da assaporare in un ambiente che rispecchia l’antica tradizione del luogo: la scultura di un cavaliere è posta al centro del ristorante, nella sala principale da cui prende il nome (sala del cavaliere), insieme a un antico torchio e a un carro utilizzato in passato per trasportare il fieno. A completare il ristorante altre due sale: la scuderia e la sala nobile.

Dopo cena, Borgo Petroro accoglie gli ospiti in 12 tra camere e suite, ognuna arredata in modo diverso, con pezzi unici antichi, tra lampade in ferro battuto, arazzi e dipinti trompe l’oeil, mobilio in legno di recupero, omaggio all’artigianalità Made in Italy che si respira in ogni particolare. Tutte le camere si affacciano sulla campagna circostante o sulla suggestiva corte interna, tra l’odore dei ciocchi di legno di quello che anticamente era il forno pubblico e l’orizzonte sconfinato che invita alla contemplazione.

L’accoglienza è calda e familiare, grazie anche agli inserti in legno che si insinuano nelle pareti in pietra e ai grandi camini delle sale comuni. Nella sala Arcivescovo, è possibile lasciarsi trasportare da una rilassante atmosfera dinanzi a una tazza di tè, infuso o caffè proposti in un’interessante selezione di tisane e 16 varietà di caffè provenienti da tutto il mondo o dalla lettura di un libro interessante o da giochi di società.

www.borgopetroro.it

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