Come ogni anno, il Salone del Mobile.Milano abbraccia anche la città, parte attiva del suo racconto, dalla serata di inaugurazione al Teatro alla Scala ai talk, al Design Kiosk, dal percorso tra gli edifici manifesto di Architectures of Freedom alla nuova City Guide, nata per essere tenuta in tasca anche dopo l’evento.
La serata di apertura al Teatro alla Scala
Per il sesto anno consecutivo, il Salone rinnova il legame con la Fondazione Teatro alla Scala. La serata inaugurale prevede un concerto della Filarmonica della Scala diretta da Michele Mariotti, con Giuseppe Albanese al pianoforte. Il programma attraversa Mozart e Čajkovskij, segnando l’avvio della settimana con un momento che unisce eccellenza musicale e cultura contemporanea e ribadisce il dialogo tra progetto, musica e istituzioni culturali.
Design Kiosk: editoria, discorso pubblico, comunità
In Piazza della Scala, il Design Kiosk torna come presidio culturale e luogo di sosta attiva. Uno spazio editoriale all’aperto, dove il progetto si racconta attraverso libri, riviste e conversazioni, costruendo un palinsesto che accompagna quotidianamente la settimana.
Il palinsesto, curato da Reading Room, si sviluppa come una sequenza di incontri che intrecciano architettura, editoria e ricerca visiva, in programma dal 17 al 26 aprile alle ore 18.30. Ad aprire il ciclo è il dialogo con Bianca Felicori, che introduce il progetto Architectures of Freedom e il suo itinerario urbano. Seguono conversazioni dedicate all’editoria indipendente e alle sue evoluzioni contemporanee, con protagonisti come Cose Journal e NONSENSE, che esplorano nuovi linguaggi e formati narrativi. Il racconto prosegue con visioni internazionali sull’abitare e sul progetto: Ark Journal indaga il rapporto tra spazio, sensibilità e narrazione, mentre Holiday Interiors and Gardens costruisce un immaginario domestico che attraversa epoche e geografie. Con C Magazine, un oggetto iconico come la sedia diventa dispositivo editoriale, capace di generare molteplici prospettive. Chiude il programma Never Too Small, che propone una riflessione sull’abitare contemporaneo, dove qualità, ingegno e sostenibilità ridefiniscono il progetto domestico.
Architectures of Freedom: cinque luoghi, una nuova lettura di Milano
In Piazza Sant’Eustorgio, tra i luoghi più attraversati della città durante il Salone, un’edicola interamente dedicata alla Manifestazione diventa il punto di partenza di un itinerario urbano ideato da Bianca Felicori, fondatrice di Forgotten Architecture. Il progetto, sviluppato per il Salone, invita ad attraversare la città toccando 5 architetture emblematiche, trasformate in tappe di un racconto contemporaneo.
Il percorso attraversa la Biblioteca Sormani di Arrigo Arrighetti, il Collegio di Milano di Marco Zanuso, la Casa a Tre Cilindri di Bruno Morassutti e Angelo Mangiarotti, la Chiesa di San Giovanni Bono di Arrigo Arrighetti e l’edificio di Corso Italia di Luigi Moretti. Momenti chiave della storia progettuale milanese, diversi per scala, linguaggio e contesto.
In ciascuna tappa, installazioni tessili leggere realizzate da K-WAY si innestano sulle architetture come presenze temporanee, mettendo in relazione massa e leggerezza, permanenza ed effimero. Ne emerge una città che non si limita a essere osservata, ma viene attraversata e reinterpretata, dove l’architettura diventa esperienza e dispositivo narrativo.
Salone in the City: una guida per leggere Milano
In formato cartaceo e digitale, Salone in the City non è solo una guida agli eventi, ma un omaggio a Milano, oltre la dimensione temporanea della settimana più internazionale dell’anno. Parte da Fiera Milano, Rho per arrivare in città, invitando ad attraversare luoghi amati, scoperte e rituali urbani attraverso oltre 150 indirizzi raccolti in una mappa collettiva nata dal passaparola. A Yes Milano è affidato il compito di raccontare le zone e gli highlight da visitare durante la Design Week. In un rinnovato passaggio di testimone con l’ultima edizione di Art Week, la guida alle grandi mostre – in corso da aprile fino all’estate – intercetta un sistema di musei e fondazioni sempre più vitale. Non mancano gli showroom degli espositori del Salone: vere e proprie vetrine urbane che raccontano il futuro dell’abitare, 365 giorni l’anno. Un focus specifico è dedicato a Common Archive – La Notte Bianca del Progetto, che la sera del 24 aprile invita a scoprire un patrimonio diffuso unico al mondo, trasformando la memoria in esperienza condivisa. Un’iniziativa dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano.
COMMON ARCHIVE – La Notte Bianca del Progetto
Ci sono città che si raccontano attraverso i monumenti. Milano, più sottilmente, si racconta attraverso i suoi archivi. Non quelli istituzionali della memoria ufficiale, ma quelli in cui il progetto prende forma prima di diventare oggetto, spazio, immagine condivisa. Disegni stesi o piegati, modelli e maquette perfetti e imperfetti, fotografie, appunti, varianti, tentativi: tutto ciò che precede l’opera e ne custodisce la possibilità. Un patrimonio unico, per valore e densità.
Con Common Archive – La Notte Bianca del Progetto – iniziativa a cura dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano, con il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Milano, in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano – per la prima volta questi luoghi si rendono accessibili, in un’unica agenda di oltre 50 tra visite guidate e incontri gratuiti. Il 24 aprile, nella settimana più internazionale dell’anno, dalle 18.30 alle 23.00, Common Archive trasformerà questa rete di conoscenza in un dispositivo di lettura per condividere un patrimonio ma anche e, forse soprattutto, un metodo, mettendo in luce gli archivi come spazi attivi: infrastrutture critiche, in cui il progetto si deposita, si organizza e si rende nuovamente interrogabile.
Per questa prima edizione, Common Archive ha coinvolto attraverso un’open call i principali nodi del sistema archivistico cittadino, che rappresenta una delle più alte concentrazioni di memoria progettuale a livello internazionale. Dalla Cittadella degli Archivi, con la sua scala quasi industriale della conservazione, al CASVA – Centro Alti Studi sulle Arti Visive nella sua nuova sede progettata da Piero Bottoni, fino alle istituzioni come Triennale Milano e Politecnico di Milano, il percorso si estende agli archivi associativi e museali, come il Centro di Documentazione sul Progetto Grafico di AIAP e la Collezione Storica del Compasso d’Oro all’ADI Design Museum, l’Archivio Storico di Fondazione Fiera Milano per arrivare ai tesori custoditi dalla Collezione delle Stampe “Bertarelli” del Castello Sforzesco. Realtà che custodiscono, studiano e restituiscono oltre 150 tra fondi e archivi.
Nell’agenda della prima Notte Bianca del Progetto non potevano mancare le case-studio, gli archivi e le fondazioni dei protagonisti del Novecento – da Achille Castiglioni a Franco Albini, da Vico Magistretti a Gae Aulenti, da Giovanni Muzio a Gio Ponti, a Giancarlo Iliprandi, a Bruno Danese e Jacqueline Vodoz – protagonisti di luoghi che raccontano una dimensione più intima del progetto, in cui la pratica si intreccia con la vita quotidiana e il racconto è affidato a volte alle nuove generazioni di famiglia, attraverso un aneddotica che nessuna monografia su carta può restituire.
Afferma Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano: “Common Archive sposta lo sguardo altro l’oggetto e il costruito. Verso ciò che si nasconde alle spalle. Verso le condizioni che rendono possibile il progetto. Con questa iniziativa Milano, per una sera, non si offre come scena, ma come memoria viva, un patrimonio essenziale per la ricerca, la formazione e la trasmissione di saperi. Il mio grazie a tutte le realtà che hanno aderito all’iniziativa. E a Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia e a Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano per l’entusiasmo con cui l’hanno accolta”.
La Notte Bianca del Progetto nasce all’interno del percorso di ricerca dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano, che nel 2025 ha affidato alla Scuola del Design del Politecnico di Milano un’analisi sistemica della produzione culturale del design in città, confluita nell’Annual Report (Eco)Sistema Design Milano 2025.
“Più che una restituzione, Common Archive rappresenta una soglia: il passaggio da una mappatura a un’esperienza condivisa. La Notte Bianca del Progetto non è solo un’apertura straordinaria gratuita, ma un dispositivo che mette in relazione archivi, persone e saperi con il pubblico internazionale della Settimana del Salone” aggiunge Susanna Legrenzi, Curatrice dell’iniziativa e Responsabile dell’Osservatorio del Salone del Mobile.Milano.
Aggiunge Giampiero Bosoni, Professore ordinario del Politecnico di Milano: “Senza la storia, e quindi gli archivi che ne sono la testimonianza viva (e non “morta”, come alcuni dicono), non c’è futuro. Questo ci hanno insegnato i nostri maestri e per quanto possa apparire ovvia questa riflessione, occorre sempre ribadirla perché spesso viene dimenticata. Tale affermazione, così secca e immediata, può anche risultare a molti una frase fatta che significa tutto e niente, e per questo c’è più che mai bisogno di salvare e preservare gli archivi. Ma dopo l’imprescindibile atto di salvaguardia, è soprattutto necessario farli rivivere come fondamentale strumento di conoscenza in grado di parlare a tutti attraverso le varie, e sempre più estese, forme di divulgazione che oggi abbiamo a disposizione”.
Accanto alle visite guidate e ai talk, Common Archive prevede, sempre il 24 aprile, anche un’apertura serale straordinaria della mostra allestita alla Fabbrica del Vapore, INTERDEPENDENCE: past, present, future, un’esplorazione del design come strumento per leggere il passato attraverso progetti nelle aule del Politecnico di Milano e in 50 scuole di design internazionali, in dialogo con una selezione di pezzi di design dell’archivio del CASVA.
Foto: Courtesy of Salone del Mobile