Inaugurata la 58ª Edizione di Vinitaly: L’Asset Strategico per Consolidare il Primato del Vino Italiano nelle Nuove Geografie di Mercato

Il Sistema Italia si compatta per ridefinire le rotte dell’export. Il Presidente Bricolo annuncia l’espansione verso Africa, Canada e Australia, mentre la Diplomazia della Crescita punta a superare i confini dei mercati tradizionali.

Verona, 12 aprile 2026. Il taglio del nastro della 58ª edizione di Vinitaly trasforma la fiera scaligera nel fulcro di un’alleanza istituzionale strategica, volta a sostenere la proiezione internazionale dell’enologia nazionale. La rassegna odierna non si limita a rappresentare il baricentro del business, ma evolve in una infrastruttura solida organizzata per rafforzare la presenza delle imprese italiane all’interno di uno scenario geopolitico ed economico complesso.

Alla presenza delle massime cariche dello Stato — tra cui il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani e i Ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Alessandro Giuli (Cultura) e Gianmarco Mazzi (Turismo) —il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo ha chiarito il ruolo centrale della manifestazione nel contesto attuale.

“In questa fase storica, la crescita passa dalla capacità di fare sistema e di presidiare i mercati con visione e continuità: Vinitaly interpreta pienamente questa funzione, affiancando le imprese come strumento attivo di sviluppo e di posizionamento globale”, ha dichiarato Bricolo, sottolineando la responsabilità di una fiera che funge da leva concreta per l’intero comparto.

Sono intervenuti, inoltre: Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; Matteo Zoppas, presidente ITA – Italian Trade Agency; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.

Le Nuove Rotte dell’Export: Africa, Australia e il Raddoppio in Brasile

L’ambizione di Vinitaly si traduce in un programma strutturato di 61 iniziative internazionali distribuite in 24 aree a più alto potenziale di sviluppo. Oltre al consolidamento nelle piazze storiche del Nord America e dell’Asia, Veronafiere, in stretta sinergia con ITA-Italian Trade Agency, sta definendo nuove tappe operative in mercati emergenti quali l’Africa, il Canada e l’Australia.

“La promozione internazionale è una nostra priorità — ha dichiarato Bricolo —. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all’Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall’America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con ITA – Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada, Australia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America”.

La strategia risponde all’esigenza, evidenziata dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly, di ampliare un bacino commerciale attualmente troppo concentrato: i primi cinque mercati di destinazione assorbono infatti il 60% del valore complessivo delle esportazioni. La sfida odierna consiste nel migliorare il posizionamento di una potenza enologica che, secondo i dati Prometeia, ha fatto registrare un saldo della bilancia commerciale estera di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

A fargli eco, Flavio Massimo Pasini, Presidente della Provincia di Verona, ha evidenziato il ruolo dell’enoturismo come leva di sviluppo capace di contrastare l’overtourism e destagionalizzare i flussi. Sulla stessa linea, il Sindaco di Verona Damiano Tommasi ha voluto porre l’accento sulla componente umana della filiera: “Il primo ringraziamento va alle donne e agli uomini che lavorano nei campi e nelle cantine. Serve affrontare temi come lavoro, immigrazione e alloggi con pragmatismo per sostenere le aziende. Indossare la maglia azzurra qui a Verona cambia prospettiva, responsabilità e ambizione”.

L’Appello alla Pace e alla Diplomazia delle Relazioni

Nel corso della cerimonia inaugurale presso l’Auditorium Verdi, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha rivolto un appello alla pace, sottolineando come i conflitti minino le relazioni e l’economia globale. “Vinitaly è luogo di incontri e di relazioni. Le relazioni creano diplomazia e la diplomazia crea la pace. Tutti dobbiamo lavorare per questo”, ha affermato Fontana, esprimendo gratitudine ai lavoratori della Fiera e alle imprese del territorio che affrontano le grandi sfide contemporanee con numeri d’eccellenza.

La Centralità Economica e la Diplomazia della Crescita

Il Vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha evidenziato come il vino rappresenti un pilastro fondamentale della proiezione economica italiana. “Siamo il primo produttore globale e tra i leader del mercato internazionale, con oltre il 23% dell’export mondiale. Nel 2025 l’esportazione ha raggiunto i 7,8 miliardi di euro”, ha dichiarato Tajani, ribadendo l’impegno del Governo attraverso oltre 50 iniziative mirate a rafforzare la competitività e la stabilità delle imprese sui mercati globali.

L’Espansione Strategica verso Nuovi Mercati

Il Presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, ha confermato la funzione di Vinitaly come fiera di riferimento globale per la definizione dei trend. “L’impegno di ICE per questa edizione è straordinario: insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 70 Paesi”, ha spiegato Zoppas. Tra le novità di rilievo, lo spostamento di Vinitaly USA da Chicago a New York per presidiare il cuore pulsante del mercato americano. Zoppas ha inoltre indicato le nuove rotte commerciali basate su accordi strategici con India e Australia, con una programmazione di 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari per il 2026, trasformando il prestigio del marchio Italia in opportunità commerciali concrete.

Le Voci del Territorio e l’Identità di Verona

La sinergia tra istituzioni e territorio è stata ribadita dagli interventi dei rappresentanti locali. Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto, ha sottolineato la forza di un comparto che nel 2025 ha registrato un incremento della produzione di uva del 6,8% e di vino del 7%, per un valore complessivo di 1,789 miliardi di euro. “Vinitaly è la casa del vino veneto e italiano. L’export, pur attestandosi su 2,9 miliardi, segna un lieve calo dell’1,2%, un dato che impone una riflessione: servono nuovi mercati e meno dipendenza da singole aree. In questo contesto, la fiera diventa la vetrina strategica per rafforzare identità e competitività”, ha dichiarato Stefani.

Talk: “Le Geografie del Vino, Antiche Vie e Nuove Rotte”

Il momento centrale del confronto strategico è stato il talk che ha riunito i vertici della filiera e del Governo. Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione Italiana Vini, ha richiamato alla responsabilità collettiva: “Nonostante un 2025 complesso, il vino resta al secondo posto nella bilancia commerciale del Made in Italy con un attivo di 7,2 miliardi. Serve un salto di qualità: più managerialità, vini contemporanei e una maggiore analisi della domanda”. Sulla difesa dei mercati tradizionali è intervenuto Giacomo Ponti, Presidente di Federvini, chiedendo una difesa strenua del mercato USA contro i dazi e una comunicazione più snella per intercettare i giovani consumatori.

La dimensione culturale e produttiva è stata tracciata dai Ministri competenti. Alessandro Giuli (Cultura) ha celebrato l’esposizione dei sei capolavori scultorei provenienti dagli Uffizi: “Sono numi tutelari che evocano la dimensione comunitaria del vino, specchio della sapienza delle nostre filiere”. Adolfo Urso (MIMIT) ha confermato la resilienza del settore, definendo Vinitaly come la vetrina della forza e dell’innovazione del Made in Italy necessaria per aprire nuove vie commerciali.

Sul fronte legislativo, Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo, ha ribadito la posizione di fermezza contro le etichette allarmistiche: “Bisogna distinguere tra abuso e consumo responsabile. Diciamo sì ai valori nutrizionali, ma no a etichette intimidatorie che snaturano l’identità del prodotto. L’Europa deve aiutare il vino a restare competitivo, non caricarlo di fardelli burocratici”.

Turismo, Agricoltura e il Patrimonio UNESCO

La chiusura degli interventi ha legato indissolubilmente il vino al turismo e alla sovranità alimentare. Il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha annunciato la volontà di potenziare l’enoturismo: “Il turismo è un pilastro dell’economia italiana che vale il 13% del Pil, per un valore di 240 miliardi di euro. Il vino è storia millenaria di un sapere dell’uomo. In ogni bottiglia c’è un territorio e spesso una generazione che ha deciso di restare e custodire. Nel mio mandato intendo puntare sull’enoturismo che, in questo momento, nel nostro Paese vale 3 miliardi di euro ed è in continua crescita”.

Infine, il Ministro Francesco Lollobrigida ha suggellato l’evento ricordando il traguardo della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO: “La cucina italiana non sarebbe ciò che è senza il vino, con cui ha un legame inscindibile ed è al centro della nostra tavola. A Vinitaly celebriamo questa centralità con uno spazio espositivo e installazioni che raccontano l’identità del vino e dei nostri vitigni. Come ministro dell’Agricoltura voglio lanciare un messaggio di ottimismo, il vino italiano continuerà a essere una eccellenza apprezzata nel mondo e Vinitaly ne è la vetrina per eccellenza”.

La rassegna, che proseguirà fino al 15 aprile, si conferma dunque lo spazio dove arte, cultura e business dialogano per garantire che ogni calice versato nel mondo rimanga l’ambasciatore autorevole di un sistema produttivo e culturale senza eguali.

Foto: Courtesy of Veronafiere

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