L’Italia del vino si racconta: i grandi Consorzi protagonisti al Vinitaly 2026

Da Montalcino alla Sicilia, dalle Marche alla Valtellina: le voci dei Consorzi definiscono l’identità del vigneto Italia al Vinitaly 2026.

Mancano meno di quarantotto ore all’apertura del 58° Vinitaly. I Consorzi di Tutela presidiano i padiglioni di Verona come registi della biodiversità e della promozione territoriale, capaci di tradurre l’identità del vigneto italiano in asset economici e culturali. Di seguito, i programmi e le novità dei protagonisti, risalendo la Penisola da Sud a Nord.

Assovini Sicilia

Padiglione 2, Stand D40

La Sicilia del vino torna protagonista nel Padiglione 2 con una collettiva di oltre 40 aziende che narrano un’isola in continua evoluzione. Il legame tra realtà storiche e cantine emergenti è cementato da una visione comune orientata alla sostenibilità, alla ricerca e alla valorizzazione della straordinaria biodiversità dei vitigni autoctoni.

Al centro dell’agenda c’è l’evoluzione dell’enoturismo, analizzata nel convegno “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo”. Esperti del settore e produttori si confronteranno su come stia cambiando l’esperienza del viaggiatore, sempre più alla ricerca di una narrazione autentica che unisca il calice al paesaggio culturale.

Il calendario di masterclass condotte da Francesco Pensovecchio accompagnerà operatori e stampa attraverso i diversi volti dell’enologia isolana. Dalle “Bollicine fuori rotta” ai “Bianchi contemporanei”, fino alla “Forma e stile” dei rossi e alla “Isola del tempo” dedicata ai vini dolci, la Sicilia si conferma una terra di luce e slancio.

Assovini Sicilia

Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Padiglione 11, Stand C4

Lo spazio del Consorzio si rinnova completamente sotto il claim “Tuteliamo un’eccellenza”. È un messaggio che racconta il lavoro profondo di salvaguardia del territorio e dell’identità di una denominazione che rappresenta uno dei patrimoni più importanti del Sud Italia, con oltre 60 etichette in degustazione.

La Presidente Novella Pastorelli distingue nettamente tra qualità ed eccellenza territoriale: se la prima è frutto di buone pratiche enologiche, la seconda nasce da un equilibrio irripetibile tra ambiente e comunità. Il Primitivo di Manduria vive di questo equilibrio, nutrito da terreni calcarei, influenze marine e una luminosità intensa.

Il programma prevede degustazioni guidate per esplorare le diverse sfumature della DOC e della DOCG, dalla versione classica alla Riserva, fino al Dolce Naturale. È un invito rivolto a chi desidera comprendere la personalità decisa di un vino capace di raccontare nel calice la forza e la generosità della terra salentina.

Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo

Padiglione 12

L’Abruzzo del vino mette in mostra un modello di sviluppo agricolo che unisce Regione, Consorzio e cantine private. Con oltre 300 etichette e l’anteprima del progetto “Abruzzo Virtual Tour” — un’esperienza immersiva con visori VR — la regione punta sull’innovazione tecnologica per raccontare vigne e territori che spaziano dal mare alla montagna.

Il Cerasuolo d’Abruzzo conquista la città con “Brindisi da Cartolina” sulla Torre dei Lamberti. A 84 metri d’altezza, il pubblico può degustare il “quinto colore del vino abruzzese” ammirando i tetti di Verona. È un momento d’oro per questo vino contemporaneo e gastronomico, che ha ormai raggiunto i 12 milioni di bottiglie prodotte.

Sul fronte tecnico, la masterclass dedicata al Pecorino d’Abruzzo e guidata da Cristina Mercuri MW renderà omaggio alla memoria di Luigi Cataldi Madonna, pioniere del vitigno. Il “Modello Abruzzo”, basato sull’unica IGP “Terre d’Abruzzo” e sulle menzioni provinciali per Superiore e Riserva, semplifica il sistema ed esalta la biodiversità regionale.

Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo

Consorzio Morellino di Scansano

Padiglione 9, Stand B17

Il Consorzio si presenta con un’identità ancora più definita, portando in fiera 38 aziende e 53 vini. Il banco d’assaggio (Hall 9, B17) non è solo un’occasione di degustazione tra Annata e Riserva, ma un vero e proprio viaggio nella Maremma del vino alla ricerca di un equilibrio perfetto tra freschezza e profondità.

A catalizzare l’attenzione è la nuova menzione Superiore, che fa il suo ingresso ufficiale nel panorama internazionale. Questa tipologia rappresenta un passo avanti in termini di selezione: rese contenute e affinamenti più lunghi per un profilo che coniuga struttura e bevibilità, offrendo al mercato una lettura ancora più chiara del Sangiovese della costa.

Il Presidente Bernardo Guicciardini Calamai sottolinea come il Superiore non introduca una novità assoluta, ma valorizzi un’espressione già radicata nella produzione. Vinitaly diventa così il luogo dove questa evoluzione prende forma nel dialogo con buyer e stampa, confermando una denominazione in piena maturità.

Consorzio Morellino di Scansano

Consorzio Tutela Vini Montecucco

Padiglione 9, Stand B16

Il Montecucco torna a Vinitaly con rinnovato ottimismo e una vocazione sempre più “green”. Con oltre il 90% della produzione certificata biologica e la recente nascita del Biodistretto, la denominazione si presenta come un modello di sostenibilità e valore territoriale, rappresentata in fiera da sei aziende e 33 etichette d’eccellenza.

Il 2025 ha fatto registrare segnali incoraggianti con una crescita degli imbottigliamenti dell’11%. Questo dinamismo si riflette in una strategia di promozione internazionale che prevede intensi programmi di incoming per buyer provenienti da tutta Europa, Nord America e Cina, puntando sulla natura incontaminata della Maremma toscana.

Il futuro della denominazione passa anche per l’ampliamento della zona di produzione, un progetto lungimirante volto a includere aree a quote maggiori per rispondere ai cambiamenti climatici. Un approccio che conferma il Montecucco come una realtà capace di coniugare l’antica tradizione agricola con una visione moderna e ambiziosa.

Consorzio Tutela Vini Montecucco

Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Padiglione 9, Isole B4-B8

Verona raccoglie il testimone dell’ultima tappa della maratona fieristica 2026 di Montalcino. Con 120 aziende presenti all’interno di una collettiva di oltre 800 metri quadrati, il Brunello si presenta forte dei successi ottenuti a Parigi, Düsseldorf, New York e Londra, pronto a tagliare il traguardo della 58ª edizione.

Il palinsesto tecnico è di altissimo profilo, con masterclass guidate dal Master of Wine Gabriele Gorelli. Tra queste spicca la “Montalcino ten-year Challenge”, un confronto tra le annate 2011 e 2021, e un excursus storico dedicato alla Riserva che attraverserà diversi decenni, con etichette che risalgono fino al leggendario millesimo 1985.

Non manca lo spazio per il Rosso di Montalcino, definito “indipendente e contemporaneo” nel focus condotto da Francesco Saverio Russo. Con oltre 200 etichette in assaggio all’enoteca collettiva, il Consorzio conferma il proprio ruolo di main sponsor per i rossi anche nei momenti di networking extra-fiera.

Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

Enoteca Regionale Emilia-Romagna

Padiglione 1

L’Emilia-Romagna si presenta compatta con un’offerta integrata tra calice e tavola. Il racconto del vino si fonde con quello turistico: le tre Destinazioni Turistiche Regionali presentano pacchetti vacanza a tema enogastronomico, dimostrando come produzione e fruizione del territorio parlino ormai un linguaggio unico.

Con 45 prodotti Dop e Igp e 30 vini certificati, la regione è la Food Valley d’Italia. Un patrimonio che vale 3,9 miliardi di euro per la sola “Dop Economy” e che agisce come driver fondamentale per il turismo, posizionando l’Emilia-Romagna al podio delle mete più ambite dai gourmet internazionali, subito dietro Toscana e Puglia.

Il sistema poggia su una rete diffusa di 10 Strade dei Vini e dei Sapori, ciclovie tematiche come la Food Valley Bike e borghi celebri come Dozza, sede dell’Enoteca Regionale. Dalla ristorazione stellata alla cultura gastronomica di Casa Artusi, ogni prodotto racconta una comunità e ogni viaggio si trasforma in un’esperienza di gusto.

Enoteca Regionale Emilia-Romagna

Consorzio Tutela Vini d’Acqui

Padiglione 10, Stand G3

Il Brachetto d’Acqui approda a Verona per celebrare i trent’anni dal riconoscimento della DOCG, ottenuta nel 1996. Nonostante le sfide di un mercato in continua evoluzione, la denominazione ha saputo trasformare le vicissitudini in opportunità di crescita, consolidando una produzione che oggi sfiora i tre milioni di bottiglie, con un successo che parla lingue diverse, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud.

Per onorare il legame tra terra e vino, il Consorzio presenta un rebranding totale che mette al centro la rosa. Il nuovo logo, una rosa stilizzata, non è solo un segno grafico, ma un richiamo ai profumi inconfondibili che definiscono il DNA di questo vitigno, ora reinterpretato in una veste contemporanea che punta tutto sulla versatilità.

Al Vinitaly, i riflettori sono puntati sull’Acqui DOCG Rosé, declinato sia in versione spumante che ferma, e sull’Acqui DOCG Rosso secco. Quest’ultimo rappresenta un affascinante ritorno alle origini: un vino apprezzato già a fine Ottocento che oggi riconquista la tavola con aromi di rosa canina e una struttura ideale per abbinamenti gastronomici complessi.

Consorzio Tutela Vini d’Acqui

Consorzio Asti Docg

Padiglione 10, Stand G3

L’Asti Docg torna sotto il cappello di “Piemonte Land of Wine” con oltre 80 etichette e un programma che guarda alla modernità dei consumi. Il momento più atteso è il primo brindisi ufficiale per l’Asti Rosé, nuova tipologia appena introdotta nel disciplinare, che si prepara a conquistare il mercato con una previsione iniziale di 5-10 milioni di bottiglie.

Grande spazio è dedicato alla mixology con il workshop “Dal calice al cocktail” guidato dal bartender Giorgio Facchinetti. L’obiettivo è esplorare nuove occasioni di consumo, proponendo drink miscelati a base di Asti Spumante e Moscato d’Asti in abbinamento a creazioni di alta pasticceria, rompendo gli schemi del consumo tradizionale.

Per tutta la durata del Vinitaly, laboratori quotidiani curati dal bartender Davide Oglietti permetteranno di scoprire la versatilità dei vini del Consorzio in chiave cocktail. Un approccio dinamico che, accanto alle referenze di Canelli e Strevi, conferma l’Asti Docg come un brand capace di innovare restando fedele alla propria natura aromatica.

Consorzio Asti Docg

Consorzio Tutela Lugana Doc

Palaexpo, Stand A5-A6

Il Lugana propone quest’anno un’esperienza rivoluzionaria: “Lugana Soundscape”. Attraverso una composizione sonora registrata sul campo dal produttore Cemento Atlantico, i visitatori sono invitati a immergersi nei suoni della Doc — lo sciabordio del Garda, il vento tra i filari — per una connessione profonda ed emozionale con il territorio.

L’esperienza prevede una degustazione al buio, con cuffie e bende, per amplificare le percezioni organolettiche e isolarsi dalla frenesia fieristica. Come dichiarato dal Direttore Edoardo Peduto, in un’epoca di intelligenza artificiale, il Lugana sente l’esigenza di tornare a una dimensione reale e sensoriale, dove il vino è paesaggio e cultura.

L’attenzione del Consorzio è rivolta anche alle nuove generazioni, sempre più attratte da bianchi freschi e versatili. Questo dinamismo trova sbocco anche nel fuori-fiera con la partecipazione a Vinitaly and the Night, confermando il Lugana come protagonista del lifestyle contemporaneo.

Consorzio Tutela Lugana Doc

Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino

Padiglione 4, Stand G8

L’edizione 2026 si apre sotto il segno del premio “100 anni d’eccellenza”, un riconoscimento dedicato alle storie più longeve del comparto. Istituito nel 1926, il Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino viene premiato per aver saputo valorizzare le varietà autoctone e promuovere la qualità del vino, contribuendo in modo decisivo alla diffusione internazionale del Made in Italy enoico.

La promozione si sposta anche nel cuore di Verona con una partnership “pop” insieme a Renato Bosco. Presso la Cruncheria, un pop-up dedicato proporrà abbinamenti tra pizza e vini Bardolino, portando il Chiaretto e il Rosso fuori dai padiglioni della fiera per incontrare direttamente i consumatori in un contesto dinamico e conviviale.

Con una produzione di 21 milioni di bottiglie e una superficie vitata di 2.400 ettari, il Bardolino punta forte sulla formazione degli operatori esteri. La sinergia con il Consorzio Custoza (Hall 4, G8) sottolinea l’importanza di fare squadra per raccontare un territorio unico per complessità climatica e paesaggistica.

Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino

Consorzio Vini Valpolicella

Padiglione 8, Stand H2-H3-H4

Cresce la collettiva del Consorzio Valpolicella, che debutta con un nuovo stand istituzionale su due livelli (Padiglione 8). È un progetto di posizionamento che supera la logica espositiva tradizionale per trasformarsi in uno spazio corale, ideato per valorizzare relazioni e contenuti, in un anno cruciale per la candidatura della “messa a riposo” a patrimonio UNESCO.

La collaborazione con il Consorzio Parmigiano Reggiano all’interno del programma “Quality Heritage of Europe” anima il palinsesto con degustazioni tecniche. Dal focus sulla raffinatezza del Valpolicella Superiore fino al grand tasting dedicato alla successione tra Recioto e Amarone, il binomio tra grandi vini e diverse stagionature di formaggio è il cuore dell’esperienza.

Il programma prosegue anche dopo la fiera con una masterclass guidata da Sarah Heller MW. Il tema dell’appassimento sarà analizzato come eredità culturale e moderna eccellenza, offrendo una prospettiva internazionale su una tecnica che definisce l’identità stessa di questo territorio veronese.

Consorzio Vini Valpolicella

Friuli Venezia Giulia

Padiglione 6

Il Friuli Venezia Giulia si presenta con una partecipazione ampia e coordinata, frutto della sinergia tra Regione, PromoTurismoFVG ed Ersa. Ottanta produttori in collettiva e oltre 5.700 bottiglie in degustazione raccontano un sistema-vino che punta sulla coerenza dell’immagine e sulla forza del territorio.

Il ricco calendario di 15 appuntamenti vede protagonisti esperti come Filippo Bartolotta e i Master of Wine Pietro Russo e Andrea Lonardi. Il programma alterna momenti tecnici su vitigni autoctoni a focus sul mondo cooperativo e sulla rete delle Città del Vino, offrendo una panoramica completa dell’enologia regionale.

Con 1.500 metri quadrati di esposizione e un’enoteca che propone quasi 1.400 vini, la regione conferma il suo ruolo di ambasciatrice di autenticità e qualità. La presenza è ulteriormente rafforzata dalle aziende del comparto biologico, integrate in un percorso espositivo che unisce prodotto ed esperienza immersiva.

Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina

Palaexpo, Stand ABCD 13/14

La Valtellina rinnova la sua presenza con la ViVa Lounge, uno spazio dedicato all’accoglienza e all’approfondimento dove la montagna diventa vino. Qui, stampa e operatori possono esplorare le direttrici fondamentali di un territorio unico: la forza della roccia, la verticalità dei pendii e la luce cristallina delle Alpi che forgiano il Nebbiolo di montagna.

L’identità di quest’area si esprime attraverso gesti tramandati su oltre 2.500 km di muretti a secco. In fiera, la presenza diffusa delle cantine e un’ampia zona tasting con oltre 70 etichette permettono di cogliere tutte le sfumature del Rosso di Valtellina, del Superiore e del celebre Sforzato, simbolo di una viticoltura eroica.

Il Presidente Mamete Prevostini sottolinea come la Valtellina non sia solo una destinazione, ma un territorio da interpretare. La partecipazione a Vinitaly consente di tradurre questa identità in un’esperienza autentica, condividendo la visione di aziende che uniscono tradizione e innovazione responsabile nel rispetto delle radici alpine.

Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina

Foto in evidenza: Consorzio Morellino di Scansano

L’Italia del vino si racconta: i grandi Consorzi protagonisti al Vinitaly 2026

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