Il rito dell’aperitivo veneziano secondo il Londra Palace

Al crepuscolo, quando la luce si appoggia sulla laguna, il rito sociale di Venezia trova una narrazione più intima e autentica: un tempo fatto di conversazioni, memoria storica e miscelazione d’autore.

C’è un momento preciso, a Venezia, in cui la città cambia ritmo. È il tramonto, l’ora in cui la luce si fa radente sull’acqua e le conversazioni iniziano a intrecciarsi tra i caffè affacciati sui canali e i bacari nascosti. Questo rito sociale antico trae origine dalla storia mercantile della Serenissima: proprio qui, tra i fondachi della Repubblica, i mercanti d’Oriente sbarcavano spezie e vini rari, come la Malvasia, trasformando le botteghe da vino in luoghi stabili di incontro, diplomazia e scambio culturale.

A pochi passi da Piazza San Marco, lungo la Riva degli Schiavoni, il LPV Bar del Londra Palace Venezia dà forma a questa consuetudine. L’hotel, forte di oltre centosettanta anni di storia e cento finestre orientate verso il bacino di San Marco, accoglie l’appuntamento serale preservandone lo spirito più autentico: un punto d’osservazione privilegiato sulla vita della laguna, scandito da un’attenzione premurosa e accurata.

Accolti in un salotto dall’atmosfera intima, ispirato alla Venezia della Jazz Age, il calore delle boiserie e i riflessi dei vetri di Murano seicenteschi si accostano ai profili geometrici degli arredi Art Déco. All’esterno, la terrazza si apre sull’Isola di San Giorgio, restituendo quel dialogo profondo tra cielo e acqua caratteristico delle serate veneziane. La famiglia Babini, alla guida del gruppo The Hospitality Experience dal 1938, ha immaginato questo luogo come un punto di incontro tra i viaggiatori internazionali e la comunità locale, superando la storica riservatezza dei grandi alberghi per creare uno spazio di scambio vivo e partecipe della quotidianità cittadina.

Questo dialogo profondo tra l’albergo e la vita veneziana è custodito nella visione del General Manager, Alain Bullo: «Il nostro LPV Bar è forse il luogo dove il Londra Palace Venezia si apre più naturalmente alla città. L’aperitivo veneziano è un rito antico, fatto di luce, di laguna, di conversazioni che scivolano da un bicchiere all’altro. Marino Lucchetti ed il suo staff lo interpretano con la stessa cura con cui gestiamo ogni aspetto dell’hotel: rispettando la tradizione, senza esserne prigionieri.»

Una filosofia dell’accoglienza che trova il suo interprete più autentico proprio dietro il bancone, dove Marino Lucchetti, figura di riferimento della mixology veneziana e storica anima del Londra Palace Venezia da oltre vent’anni. La sua parabola professionale accompagna e riflette l’evoluzione stessa del bere miscelato contemporaneo: un percorso iniziato giovanissimo nel mondo dell’alta ospitalità e arricchito da un’importante esperienza internazionale a Londra, metropoli che ha plasmato il suo sguardo cosmopolita.

Più che un “mixologist”, Lucchetti ama definirsi un barman contemporaneo. Il suo stile si distingue per un profondo rispetto della miscelazione classica, reinterpretata con un approccio sartoriale, leggero e pulito. La sua filosofia mette al centro l’essenzialità e la qualità assoluta della materia prima: i suoi cocktail celebrano la stagionalità attraverso l’uso di frutta fresca, infusioni artigianali e sciroppi fatti in casa, riducendo gli eccessi di zucchero per lasciare spazio alla purezza dei sapori. Un perfetto equilibrio tra rigore tecnico, memoria storica e una costante attenzione alle evoluzioni del gusto moderno.

«Un vero barman deve saper creare qualcosa di nuovo, sorprendere e raccontare una storia attraverso ogni drink. Ma la sua missione più importante — afferma Marino Lucchetti — è mantenere i grandi classici contemporanei, preservandone l’anima e rendendoli sempre attuali, eleganti e capaci di emozionare. Perché il vero aperitivo veneziano non si beve soltanto: si vive, tra tradizione e innovazione, con lo sguardo rivolto alla laguna e il desiderio di assaporare il tempo.»

La carta dei cocktail

Questa visione si riflette direttamente sulla carta dei cocktail, concepita come una sequenza di capitoli liquidi che rende omaggio a Venezia attraverso una rilettura dinamica dei suoi pilastri. La narrazione comincia con l’Americano 4.1, una declinazione d’eccellenza del grande classico in cui quattro vermouth e quattro bitter selezionati lavorano in sinergia per dare profondità e persistenza al palato.

Accanto alle riletture storiche si inserisce lo Spritz Achille, creato da Lucchetti nel 2011 e dedicato ad Achille Babini, capostipite della famiglia fondatrice del gruppo The Hospitality Experience. Qui la consuetudine lagunare si evolve sostituendo la classica soda con la ginger beer, ravvivata da poche gocce di tabasco e da una guarnizione di cetriolo per ottenere un sorso teso, dalla nota speziata e piccante molto netta.

Mentre l’esecuzione dei cult internazionali – dal Martini Cocktail all’Old Fashioned, fino al Count Negroni Special – segue una linea rigorosa e senza compromessi, la ricerca contemporanea si esprime in creazioni come l’Orchid Daiquiri e nei Cocktail Innocenti. Questa sezione analcolica impiega distillati, bitter e vermouth privati della parte etilica, pensati per preservare l’intera complessità olfattiva e la ricchezza aromatica della miscelazione tradizionale in una chiave più consapevole e attuale.

Per Marino Lucchetti, il Bellini non è semplicemente un classico, ma uno dei cocktail più buoni al mondo, a patto che ne venga rispettata l’assoluta purezza. Il segreto di questa preparazione risiede nell’incontro tra la pesca bianca — rigorosamente in stagione da maggio a settembre, a dispetto della diffusa abitudine di servire questo drink tutto l’anno — e un ottimo Prosecco DOCG. Fedele alla ricetta originale di Giuseppe Cipriani, il barman lavora la polpa fresca esclusivamente al momento della comanda, trattandola solo con un tocco di limone e zucchero se la maturazione del frutto lo richiede, oltre a una sfumatura di lampone utile a stabilizzarne la caratteristica colorazione rosa.

A sottolineare l’identità del luogo – sostenuta dall’impegno della Fondazione The Place of Wonders nella tutela dei mestieri d’arte –, il Bellini viene servito nel tradizionale Gallone in vetro di Murano. Un rituale che recupera la gestualità storica del servizio veneziano, capace di trasformare il tempo del bicchiere in un racconto vivo, con lo sguardo rivolto all’acqua.

Londra Palace Venezia

Photo Courtesy: Londra Palace Venezia

Il rito dell’aperitivo veneziano secondo il Londra Palace

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