Alla Camera la presentazione della 58ª edizione di Vinitaly: incoming record con oltre 1.000 top buyer tra Cina, Canada e Africa. Spinta su innovazione — con le nuove aree No-Lo e Spirits — e centralità del turismo d’esperienza nei territori e in cantina.
Roma, 26 marzo 2026 – Oggi, la Sala della Lupa a Palazzo Montecitorio ha ospitato la presentazione ufficiale della 58ª edizione di Vinitaly (Veronafiere, 12-15 aprile), confermando il ruolo del Salone come baricentro delle strategie di export per il Made in Italy enologico. Alla presenza delle massime cariche istituzionali — il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Presidente di ITA Matteo Zoppas — i vertici di Veronafiere, con il Presidente Federico Bricolo e il DG Vicario Gianni Bruno, hanno delineato la rotta di una manifestazione che vedrà protagoniste quasi 4.000 aziende.
L’Incoming Strategico: La Mappa dei Nuovi Mercati
Il motore di questa edizione è il piano di incoming altamente profilato, sviluppato in sinergia tra Veronafiere e Agenzia ITA – Italian trade Agency: sono già oltre 1.000 i top buyer confermati, pronti a confluire a Verona da più di 130 Paesi.
“In un contesto geopolitico ed economico complesso, Vinitaly si conferma un partner strategico per la promozione internazionale del vino italiano, grazie a un marchio riconosciuto e a una credibilità consolidata sui mercati globali – commenta Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency –. Le iniziative mirate e le attività di internazionalizzazione che assieme portiamo avanti rappresentano uno strumento chiave per accompagnare le imprese all’estero. Le attuali forti criticità – prosegue Zoppas – rendono ancora più necessario rafforzare le politiche di sostegno all’export”.
Analizzando la ranking list degli arrivi, emerge la centralità della delegazione nordamericana: gli Stati Uniti si confermano primo partner, ma è il Canada a segnare l’exploit più significativo con un incremento di 31 top buyer rispetto al 2025. Sul fronte extra-UE, l’attenzione è massima per la domanda asiatica: la Cina guida il contingente, seguita da una crescita costante di accrediti provenienti da India, Giappone, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Dinamismo confermato anche per il Sudamerica, con Brasile e Messico in testa, e per l’Africa, il cui perimetro d’azione si allarga quest’anno a ben 10 Stati. In Europa, il presidio resta solido in Germania, nei Paesi Nordici e nell’Est Europa, mercati che ribadiscono la centralità del prodotto italiano.
“In uno scenario internazionale sempre più articolato, Vinitaly rafforza il proprio ruolo come motore dell’internazionalizzazione del vino italiano, grazie anche a un sistema di incoming altamente profilato che consente di intercettare domanda qualificata e di accompagnare le imprese verso nuove direttrici di sviluppo sui mercati esteri senza trascurare i consumi interni a cui dedichiamo una ricerca mirata – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo -. Per questo, la manifestazione evolve in sintonia con i cambiamenti del mercato e con le esigenze delle aziende, proponendo strumenti, contenuti e occasioni di incontro sempre più mirati a sostenere la competitività del comparto. Il nostro obiettivo – ha concluso Bricolo – è offrire risposte strutturate al sistema vino, affiancando le imprese non solo sul piano commerciale ma anche sui temi strategici che ne determineranno il futuro.”
Una “Mission” di resilienza: i numeri del settore
Rilanciare il vino italiano oltre le complessità del momento è l’obiettivo centrale della kermesse. Dopo il record di 8,1 miliardi di euro registrato nel 2024, l’export 2025 ha subito una frenata attestandosi a 7,7 miliardi di euro, tenendo comunque la posizione in un panorama globale segnato da tensioni belliche, crisi logistiche, dazi e spinte neo-proibizioniste. Parliamo di un settore che, tra valore alla produzione (14 miliardi di euro) e indotto (che raggiunge i 45 miliardi), incide per l’1,1% sul Pil italiano. La solidità di questa filiera poggia su una base produttiva di 670.000 ettari di vigneto e 530.000 imprese, garantendo occupazione diretta a 870.000 addetti.
Oltre il calice: No-Lo, Spirits e il sigillo UNESCO
L’edizione n. 58 intercetta i nuovi trend di consumo integrando filiere diverse. Il debutto di NoLo – Vinitaly Experience risponde a un mercato dei vini dealcolati che in Italia punta ai 15 milioni di euro entro i prossimi 4 anni, mentre l’area Xcellent Spirits mette a sistema un comparto (distillati e mixology) che nel 2024 ha generato un export di 1,75 miliardi.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha legato la visione commerciale a quella identitaria: “Celebriamo il riconoscimento della Cucina Italiana a Patrimonio UNESCO, di cui il vino è il completamento naturale”. Questo binomio prenderà vita nel quartiere fieristico con una ristorazione d’autore d’eccellenza: dal Ristorante Cracco (spazio Emilia Romagna) alla cucina piemontese di Davide Palluda (All’Enoteca di Canale d’Alba), fino al “Ristorante d’autore di Campagna Amica – La Casa della Cucina Italiana” di Coldiretti.
Eventi Vinitaly 2026: viaggio nelle degustazioni tra territori, vitigni, denominazioni e grandi annate
Se al centro della fiera c’è il business, il vino è comunque questione di sensi e racconti, che si ritroveranno nel calice degli oltre 80 eventi e degustazioni istituzionali in calendario a Vinitaly 2026, in un viaggio che attraversa territori, vitigni e denominazioni e grandi annate per un racconto corale del vino tra identità produttive e stili contemporanei, a cui si aggiungono le centinaia di tasting realizzati direttamente dalle aziende e dai consorzi.
La manifestazione entrerà nel vivo sabato 11 aprile con il prologo di “OperaWine” by Wine Spectator, che vedrà protagoniste le 150 cantine d’eccellenza selezionate dalla prestigiosa rivista americana. Dal 12 al 15 aprile, il quartiere fieristico di Verona sarà animato da 4.000 aziende del Made in Italy enologico. Il palinsesto, profondamente rinnovato nei contenuti, prevede oltre 100 eventi ufficiali tra focus di mercato e degustazioni tecniche, confermando la kermesse come il principale hub di connessione tra l’offerta nazionale e la domanda globale.
I “Grand Tasting”, le “super degustazioni” firmate Vinitaly, come “The Reason Whyte”, dedicata ai bianchi italiani che si guadagnano un posto in tavola facendo ciò che nessun altro vino sa fare, guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli (lunedì 13 aprile, ore 11, Palaexpo, Sala Tulipano). “Dal Pinot Nero alla Monica, dal Bellone al Cabernet Sauvignon, dal Barolo all’Amarone, passando per la Germania e la Cina” è il tema del master tasting guidato da Ian D’Agata e Andrea Gualdoni (martedì 14 aprile, ore 11, Palaexpo, Sala Argento), mentre “Eccellenze d’Italia: Viaggio nelle Grandi Annate delle Cantine Storiche” by Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, e Luciano Ferraro, vicedirettore “Corriere della Sera”, chiuderà il ciclo delle top experience nei calici (14 aprile, ore 15).
Domenica 12 aprile
Saranno DoctorWine e Gambero Rosso a dare il primo assaggio del programma generale delle degustazioni di Vinitaly. La guida di Daniele Cernilli sarà protagonista di The DoctorWine Selection, un menù di degustazioni tra “Langhe e non solo”, “Supertuscan & Co”, “Rossi mediterranei, rossi senza tempo”, e “I vini bianchi italiani fra modernità e recupero della tradizione” (12-14 aprile).
Mentre il Gambero Rosso presenta il walk around tasting dei suoi Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 (ore 11:30, Palaexpo, Sala Argento). Luciano Ferraro, vicedirettore “Corriere della Sera” e autore con James Suckling de “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia”, punterà i riflettori sulle “Cantine top e i vini dell’enoturismo” (ore 16:30, Palaexpo, Sala Iris).
Ancora, la rivista Usa Wine Spectator inaugurerà il proprio carnet di degustazioni con “Barolo, then and now” guidata da Bruce Sanderson (ore 15:30, Palaexpo, Sala Tulipano). Anche la Francia avrà il suo palcoscenico con due slot su “Vins de Bordeaux, the unexpected reds of Bordeaux” (ore 10:30 e 14:30, Palaexpo, Sala Orchidea), seguito da “Les grands chais de France: sorprendente Loira” (ore 12:30). Al via nella prima giornata anche i Tasting Ex … Press, realizzati dalle principali riviste o organizzazioni internazionali di settore in collaborazione con Veronafiere.
L’International Wine and Spirit Competition apre con “Barolo vs Barbaresco: power and precision” by Marisol de la Fuente, seguito da Decanter con “Rooted in Italy: Native varieties at the pinnacle of Dwwa – Decanter World Wine Awards scoring” (ore 11 e 15, Padiglione 10, Sala a), seguita da Vinum che firmerà la degustazione “Top of Toscana 2026: nel regno della regione regina della viticoltura italiana” (ore 15, Padiglione 10, Sala b). Ritorna anche Young to Young, edizione n. 9, ideato dagli autori di Golosaria, Paolo Massobrio e Marco Gatti per valorizzare i giovani produttori vinicoli e i content creator (12-14 aprile). MicroMega Wines di Ian D’Agata inizia il proprio cartellone di masterclass con “Odissea Autoctona: dalle bollicine ai vini dolci, orange, convenzionale e ibridi: Sylvaner, Ribolla, Timorasso, Malvasia istriana, Johanniter e altro ancora”.
Lunedì 13 aprile
Si inizia con il walk around tasting dedicato alle etichette di oltre 100 aziende della community Raw Wine (ore 9:30, Palaexpo, Sala Argento). Proseguono anche gli appuntamenti Tasting Ex … Press con Filippo Bartolotta che per The Drink Business firma “Contemporary Italian White Wine”(ore 11, Padiglione 10, Sala a).
A seguire, “Best of Mundus Vini non-alcoholic. An overview of the best non-alcoholic sparkling, white and red wines from the current spring tasting” di “Meininger” (ore 15, Sala a).
Ritorna anche The DoctorWine Selection con “Chianti Classico, Vino Nobile e Brunello”, “Cabreo, una storia lunga 40 vendemmie”, dedicato al vino simbolo di Folonari, “Vermentino, Verdicchio e Pecorino, i bianchi dei due mari” e “Terre di Romagna: conosci Sorso Sennori Doc”.
Tra le degustazioni promosse da aziende, consorzi e territori segnalate dalla fiera, per esempio, quella firmata da Masi Agricola con il suo Seminario n. 36 dedicato a “Vaio Armaron Serego Alighieri” (ore 15, Palaexpo, Sala Tulipano). Tra i focus sulle denominazioni l’Istituto Marchigiano Tutela Vini-Imt e il Comitato Matelica propongono “Il Matelica in verticale”, masterclass sul Verdicchio di Matelica Riserva Docg e il Verdicchio di Matelica Doc dal 2008 al 2024 (ore 11, Palaexpo, Sala Orchidea).
Il Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg firma la degustazione “Oltre il tempo: paesaggio ed evoluzione tra Conegliano Valdobbiadene e Vulture. Quando territorio e uomo definiscono la capacità di un vino di evolvere” (ore 15, Palaexpo, Sala Iris). Mentre, in contemporanea, il Consorzio Vino Nobile Montepulciano racconta nel calice “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: Identità Territoriale in Evoluzione” (ore 15, Padiglione 10, Sala c).
Tra i tasting internazionali spiccano, invece, “Afriwines: Sudafrica: un calice di storia e innovazione” (ore 14.30, Sala Orchidea) e “Castel Freres: inside the world’s best Rosé 2024: Château Cavalier, Côtes de Provence” (ore 16.30, Sala Orchidea). MicroMega Wines firma, quindi, “La Grande Bellezza: diverse espressioni di Sangiovese e una legione di autoctoni differenti”.
Martedì 14 aprile
Si riparte con Tasting Ex … Press come quello di Revija Vino “12 Tactile Beauties” (ore 11, Padiglione 10, Sala a), quello firmato dai francesi Gilbert & Gaillard su “Champagne oggi: stili, terroir e interpretazioni” (ore 15, Sala a), e dal Seminario Veronelli con “Camminare la terra con Luigi Veronelli: vigne iconiche e vini straordinari” (ore 15, Sala b), che chiudono il ciclo delle degustazioni firmate dalle riviste internazionali per Vinitaly 2026. Micromega Wines by Ian d’Agata, invece, torna con “Il Bello del Sud: dalle bollicine ai dolci, dal Cagnulari alla Malvasia di Lipari, dal Nero d’Avola al Primitivo, dal Frappato allo Zibibbo”.
Ancora, il “Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg: emblema di un territorio” dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini tornano protagonisti (ore 11, Sala Iris). Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con “Illustrious Legacy: Brunello di Montalcino Riserva e personalità delle annate” (ore 15:30 Padiglione 10, Sala c), masterclass condotta da Gabriele Gorelli e dedicata al Brunello Riserva di 10 aziende (Il Poggione, Mastrojanni, Col d’Orcia, La Magia, Fattoria dei Barbi, Camigliano, La Gerla, Le Chiuse, San Polo e Altesino) con una selezione di annate dal 1985 al 2020 che attraversano e raccontano la storia della denominazione. “Un’esplosione di bollicine”, “Le grandi vigne del Nord: AltoAdige” e “Le mille sfumature del continente Sicilia” chiudono i progetti di DoctorWine Selection.
Mercoledì 15 aprile
Infine, mercoledì 15 aprile, chiudono il programma delle degustazioni “ufficiali” di Vinitaly il walk around tasting di Ais – Associazione Italiana Sommelier “Le Sbarbatelle in degustazione” (ore 11, Sala Tulipano), “What’s in the Glass? Wine Decoding 2026” con la Master of Wine Cristina Mercuri (Sala Orchidea) e “Vitigni e territori nuovi nel futuro del vino italiano” di Paolo Massobrio e Mauro Cobelli, responsabile Legal & Corporate Affairs, membro OdV Veronafiere e sommelier Ais.
Focus di Vinitaly-Wine2Digital (Palaexpo)
Ma parallelamente saranno di scena anche le degustazioni ed i focus di Vinitaly-Wine2Digital (Palaexpo), in un percorso tra ricerca scientifica, identità dei territori e grandi vini italiani e internazionali.
Si parte domenica 12 aprile con il Via Advanced Seminar su “Dispelling the Myth: Italy’s 5 Native Grape Varieties” di Attilio Scienza con Lara Loreti, giornalista “La Stampa – Il Gusto”, dedicato al mito delle varietà autoctone italiane (ore 10), seguito dalla degustazione “Italianity in the Glass” con il Master of Wine Andrea Lonardi e Jessica Dupuy DipWset, viaggio lungo la “spina dorsale” viticola del Paese (ore 15), e dal blind tasting “Pinot Noir vs Nebbiolo” guidato dalla Master of Wine Isabelle Legeron, con i produttori Nadia Curto e Willy Roulendes (ore 16:30).
Lunedì 13 aprile tornano Attilio Scienza e Andrea Lonardi con un seminario su “Sangiovese and the Concept of Vocation: Five Territories, Five Souls”, riflessione sul concetto di vocazione viticola alla luce dei cambiamenti climatici, dell’innovazione e dell’evoluzione dei gusti dei consumatori (ore 10), seguito dalla masterclass “Artimino – The New Frontier” con Annabella Pascale, Riccardo Cotarella e Attilio Scienza, dedicata ai vini della storica azienda del Carmignano, in Toscana, della famiglia Olmo (ore 13:30), e dall’incontro “Icons – What Must Change?” con Alojz Felix Jermann e alcune aziende simbolo del vino italiano – Allegrini, Tenuta San Leonardo, Col d’Orcia e Pio Cesare – per riflettere sulle sfide future del settore tra stile, sostenibilità, comunicazione e posizionamento sui mercati (ore 15).
A chiudere il programma, la masterclass 5StarWines – the Book dedicata ai vini Top Scorer della Guida 2026, seguita dalla cerimonia dei Trophy Award (14 aprile). Tra i focus di “Wine Spectator”: “Chianti Classico 2016” con Bruce Sanderson e “Calabria” guidato da Alison Napjus (12 aprile, ore 10.30 e 14.30). Infine, lunedì 13 aprile, stessi orari, sarà la volta di “Sardegna” by Alison Napjus e “Barbaresco” secondo Bruce Sanderson.
Focus – La Vinitaly-NoLo Experience
Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, quello dei No-Lo è un mercato che in Italia vale oggi solo 3,3 milioni di euro, ma dovrebbe raggiungere i 15 milioni nei prossimi 4 anni. Sul fronte globale, la stima del mercato attuale è fissata a 2,4 miliardi di dollari, con prospettive di crescita fino a 3,3 miliardi di dollari entro il 2028. Si tratta di un segmento di mercato che fa discutere, ma su cui anche tanti produttori italiani stanno puntando.
E che sarà protagonista di Vinitaly-NoLo Experience (Palaexpo), la startup che debutta con i principali brand del vino e delle tecnologie, oggi anche pionieri nel segmento dei no e low alcol, in cui rientrano anche i dealcolati. Sono 25 le aziende che hanno aderito al progetto firmato Veronafiere in collaborazione con Unione Italiana Vini – Uiv. Un dato significativo che descrive la volontà delle imprese italiane a investire, dopo il via libera del Decreto interministeriale di dicembre 2025, su un mercato che, pur rimanendo ancora una nicchia, è segnalato ad alto potenziale di crescita.
In particolare 13 aziende si raccontano singolarmente (Zonin, Valdo Spumanti, Colli Ripiani, Vinuci, Frizero, Giol, Pizzolato, Hofstatter, Primozero, Osozero, Omnia Technology, Mack & Schuhle Italia e VasonGroup), e 12 cantine con 28 etichette sono riunite nell’“Enoteca cocktail bar” (Mionetto, Frizero, Argea, Osozero, Mack& Schuhle Italia, Caviro, Iwb, Giol, Valdo Spumanti, Civ, Lea Winery e Anna Spinato), in purezza o in chiave mixology.
Consumi, mercato, posizionamento, identità unitamente alle novità tecnologiche per la parte produttiva dei No-Lo e masterclass dedicate sono, invece, i principali contenuti dei focus che completano il format.
Si parte domenica 12 aprile con “La misura del gusto: equilibrio e identità dei vini dealcolati e low alcohol”, la masterclass condotta dalla giornalista ed enologa Francesca Granelli per esplorare sia la tendenza No-Lo che la nuova misura del gusto dei dealcolati e low alcohol, stimolando così riflessioni sugli abbinamenti e sui diversi contesti di consumo (ore 16).
Lunedì 13 aprile, “A cuor leggero: il nuovo volto del vino senza alcol” è la proposta/degustazione dei vini della Cantina dei Colli Ripani (ore 10:30). Omnia Technology punta su “Dealcolazione di qualità: visioni a confronto” (ore 12), mentre Piccini & Bevzero firmano insieme “No/Low, high level: vini analcolici che non sono più un Plan B”, l’approfondimento che intreccia innovazione, normativa e tasting con i vini Piccini 0,0% (ore 14).
Martedì 14 aprile, spazia dalle tecnologie di dealcolazione all’approccio enologico sui No-Lo, il workshop organizzato da VasonGroup su “Dealcolazione: tecnologia e approccio VAsonGroup tra esperienze e applicazioni reali” con anche una panoramica di case history di partner e clienti italiani oltre a quella di una cantina statunitense. All’evento partecipano Gianmaria Zanella, R&D Manager Enologica Vason, Francesco Lonardi, Technical Sales Manager and R&D Juclas e Paolo Libralato, responsabile divisione Velcorin Corimpex Service. Completano il panel Ilario Ensini, responsabile tecnico Terre Cevico, Giulio Corbellani, responsabile produzione Frizero, e Gabriel Rubilar, winemaker Bohemia Manor Winery nel Maryland, in Usa.
Nei convegni si parla di “Vini dealcolati: consumi, consumatori e mercato” (14 aprile, ore 11, Sala Mascagni, galleria Padiglioni 4-5), analizzando il segmento con dati dell’Osservatorio Unione Italiana Vini – Uiv e Vinitaly su trend e prospettive dei no e low alcol in Italia e nel mondo. Dopo l’introduzione del segretario generale Uiv Paolo Castelletti, intervengono Carlo Flamini, responsabile Osservatorio del Vino Uiv/Vinitaly, Fedele Angelillo, ad Mack & Schuhle Italia, Alessio Del Savio, ad Mionetto, Massimo Romani, ad Argea, e Cristina Bowerman, chef Glass Hostaria di Roma, 1 Stella Michelin, moderati da Alessandro Torcoli, direttore “Civiltà del Bere”.
Si prosegue mercoledì 15 aprile, con l’incontro “Vini dealcolati: dalla percezione al posizionamento” (ore 10:30, Vinitaly-NoLo Experience), un confronto su qualità, occasioni di consumo e linguaggio dei vini No-Lo per capire come stanno cambiando e quale spazio stanno conquistando nel mercato e nella ristorazione. Ad aprire i lavori sarà Paolo Castelletti, segretario generale Uiv, con i contributi di Francesca Granelli, giornalista ed enologa, Alessandro Pipero, ristoratore, Settimo Pizzolato della Cantina Pizzolato e Cristina Mercuri, Master of Wine e Brand Ambassador Mack & Schuhle Italia, moderati da Lara Loreti, giornalista de “Il Gusto – la Repubblica e La Stampa”.
Focus – Vinitaly Tourism
Se in un mercato del vino che vede complessivamente consumi e vendite in calo c’è un segmento che cresce e che è sempre più importante per le cantine italiane, è quello dell’enoturismo, che si conferma un motore di crescita, sia in termini di flussi sia di valore economico: nel 2025 il valore medio di una prenotazione enoturistica ha raggiunto i 39,4 euro per adulto, con un Cagr (tasso annuo di crescita composto, ndr) dell’11% negli ultimi 4 anni, mentre le cantine strutturate registrano una crescita media annua dei visitatori pari al +16,8% e vendite dirette in aumento del +21,4%, un dato superiore all’incremento dei flussi e indicativo di una maggiore capacità di conversione commerciale e di marginalità. A dirlo le anticipazioni del “Report Wine Suite” 2026, che sarà presentato in anteprima a Vinitaly Tourism 2026, il format dedicato che dopo ul debutto dello scorso anno, torna a Vinitaly 2026.
“Con questa edizione di Vinitaly Tourism – commenta il dg vicario Veronafiere, Gianni Bruno – l’enoturismo entra stabilmente nell’evento, assumendo un ruolo centrale nello sviluppo del sistema vino. Si tratta di una scelta strategica e strutturale di Veronafiere, che colloca l’enoturismo non più soltanto come attività accessoria delle cantine italiane, ma come un vero asset competitivo con una progettualità orientata al business”.
Realizzato da Veronafiere con Wine Tourism Hub in collaborazione con i partner Wine Suite, Wine Meridian e Winedering, il primo hub di Vinitaly Tourism (galleria Padiglioni 2-3) punta ad affermarsi come un’infrastruttura operativa di connessione tra offerta e domanda enoturistica. Va in questa direzione il piano di incoming Veronafiere di buyer turistici nazionali e internazionali da Stati Uniti, Brasile, Croazia, Regno Unito, Singapore e Thailandia. Tra i profili altamente specializzati, coinvolti tour operator, travel designer e operatori dell’esperienza enogastronomica nei segmenti outdoor e natura, turismo culturale e luxury & experience travel. A loro è dedicato il “Business point” di Vinitaly Tourism.
Sul fronte del programma, il palinsesto mixa contenuti e strumenti operativi. Si parte domenica 12 aprile con il tema dell’amministrazione e della fiscalità nell’enoturismo (ore 14.30), preceduto da degustazioni esperienziali. Lunedì 13 aprile, il cartellone prosegue con “Celiachia ed enoturismo: numeri, trend, richieste e opportunità” (ore 11.30), e “Impatto dei wine club e del direct-to-client” (ore 14.30). Sarà inoltre presentata una masterclass a cura di The Wine Net sull’offerta enoturistica della cooperazione italiana. Martedì 14 aprile, sarà illustrata in anteprima la survey “Hospitality manager e tour operator” (ore 11:30), che offrirà il punto di vista di hospitality manager e tour operator sui bisogni, le criticità e le opportunità di sviluppo dell’enoturismo italiano. A seguire, “Winebar: dalla mescita all’esperienza” e “Risorse umane, Hr recruiting e opportunità di lavoro nel mondo dell’enoturismo” (ore 14.30 e 16). Infine, mercoledì 15 aprile, il seminario sulle opportunità della digitalizzazione nell’enoturismo (ore 11.30).
Nel secondo polo tematico di Veronafiere e Vinitaly dedicato all’enoturismo (Palaexpo, Sala Vivaldi), sono in calendario 4 focus di settore: lunedì 13 aprile, “Enoturismo in Italia, valore della prossimità. Il viaggio verso le cantine: la vera sfida dell’enoturismo” del Movimento Turismo del Vino (ore 10.30), con i risultati della nuova indagine realizzata da Ceseo (Centro studi enoturismo e oleoturismo dell’Università Lumsa), Antonello Maruotti, professore curatore dell’indagine, Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Movimento Turismo del Vino, e Dario Stefàno, presidente Ceseo; e “L’Italia del vino nel turismo globale. Attrattività e posizionamento nel mercato americano” realizzata da Roberta Garibaldi, esperta di turismo, docente di Tourism Management all’Università di Bergamo, in collaborazione con Vinitaly Tourism (ore 14), un’analisi aggiornata delle dinamiche dell’enoturismo internazionale con un focus specifico sul mercato statunitense, uno dei più rilevanti per l’Italia, con i risultati di una ricerca originale realizzata in occasione di Vinitaly, finalizzata a comprendere il profilo del turista americano interessato alle esperienze legate al vino e alla gastronomia, con Matthew J. Stone, PhD e associate professor di Marketing alla California State University di Chico, Angelo A. Camillo, PhD della F. Korbel and Bros. professor of Wine Business e associate professor of Wine Business Supply Chain, Strategic Management e Hospitality Management del Sonoma State University Wine Business Institute.
Si continua martedì 14 aprile con la presentazione della ricerca Unicredit-Nomisma Wine Monitor con Città del Vino sul “Ruolo dell’enoturismo per lo sviluppo delle imprese vinicole italiane: valori, scenari evolutivi e prospettive future” (ore 10:30): in uno scenario di mercato dai risvolti incerti per il mondo del vino, l’enoturismo rappresenta un fenomeno in crescita e un’opportunità di sviluppo per le imprese italiane, e il Report approfondisce il valore generato dall’enoturismo in Italia e il contributo fornito alla tenuta della filiera vitivinicola nazionale, attraverso un’indagine originale sulle imprese vinicole e che ha visto il coinvolgimento dei consorzi, sempre più soggetti attivi nella valorizzazione del turismo dei vini e dei prodotti Dop. E non mancheranno case history imprenditoriali di successo.
Mercoledì 15 aprile, ancora, “MetodoContemporaneo. Osservatorio su arti e paesaggio vitivinicolo” firmato dall’Università di Verona e Bam! Strategie Culturali in collaborazione con ArtVerona (ore 10:30) chiude gli approfondimenti: sotto la lente i dati del primo progetto nazionale di ricerca sui fenomeni di interrelazione tra cultura enologica e arti contemporanee, nato nel 2025 dalla collaborazione tra Università di Verona e Bam! Strategie Culturali, con Monica Molteni (Università di Verona), Luca Bochicchio (Università di Verona), Costanza Vilizzi (Università di Verona), Giuditta Vegro (Bam! Strategie Culturali), Nemo Monti (Nemo Monti Comunicazione), Alessio Planeta (Planeta), Olimpia Eberspacher (Frescobaldi), Susanna Gristina (Iter Vitis) e Camillo Privitera (Ais-Associazione Italiana Sommelier).
Focus – Il settore vitivinicolo italiano in cifre. Performance e trend di un asset che vale l’1,1% del Pil
Con 670.000 ettari di vigneto, 530.000 imprese, una produzione 2025 stimata a 44,4 milioni di ettolitri e un fatturato al netto dell’indotto di 14 miliardi di euro, il vino italiano si conferma uno dei comparti più performanti del made in Italy, con una bilancia commerciale attiva per 7,2 miliardi di euro l’anno. Secondo i numeri di sintesi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly per Vinitaly 2026, il settore conta, inoltre, 870.000 occupati e un valore del proprio vigneto pari a 56,5 miliardi di euro, con un impatto diretto e indiretto pari a oltre 45 miliardi di euro e una incidenza dell’1,1% sul Pil tricolore.
Nel 2025 le solevendite a scaffale in Gdo e del retail italiano hanno generato 3 miliardi di euro, un valore invariato sul 2024 grazie alla crescita del segmento spumanti (+2,6% il tendenziale, a 726 milioni di euro) che ha compensato il gap dei rossi (-2,2%, a 1,17 miliardi di euro) e la stasi dei bianchi (-0,3%, a 982 milioni di euro). In contrazione, nel 2025 e per il quarto anno consecutivo, le vendite complessive a volume (-2,9%).
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Istat, il consumatore italiano è molto diverso rispetto a quello di qualche decennio fa. Sono cambiate le abitudini e il vino non è più sinonimo di alimento, ma si è riconvertito come simbolo edonistico e culturale della cucina italiana. Sono 29,4 milioni gli italiani che consumano vino, con un tasso di penetrazione sul totale della popolazione al 55%; in diminuzione strutturale gli user quotidiani, al 39% con 11,4 milioni (nel 2006 lo share era al 57%), mentre crescono notevolmente i saltuari, che oggi rappresentano il 61% dei consumatori.
Lato esportazioni, si ferma a 7,78 miliardi di euro il valore delle vendite italiane di vino all’estero nel 2025, per una contrazione a valore in termini tendenziali sul pari periodo dello scorso anno del 3,7% (-1,9% il saldo a volume). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Istat, si accentua il decremento delle vendite riscontrato in particolare nella seconda parte dell’anno.
A incidere, la controprestazione della domanda extra-Ue scesa del 6,4% condizionata dai cali di Regno Unito, Svizzera, Canada e soprattutto dai dazi statunitensi (-9,2% il saldo a valore per il primo mercato della domanda mondiale per un controvalore di 1,76 miliardi di euro). Tiene la piazza comunitaria, che chiude con un parziale a +0,5% valore (+0,7% i volumi), con la Germania stabile (+0,6% il valore, a 1,14 miliardi di euro). Tra le note positive in Ue, anche la Francia (+3,6%), i Paesi Bassi (+5,6%) e la Svezia (5,3%). Tra le tipologie, gli spumanti (-2,5%, 2,3 miliardi di euro) cedono meno dei fermi/frizzanti imbottigliati (-4,3%, 5 miliardi di euro), mentre lo sfuso segna un -0,2% (299 milioni di euro).
Focus – Xcellent Spirits, il format b2b dedicato a liquori, distillati, spiriti & Co.
Un’area Spirits, dedicata a distillati, liquori e vini aromatizzati e fortificati, e lo spazio Drinks & Mix, con soft drink, hard seltzer e ready to drink, per raccontare l’evoluzione del consumo contemporaneo e le opportunità per la mixology: si articola così Xcellent Spirits, un format b2b totalmente rinnovato che debutta a Vinitaly 2026, realizzato con “Gang of Spirits”, società di professionisti specializzati nel settore, per un progetto strutturale che segna l’ingresso dei distillati in Vinitaly.
Per Gianni Bruno, dg vicario Veronafiere, “Xcellent Spirits rappresenta l’avvio di un piano strategico pluriennale con cui Vinitaly intende valorizzare il settore, integrandolo stabilmente nella piattaforma fieristica. Un nuovo assetto pensato per svilupparsi nel tempo, in risposta all’evoluzione dei consumi e alla crescente rilevanza internazionale del comparto”.
Xcellent Spirits propone un programma di eventi riservato agli operatori. Tra questi, l’Aperitivo all’italiana: due appuntamenti, il 13 e il 14 aprile, per facilitare e proseguire il networking tra aziende e buyer, con il Temple Bar gestito a rotazione dai principali bartender dei locali italiani, con preparazioni dal vivo e sessioni di mixology. Ogni giornata sarà caratterizzata da un tema specifico, che guiderà la carta dei drink realizzati con i prodotti degli espositori. Completano il palinsesto le masterclass internazionali, con sessioni quotidiane dedicate ad approfondimenti tecnici e al confronto con i protagonisti del settore, guidati da master distiller.
Secondo Nomisma, su base doganale, nel 2024 l’export italiano degli spirits ha raggiunto 1,75 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al quinto posto tra gli esportatori mondiali, dopo Regno Unito, Francia, Messico e Stati Uniti. Nel periodo 2019-2024 le esportazioni sono cresciute del 41%, una delle performance più elevate tra i primi 5 Paesi esportatori.
L’Italia è leader, insieme alla Germania, nel segmento dei liquori, con un valore di 547 milioni di euro e una crescita del 25% nel quinquennio, superiore a quella tedesca (+19%). Analogamente al vino, il 2025 si prospetta come un anno meno favorevole, con una flessione dell’export del 5% in valore nei primi 10 mesi. La Germania si conferma primo mercato di destinazione (21%), seguita dagli Stati Uniti (12%) e dal Regno Unito (8%). Nello stesso periodo, tra i primi 10 mercati di sbocco, spicca la forte crescita delle esportazioni italiane verso la Polonia (+70%).
Focus – Il binomio vino-ristorazione (stellata e non solo) protagonista a Vinitaly
Come sempre, e soprattutto ora che la cucina Italiana è diventata ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Unesco, il binomio vino-ristorazione sarà tra i protagonisti a Vinitaly 2026, tra ristoranti d’autore e grandi chef in fiera. Come succede, per esempio, al “Ristorante d’autore di Campagna Amica – La Casa della Cucina Italiana”, il nuovo format con cui Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra firmano la gestione del Ristorante d’Autore di Vinitaly, trasformandolo in un luogo dove agricoltura, cucina e territorio si incontrano. Con questo progetto Coldiretti porta a Vinitaly un messaggio chiaro: “non esiste grande vino senza grande agricoltura, e non esiste grande cucina senza il lavoro degli agricoltori”. Non un semplice ristorante temporaneo, ma una celebrazione della cucina italiana Patrimonio Unesco, con i produttori agricoli al centro della scena. Un luogo dove il vino trova la sua naturale espressione nel dialogo con il cibo, altro elemento essenziale della convivialità italiana.
“Ogni portata racconta una filiera, ogni ingrediente ha un volto, ogni abbinamento vino-cibo diventa una narrazione autentica del made in Italy”. Il format mette insieme, per la prima volta in modo strutturato, due mondi solo apparentemente distanti, ma in realtà complementari: gli chef stellati, che interpretano l’eccellenza agricola con tecnica e creatività, e i cuochi contadini, custodi della tradizione rurale e della memoria gastronomica dei territori.
Domenica 12 aprile, tra i protagonisti, lo chef Ciro Scamardella del Ristorante Pipero di Roma, con focus su “La Cucina Italiana Patrimonio dell’Umanità – Il valore culturale e agricolo del riconoscimento Unesco”. Lunedì 13 aprile, sotto i riflettori, ci sarà Riccardo Monco, chef della tristellata Enoteca Pinchiorri di Firenze, sul tema “Vino e cucina: la coppia che racconta l’Italia. Il legame inscindibile tra vino, territorio e identità gastronomica”.
Martedì 14 aprile, invece, tocca al Tortellante, l’associazione di promozione sociale dello chef tristellato Massimo Bottura e della moglie Laura Gilmore, con il tema “Dal campo al piatto: la filiera che crea valore. L’agricoltura come fondamento della cucina italiana”.
Mercoledì, 15 aprile, infine, chiuderanno i cuochi contadini, con “Cibo, cultura e responsabilità: giornata dedicata all’educazione alimentare e alla lotta allo spreco”.
Ma la ristorazione stellata è protagonista anche con il Ristorante “Cracco a Vinitaly” e “Piadineria VistaMare”, firmate dallo chef stellato Carlo Cracco per la Regione Emilia-Romagna, e con il Ristorante dedicato ai piatti della tradizione piemontese gestito da “Piemonte Land” con lo chef Davide Palluda del ristorante All’Enoteca di Canale d’Alba.
Infine, al “Ristorante Momenti d’autore”, in cucina ci saranno i talenti di Jre-Jeunes Restaurateurs Italia. Quattro chef – uno al giorno – firmeranno un-menu degustazione che includerà il loro piatto iconico, da Giorgio Bartolucci (Atelier Ristorante, Domodossola), ad Alfonso Caputo (Taverna del Capitano, Nerano – Marina del Cantone), da Leonardo Fiorenzani (La Sosta del Cavaliere, Sovicille), ad Agnese Loss (Osteria Contemporanea, Gattinara).
Ma raddoppiano anche le proposte di Street food gourmet firmato sempre Jre Italia con ogni giorno giovani ristoratori in uno spazio che comprende anche mixology bar e dj set, ed i piatti tipici delle cucine romana, veneta e trentina.
Focus – La curiosità: a Vinitaly arriva il primo agente Bacco Ai
In un mondo sempre più digitale, in ogni aspetto della vita quotidiana di cittadini e imprese, anche Vinitaly si fa sempre più smart e connesso con nuovi strumenti digitali pensati per rendere l’esperienza in fiera più semplice, immediata e personalizzata. Al centro c’è il nuovo Buyers Club, la piattaforma che da quest’anno favorisce il business bidirezionale tra produttori e buyer internazionali registrati. Le cantine espositrici, infatti, possono contattare ed essere contattate direttamente dagli operatori internazionali per organizzare la propria agenda in fiera. La App Vinitaly consente di pianificare percorsi personalizzati e scoprire nuovi prodotti attraverso il catalogo espositori ufficiale “Vinitaly Plus” con più di 19.000 schede vino, permette di aggiungere preferiti, esplorare il palinsesto eventi, navigare in fiera guidati dalla bussola, scambiarsi biglietti da visita virtuali.
Ma in tempo di Intelligenza Artificiale arriva anche Bacco Ai, l’agente evoluto pronto a diventare la bussola digitale dell’ecosistema Vinitaly. Integrando in tempo reale le informazioni derivanti da fonti ufficiali di Vinitaly e Veronafiere, offrirà risposte precise e aggiornate e guiderà aziende, buyer e visitatori nella ricerca degli espositori, nella scelta dei workshop e degli eventi a calendario, trasformando ogni visita in un’esperienza su misura. Alla base c’è un’architettura Ai basata su tecnologie di Retrieval-Augmented Generation (Rag) e integrazione avanzata dei dati, che consente di fornire risposte affidabili e sempre aggiornate a partire da fonti ufficiali Vinitaly e Veronafiere. Con Vinitaly Plus e Bacco Ai, Vinitaly diventa così anche una piattaforma digitale continua, capace di accompagnare tutti i player prima, durante e dopo la manifestazione, rendendo l’esperienza del vino più smart, fluida e interattiva per tutto l’anno.
Focus – A Vinitaly si parla di …
Vinitaly Bio
Sono 61 le aziende partecipanti a Vinitaly Bio 2026, tra degustazioni organizzate da Federbio e l’enoteca Vinitalybio con vini certificati biologici e certificati Equalitas, che lunedì 13 aprile accenderà i riflettori sul settore con un focus specifico.
Amphora Revolution
Dalla tradizione più antica alla scena enologica contemporanea, ritorna Amphora Revolution con i vini vinificati e affinati in anfore e giare di terracotta, con 15 aziende protagoniste. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Merano WineFestival, il suo patron Helmuth Köcher e Veronafiere, e rende omaggio a una tecnica nata in Georgia più di 8.000 anni fa, oggi riscoperta e reinterpretata nel panorama enologico internazionale.
Raw Wine
I vini naturali, organici e biodinamici sono protagonisti con oltre 100 produttori provenienti da 10 Paesi (Francia, Spagna, Svizzera, Austria, Slovacchia, Georgia, Slovenia Brasile, Portogallo e Italia) di una masterclass guidata da Isabelle Legeron, Master of Wine e fondatrice del movimento Raw Wine, su “Pinot Nero vs Nebbiolo. Pensi di saper distinguere un Pinot Nero da un Nebbiolo? Mettiti alla prova con una degustazione alla cieca” (12 aprile), con gli interventi di Nadia Curto dell’azienda Agricola Curto, in Piemonte per il team Nebbiolo, e Willy Roulendes del Clos du Moulin aux Moines, in Borgogna per quello del Pinot Nero, e di un tasting full immersion (13 aprile).
Micromegawines – Micro size, mega quality
MicroMegaWines – Micro Size, Mega Quality racconta le piccole aziende ed i vini a tiratura limitata, da vitigni rari o legati alla tutela del territorio, con 15 nuove aziende, incontri con buyer e giornalisti, e masterclass guidate da Ian D’Agata. “Micro” quantità, “Mega” qualità: un percorso unico per raccontare il vino italiano e internazionale in tutte le sue sfaccettature.
Xcellent Beers
Le produzioni brassicole nazionali e internazionali sono le protagoniste di Xcellent Beers. Trenta le aziende in degustazioni e focus. In calendario incontri b2b con buyer esteri selezionati da Veronafiere. Per quanto riguarda i temi, lunedì 13 aprile, dopo il brindisi inaugurale di Xcellent Beers, la nuova casa delle birre di alta qualità, si parla di “Il Mercato della birra artigianale in Italia: il punto di vista del retail e della distribuzione”, con gli interventi di Hermann Muller, beer specialist Minerlabirra di Parma, Fabrizio Ferretti Ad Gruppo Mosto di Napoli, e Lorenzo Dabove “Kuaska”, degustatore/influencer, guidati da Mauro Pellegrini di Udb e Carlo Vischi di Horeca Channel Italia. A seguire la consegna del riconoscimento “Gli ambasciatori italiani della cultura brassicola e del territorio” a pub e ristoranti che si sono distinti per il loro contributo alla diffusione della cultura brassicola e gastronomica italiana.
International Hall
International Wine Hall si presenta a Vinitaly con 14 aziende da diversi Paesi, confermandosi come lo spazio più internazionale della fiera. In primo piano la Francia, con collettive che porteranno a Verona vini da territori iconici come Bordeaux, Champagne e Languedoc-Roussillon. Accanto ai produttori francesi saranno presenti aziende provenienti da Georgia, Armenia, Lituania, Albania e Belgio, oltre a un produttore e importatore dagli Stati Uniti e uno dalla Germania. Tra le novità anche un’azienda giapponese con una selezione di sakè, a testimonianza di un panorama enologico sempre più internazionale.
Enolitech n. 27
Ritorna in contemporanea a Vinitaly il Salone internazionale dedicato alle attrezzature del design, dei prodotti e delle tecnologie per la produzione di vino e birra n. 28. Un vero e proprio “tecnnology & innovation hub” che quest’anno registra 25 new entry tra tech, design e software, realtà innovative che interpretano l’evoluzione della filiera con soluzioni ad alto contenuto tecnologico, creativo e digitale. Tra le presenze anche quella di Eban, l’Ente bilaterale agricolo nazionale.
Via – Vinitaly International Academy
Sono presenti in 52 Paesi e contribuiscono a diffondere nel mondo la cultura del vino italiano: sono i 464 Italian Wine Ambassador della Via – Vinitaly International Academy, tra cui 22 Italian Wine Expert. Una rete globale che, a Veronafiere, punta a crescere ancora. Infatti, sono 60 i nuovi candidati provenienti da oltre 30 Paesi tra Asia, Nord America, Europa, Oceania, Africa e Sud America. Fondata nel 2014, la Via è oggi riconosciuta come uno dei principali punti di riferimento internazionali per la formazione sul vino italiano, completando l’ecosistema globale di Vinitaly. Tra i partecipanti figurano importatori, buyer, giornalisti, sommelier, educator e professionisti del vino, accomunati dalla volontà di approfondire la conoscenza dei vitigni autoctoni italiani e delle identità regionali, sotto la guida del Chief Scientist Attilio Scienza e della Via Faculty Sarah Heller Master of Wine.
“5StarWines – The Book”
Dal 7 al 9 aprile, aspettando Vinitaly 2026, infine, riflettori puntati sulla qualità del vino italiano con l’edizione n. 10 di “5StarWines – The Book”, la selezione enologica firmata Veronafiere – Vinitaly in collaborazione con Assoenologi. Per tre giorni, oltre 2.000 vini provenienti da cantine di tutta Italia saranno sottoposti al giudizio di una giuria internazionale di 50 esperti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Australia, Hong Kong, Giappone, Canada, Francia, Spagna, Germania e Kazakhstan. A loro il compito di degustare e selezionare le etichette che raggiungeranno almeno 90/100, soglia necessaria per entrare nel Book 2026.
Foto: Courtesy of Vinitaly