L’Accademia di Francia a Roma annuncia gli artisti, designer e maestri artigiani selezionati per il riallestimento di quattro spazi di Villa Medici, grazie alla Fondazione Bettencourt Schueller, grande mecenate dei mestieri d’arte di Villa Medici, e alla collaborazione con le Manufactures nationales – Sèvres & Mobilier national.
India Mahdavi, invitata a firmare il progetto per la Camera turca e lo studiolo 29, Edgar Jayet, invitato a firmare il progetto Lo Scrigno per la camera 27, Acte Deux (Hugo L’ahélec e Johanna Lapray), studio vincitore del concorso per il riallestimento della camera 19 con il progetto Still Life per la camera 19
Oltre venti professionisti dell’artigianato d’eccellenza coinvolti nei progetti. Inoltre, il programma Restituire l’incanto a Villa Medici prosegue con il lancio di un nuovo bando di concorso, aperto fino al 24 agosto 2026, per la riprogettazione di due ulteriori spazi: lo studio 5 bis e lo studiolo 26.
Restituire l’incanto a Villa Medici
Lanciato da Sam Stourdzé nel 2022, Restituire l’incanto a Villa Medici è il più vasto progetto di rinnovamento degli interni nella storia recente della Villa dai tempi degli interventi di Balthus, pittore e direttore dell’istituzione tra il 1961 e il 1977.
L’ambizioso progetto affianca grandi firme del design e dell’architettura internazionale a giovani talenti della scena contemporanea, con un’attenzione particolare rivolta ai mestieri d’arte. A quattro anni dal suo avvio, ha già permesso di rinnovare venti spazi – tra saloni, camere e giardini – coinvolgendo oltre un centinaio di architetti, designer e maestri artigiani francesi ed europei.
Nel 2026 il progetto prosegue con il riallestimento di sedici nuovi spazi grazie alla Fondazione Bettencourt Schueller, grande partner di Restituire l’incanto a Villa Medici sin dalle origini, e con il sostegno delle Manufactures nationales – Sèvres & Mobilier national.
Sono stati appena selezionati gli artisti, i designer e gli artigiani chiamati a ripensare quattro di questi spazi, la Camera turca e tre ambienti dell’edificio storico della Villa: India Mahdavi, Edgar Jayet, Hugo L’ahélec e lo studio Acte Deux (Hugo L’ahélec e Johanna Lapray). ll nuovo allestimento degli spazi sarà presentato nel 2027.
Nuovo bando di concorso
Fino al 24 agosto 2026 è aperto un nuovo bando di concorso per selezionare gli architetti e i designer che cureranno altri due spazi della Villa, in collaborazione con professionisti dell’artigianato artistico: lo studio 5 bis (appartamento di 21 metri quadri con terrazza, posto ai margini dei giardini) e lo studiolo 26 (ambiente di 38 metri quadri all’interno dell’edificio storico).
La Camera turca e lo studiolo 29 – Inaugurazione nel 2027
India Mahdavi, architetto, designer e scenografa, è stata invitata da Sam Stourdzé, direttore di Villa Medici, a riallestire la Camera Turca e lo studiolo 29 situato al piano inferiore.
Nell’ambito del programma Restituire l’incanto a Villa Medici, India Mahdavi prosegue il dialogo avviato con il suo primo intervento al piano nobile. Laddove il progetto precedente si sviluppava attraverso una successione di stanze en enfilade concepite come un percorso, questo nuovo capitolo si inscrive in una delle due torri di Villa Medici.
In cima, la Camera Turca, concepita nel 1833 da Horace Vernet, incarna un Oriente immaginato, ricomposto a partire da molteplici riferimenti. Frutto dell’immaginario romantico, mescola liberamente motivi arabo-andalusi, vocabolario ottomano ed elementi naturalistici, in una composizione che appartiene più al collage che alla restituzione fedele. Più che una testimonianza, questo spazio costituisce una proiezione, una scenografia di finzione in cui si esprime una fascinazione per un altrove ricostruito. Nel corso del tempo, la camera non ha cessato di essere reinterpretata, con ogni epoca che vi ha impresso i propri immaginari e i propri desideri.
Questo nuovo progetto si inscrive nelle stanze adiacenti, situate sotto il tetto spiovente, dove il vincolo dei volumi e della geometria del tetto richiede una scrittura più intima. Di fronte a questa eredità, India Mahdavi non cerca né di cancellare né di ricostruire, ma di prolungare. Il suo intervento si inserisce in un dialogo con l’esistente, che concepisce come una “appropriazione dell’appropriazione”. A partire dai motivi e dall’intensità decorativa della camera originale, compone un universo personale, nutrito dalla propria eredità culturale e dalla sua memoria plurale.
Colori, materiali e motivi vi si sovrappongono fino a una forma di saturazione consapevole, che afferma una lettura contemporanea di questo Oriente soggettivo. Laddove Horace Vernet proiettava uno sguardo esteriore, India Mahdavi sviluppa una visione interiore, attraversata da un’esperienza vissuta, in cui la densità visiva diventa linguaggio. Non si tratta né di un restauro né di una citazione, ma di una risposta sensibile a uno spazio che non ha mai rivendicato l’autenticità. Al piano inferiore, lo studiolo 29 prolunga questa riflessione in una forma più essenziale, quasi condensata, offrendo un contrappunto alla ricchezza decorativa degli spazi superiori.
Nel prolungamento del suo primo intervento a Villa Medici, India Mahdavi si circonda di artigiani e maison d’eccellenza francesi ed europee, proseguendo un lavoro stretto attorno ai savoir-faire e alla messa in opera dei materiali.
La camera 27 Progetto Lo Scrigno – Inaugurazione nel 2027
Edgar Jayet, che ha fondato uno studio di architettura d’interni e design con sede tra Parigi e Venezia, è stato invitato da Villa Medici a riallestire la camera 27. Incastonata nella torre sud di Villa Medici, affacciata su Roma come un segreto ben custodito, la camera 27 – simmetrica allo studiolo 29 – possiede il fascino di un luogo discreto. Il progetto Lo Scrigno nasce dall’incontro di artigiani d’eccezione e si pone in ideale continuità con la storia di Villa Medici, evocando lo studiolo come luogo di introspezione dove meditare, riposare e creare – fonte costante di ispirazione per l’artista al lavoro. In cima alla torre, resta vivo il ricordo delle passeggiate nel giardino. È attraverso la linea del progetto e la sua materialità, arricchita da foglie d’acanto e altre suggestioni botaniche, che si disegna un paesaggio interiore capace di dialogare con lo spirito del luogo.
Per il progetto Lo Scrigno, Edgar Jayet ha collaborato con Rinck, arredatore d’interni, nonché con tre professionisti dell’artigianato artistico insigniti del Prix Liliane Bettencourt pour l’Intelligence de la Main®: Nicolas Marischael, orafo (premio 2015), Nicolas Pinon, laccatore (premio 2020) e François-Xavier Richard per l’Atelier d’Offard, creatore di carte da parati artigianali (premio 2009).
Camera 19 Progetto Still life – Presentazione nel 2027
Hugo L’ahélec e Johanna Lapray (Acte Deux) sono i vincitori del concorso per il riallestimento della camera 19.
Con il progetto Still Life, lo studio Acte Deux reinterpreta il genere pittorico della natura morta. Il duo di designer mette in onore la ceramica attraverso un progetto artigianale di ampio respiro, che comprende rivestimenti, mobili e accessori. Il loro intervento dispiega una successione di inquadrature e attenzioni visive che instaurano un gioco di sguardi con il visitatore. Dalle superfici piastrellate agli smalti brillanti, dai drappeggi in bassorilievo alle curve generose, oggetti e dettagli tra trompe-l’œil e motivi astratti giocano con le rappresentazioni classiche quanto con un quotidiano quasi triviale.
“Still Life” è l’espressione anglosassone consacrata per designare la natura morta. Letteralmente significa “vita immobile”, ma Acte Deux ne suggerisce un’altra traduzione: “ancora della vita”! I diversi elementi che compongono la camera 19 cercano di dare al visitatore la sensazione di entrare in un luogo abitato. Il loro progetto intende così inscriversi nel prolungamento dei diversi interventi che hanno avuto luogo a Villa Medici a partire da Balthus, in una tensione tra fantasmi artistici del passato e creazione contemporanea.
In collaborazione con Craft, Centre de recherche sur les arts du feu et de la terre, e Manufacture de Digoin, fabbrica di gres e ceramiche.
Foto Camera Turca: Serena Eller Vainicher
Foto Camera 27 e Camera 19: Daniele Molajoli
Foto India Mahdavi: Alessia Calzecchi
Foto Edgar Jayet e Valentin Goux: Pierre-Damien Doucet