Nel rione Prati nasce Clove, il nuovo format firmato da Amalia Costantini, tra le figure più riconosciute della pizza contemporanea italiana e già insignita dei Tre Spicchi Gambero Rosso con il suo Mater di Fiano Romano. Aperto da metà maggio in via dei Gracchi 229, Clove porta nella Capitale una nuova idea di pizza d’autore urbana: uno spicchio espresso, preparato al momento e servito caldo, pensato per un consumo veloce ma costruito con la stessa attenzione tecnica e qualitativa dell’alta pizza contemporanea.
L’identità di Amalia Costantini: lievito madre e ricerca
Più che una classica pizza al taglio, Clove nasce per superare il concetto di prodotto già pronto ed esposto. Qui si elimina infatti la logica della pizza lasciata per ore sul banco: ogni spicchio viene rifinito, completato e servito espresso per preservarne fragranza, temperatura ed equilibrio. L’obiettivo non è reinterpretare la pizza tradizionale da banco, ma creare uno street food gastronomico in cui rapidità, artigianalità e ricerca convivano senza compromessi e portare la qualità della pizza d’autore fuori dalla ritualità della pizzeria tradizionale, trasformandola in un’esperienza più immediata, accessibile e contemporanea. Una visione che rende la qualità gastronomica quotidiana, mantenendo però profondità tecnica, identità e ricerca.
Alla base del progetto c’è il lavoro che Amalia Costantini porta avanti da oltre dieci anni sul lievito madre e sulle lunghe fermentazioni. Per la pizzaiola il lievito madre non rappresenta soltanto una tecnica, ma un linguaggio identitario che attraversa tutto il mondo Mater e che oggi evolve in una forma più urbana. Gli impasti vengono realizzati con lievito madre vivo, farine semi-integrali e grani antichi selezionati, per ottenere leggerezza, complessità aromatica e alta digeribilità.
Il locale si sviluppa come uno spazio urbano essenziale e dinamico, con pochi coperti e un sistema di ordinazione digitale tramite schermi che identificano le proposte attraverso numeri, anziché nomi tradizionali. L’offerta comprende circa dieci spicchi salati, tre dolci e una selezione di fritti espressi.
Clove: com’è il nuovo locale
Il locale si sviluppa come uno spazio essenziale e dinamico, lontano dall’estetica della classica pizzeria tradizionale e più vicino al linguaggio contemporaneo dell’hospitality e del design urbano. Toni bordeaux profondi, luci calde, dettagli minimal e materiali dal carattere deciso costruiscono un ambiente piccolo ma fortemente identitario, dove design e food convivono in equilibrio. Anche il logo luminoso con lo spicchio stilizzato rafforza la volontà di creare un’immagine giovane, immediata e riconoscibile.
All’interno, un grande schermo accompagna il racconto del menu mostrando in tempo reale gli spicchi attraverso immagini e numerazioni, trasformando la scelta del cliente in un’esperienza visiva contemporanea e immediata.
La proposta di Clove: il menu
L’offerta comprende circa dieci spicchi salati, tre dolci e una selezione di fritti espressi. Tra gli spicchi salati ci sono il Numero 1 con capocollo di Martina Franca, stracciatella e oliva taggiasca, il Numero 7 con prosciutto di Parma 30 mesi e stracciatella, e il Numero 5 con guanciale affumicato al legno di faggio, stracciatella, tartufo e pomodorino caramellato.
Grande attenzione anche al mondo vegetale, da sempre parte integrante della cucina di Amalia Costantini, come nel Numero 2 con melanzana arrosto, crema di pomodoro, stracciatella, Parmigiano Reggiano 30 mesi e basilico e nella proposta vegana Numero 3 con hummus di ceci, zucchine alla scapece e julienne di carote arrosto, costruita su equilibrio, stagionalità e valorizzazione della materia prima. La parte più contemporanea del menu si sviluppa invece su contrasti freschi e aromatici, come il Numero 8 con ricciola marinata al jalapeño, guacamole, frutto della passione e tartufo.
Accanto agli spicchi, il format propone una piccola selezione di fritti espressi, tra cui le Polpette veg con patata dolce, ceci, zenzero e maionese alla curcuma, le Polpettine croccanti di carne e olive con maionese alle olive e le Patate Croc con patate lesse, uovo, mozzarella e provola.
La parte dolce segue la stessa filosofia essenziale e immediata, con impasti lievitati e farciture classiche reinterpretate, come la Crema pasticcera in pasta brioche con caramello e zucchero a velo o la Crema gianduia con granella di nocciola.
Anche la proposta beverage riflette l’identità del progetto: una carta essenziale ma curata. Pur mantenendo una selezione di birre artigianali, Clove sceglie di valorizzare soprattutto l’incontro tra pizza e calice di vino. Gli spicchi vengono infatti accompagnati da una selezione di vini naturali, biologici e biodinamici realizzata in collaborazione con Stappala di Giorgia Sinapi, con l’obiettivo di creare una nuova idea di pausa urbana più gastronomica, conviviale e contemporanea.
Identità, qualità e ricerca
Accanto ad Amalia Costantini, il progetto vede anche la presenza del figlio Alessandro, giovane cuoco formato all’Accademia Niko Romito, che contribuisce a rafforzare il carattere familiare e generazionale del progetto, portando nel format una nuova sensibilità contemporanea che dialoga con la visione gastronomica costruita negli anni da Mater.
Pensato come format flessibile per contesti urbani contemporanei, Clove vuole costruire un modello replicabile di street food gastronomico, mantenendo però forte identità, qualità artigianale e visione estetica.
Come tutto il mondo Mater, anche questo ultimo progetto riflette la visione di Amalia Costantini: una pizza costruita su estetica, etica, lievito madre e ricerca continua sulla materia. Un nuovo tassello nel percorso di una delle realtà più riconosciute della pizza d’autore italiana contemporanea, dove la pizza diventa esperienza culturale oltre che gastronomica.
Foto: Clove Roma