A Roma e a Capri l’eccellenza firmata VICO Pizza&Wine

Pizza eccellente, servizio gioioso, ambiente sorprendente: VICO Pizza&Wine, presente a Roma a piazza Rondanini, e con un Pop Up a Capri per l’estate, celebra la bella stagione con un menù ricco di colori e ortaggi stagionali, ma anche di pesci ed erbe aromatiche o spezie.

VICO la trovi nel cuore di Roma, a due passi dal Pantheon, in un palazzo della fine del Cinquecento con tanto di soffitti affrescati e stemma dei Tudor che l’abitarono. Arredi liberty firmati Basile e opere d’arte contemporanea alle pareti, ma il primo capolavoro qui è la pizza. Siamo in quella che viene definita “la pizzeria più bella del mondo”. Il salotto buono, anzi goloso, della pizza.

Un mix di arte pizzaiola, materie prime d’eccellenza, ospitalità e servizio, spazi e arredi sorprendenti, ottime etichette e una mixology di qualità. Una formula vincente fatta di golosità, gentilezza e convivialità.

“VICO Pizza&Wine ha spiazzato fin dall’inizio, sorpreso. E’ un unicum nel panorama romano, e non solo. Una pizza contemporanea di altissima qualità in uno spazio straordinario eppure informale e dove l’eleganza è consuetudine gentile”, racconta Antonio Palumbo, ideatore di VICO.

Smentendo chi proprio per la sua unicità e bellezza ne parla come il ristorante della pizza, Antonio sottolinea: “VICO è una pizzeria non un ristorante, chi l’ha detto che una pizzeria non possa essere bellissima, anzi, la più bella”.

Di fatto VICO ha riscritto l’idea consueta di pizzeria, la sua estetica. Un nuovo concept con dietro una nuova visione dell’essere pizzeria grazie ad un giovane imprenditore che arriva dall’esperienza della hôtellerie storica caprese e decide di scegliere l’universo pizza per lanciare un nuovo concetto di ospitalità a tavola, declinato intorno a quello che per storia e tradizione è il più pop degli alimenti, ma anche quello dove oggi c’è più fermento. E lo fa mettendo a punto una pizza eccellente, 3 Spicchi Guida Pizzeria d’Italia Gambero Rosso e fin dall’apertura sempre ai vertici di ratings e recensioni.

E se pizza vuole dire convivialità, VICO ridefinisce il concetto di ospitalità, di condivisione della tavola e della serata fatta di atmosfera ed energia vibrante. E per farlo a dirigere il locale e in sala c’è Vincenzo Boffo, napoletano e con dieci anni di esperienza in alcuni dei locali più cool di Londra. Per quanto giri tutto intorno alla tonda, protagonista indiscussa della scena, si fa notare anche il servizio, curato e gioioso, mai troppo formale.

Da VICO dici estate e il menu, come l’atmosfera, è ancora più vibrante e gioioso, un nuovo MENU estivo, ricco di colori e di verdure stagionali. Un menu eclettico e dai risvolti gastronomici, fatto soprattutto di pizze, man non solo, e che rispecchia il tandem di Ciro e Niccolò, il primo napoletano, il secondo romano. Entrambi molto giovani, 31 anni Ciro, 27 Niccolò.

“Un lavoro nel rispetto e nel solco della tradizione, ma con quella scintilla, quel fuoco sacro della passione e gradualmente l’affermazione di una cifra stilistica sempre più autonoma, dinamica e di ricerca, con lo stile di pizza, riconoscibile e identitario, lo stile VICO. Studio sugli impasti, la prova e l’uso di farine diverse, il lavoro sui topping sempre molto calibrati, la ricerca di prodotti di territorio e stagionali, una buona creatività sugli abbinamenti. E’ questa oggi la cifra di VICO, a partire da un impasto contemporaneo inconfondibile, utilizzato per diverse tipologie di pizza: fritta, al forno a legna, al forno elettrico”, raccontano i pizzaioli Ciro De Vincenzo e Niccolò Bandiera.

Un menu, quello appena varato, che è un vero carosello di proposte e di pizze da scegliere anche nel format da condividere. All’altezza gli abbinamenti nel calice: Carta dei vini importante (premiata come migliore Carta Vini Pizzeria) e una drink list mirata che oltre ai grandi classici ha alcuni signature VICO ed è sempre presente accanto alla ricca offerta vino.

Una combo di miscelati e lievitati che fa di VICO un Pizza Lounge tutto da vivere a molte ore della giornata oltre la cena (dal martedì alla domenica anche a pranzo) e fino all’after dinner magari scegliendo anche solo da una ricca Carta dei dessert.

Un mood rilassato ma anche un po’ glam su questa scena napoletana alla quale alludono anche le maschere e i costumi partenopei riuniti in un ‘Carosello napoletano’ di carta sopra il bancone.

VICO Pizza& Wine: la pizza, i fritti, i dolci, i vini

Non c’è sipario però sul bellissimo bancone in marmo rosso pregiato, tradizione e contemporaneità dialogano a scena aperta mentre i ragazzi impastano, stendono, infornano. Appassionati e pignoli, intuitivi e determinati; un’attenzione maniacale all’impasto (rigorosamente da tradizione: acqua, sale, farina e lievito fresco), il rigore scientifico nel controllo dell’umidità, dell’idratazione, nel rapporto tra gli ingredienti e i tempi di miscelazione, l’assoluta calibratura dei tempi e della tecnica di lievitazione (24 ore cambiando le temperature), grandi virtù artigianali e manualità felice nella stesura. Tutto avviene sulla ribalta del bancone, a beneficio dei commensali ammirati da quella rapida acrobazia tra dito, dorso, rollio e schiaffo.

Subito dopo il piccolo Benvenuto, ogni sera diverso, la mano leggera e sapiente già si sente coi Fritti di straordinaria digeribilità e morbida croccantezza. Esemplari le Montanarine (piccole pizze fritte) condite o farcite in tre modi diversi. Vera e propria goduria la Montanarina Bomba Marinara, una bomba fritta farcita dopo la cottura di riduzione di pomodoro San Marzano, aglio, olio, prezzemolo e peperoncino. Un guscio dorato e fragrante con un cuore morbido e golosissimo. E poi la Gamberi e Zucchine con crema di zucchine, zucchine marinate, gambero viola, e la Bomba genovese, la frittatina di pasta, la crocchè, i supplì e la pizza fritta JR.

Diciassette le pizze in carta tra le tradizionali e le creative con abbinamenti originali e talvolta garbatamente estrosi, di cui alcune sempre presenti e altre che cambiano secondo le stagioni, e un calzone, il Calzone napoletano. Un mix perfetto tra tradizione e innovazione con un’ampia scelta anche in versione “to share” perché il piacere sia condiviso.

Spiccano nel menu le tre pizze in doppia cottura: prima fritte e poi al forno, Margherita Vico, Tonno e Cipolla con tataki di tonno rosso, cipolla rossa di Tropea in agrodolce, coulis di basilico, fior di latte, pinoli tostati e Crostino Mozzarella di Bufala Campana Dop, Prosciutto cotto, Pesto di pomodoro semidry, Polvere di Olive nere, Basilico e Olio Evo. Tra le nuove estive e tutte signature: la Cicoriana, Gamberi e Tartufo, Fiore di Baccalà, Zio Beef, Alice a Spilinga, tutte con una bella presenza di verdure e ortaggi estivi e molto colore nel piatto.

I Menù da condividere stagionali cambiano quattro volte l’anno e spaziano su differenti tipologie di pizze. Percorsi diversi passando dalla tradizione ad elaborazioni più contemporanee per dare modo di provare diverse declinazioni di impasti, cotture e topping e stare a tavola in un arco di tempo più ampio e rilassato. Comm na vot da 5 portate (30€): Frittatina, Santa Lucia, Margherita Dop, Calzone Napoletano, Dessert. All you can WOW da 6 portate (40€): Bomba Marinara, Gambero e Tartufo, Tonno e Cipolla, Alice a Spilinga, Zio Beef, Dessert.

In alcune pizze un blend di farine diverse, alcune con un carattere più deciso. Il risultato è una pizza tenace e morbida al tempo stesso che dopo un minuto o poco più di forno ad alte temperature regala quel disco dorato con un cornicione soffice, dal profumo inconfondibile, dalla consistenza carezzevole e un lieve effetto crunch per un gusto finale così leggero che fa venire voglia di un bis.

La stessa ricerca assoluta dell’eccellenza c’è per gli ingredienti: fornitori, per lo più campani, ma anche laziali, prima di tutto a garanzia dei due capisaldi del topping, il pomodoro e la mozzarella. Così come per l’olio evo e le verdure. Già, perché da VICO oltre la tradizione si guarda anche ad alcune declinazioni della pizza guardando alla cucina. Tra forno e fornello quindi potremmo dire: in alcune pizze special troviamo infatti un leggero cross over del gusto con ingredienti d’eccellenza come i pomodori di tante varietà e con preparazioni e cotture diverse. Come nel caso della Margherita Vico, signature pizza di Vico che non esce mai dal menu.

E a proposito di cucina, chi proprio non vuole la tonda in Carta sotto la voce “Dalla Cucina”, oltre alla pizza, trova anche alcuni piatti golosi, più tre insalate particolari. Grandi classici partenopei e leggere rivisitazioni nella Carta dei Dessert curata dal Maestro Pasticciere, nonché campione del mondo di pasticcieria, Ciro Chiummo ed eseguita dalla giovane pasticciera Sofia: dolci equilibrati ma dal gusto ricco, pieno, come la Coccinella, il signature giocoso e goloso, o una Delizia al limone da manuale.

Ampia la scelta dei vini, curata dallo stesso direttore di VICO Vincenzo Boffo, con circa 110 etichette tra bollicine, bianchi, rosati e rossi. Una Carta che le ha valso anche il premio di Milano Wine Week come migliore Carta Vini categoria Pizzerie. Grandi cantine ma anche piccoli vignaioli. Tutta Italia, a parte la scelta d’Oltralpe per gli champagne, perfetti per le pizze fritte. Varia anche la proposta a mescita che permette abbinamenti più snelli.

“Ho voluto inserire vini che raccontano il nostro territorio e produttori che mettono al centro non solo la qualità ma anche il rispetto della materia prima. Essendo Vico una pizzeria napoletana ma trovandosi a Roma, mi sono focalizzato soprattutto sul centro-sud in particolare Campania, Lazio e vini delle coste mediterranee. Ho pensato a questa carta per offrire un’esperienza enologica che può accompagnare e valorizzare ogni pizza o piatto che offriamo”, racconta Vincenzo.

VICO Pizza&Wine: lo spazio

Nello storico Rione Sant’Eustachio, fitto di dimore di antiche famiglie patrizie, e con ancora i caratteri dell’architettura cinquecentesca e inserti preziosi del barocco romano, ecco piazza Rondanini, appartata e discreta pur se a pochi passi dal Pantheon da una parte, e piazza Navona dall’altra.

Ancora l’originaria forma rettangolare e un paramento continuo di case tipiche romane quasi tutte rossastre, monumentali, con portali ad arco bugnato e qualche bel finestrone che lascia intravedere soffitti affrescati

Al civico 47 di piazza Rondanini, Palazzo Rondanini alla Rotonda, pieno Cinquecento, c’è VICO Pizza&Wine. Stessa passione che per la qualità altissima della materia prima, gli impasti e le lievitazioni, la cottura, per la bellezza degli arredi, i dettagli, così da avere un’esperienza del gusto al top e l’allure di uno spazio unico. Qualcosa che coinvolge tutti i sensi.

L’edificio fu fatto costruire agli inizi del 1500 dal Cardinal Thomas Wolsey, potente uomo di Stato alla Corte di Enrico VIII, sulle rovine di terme neroniane. E lo stemma dei Tudor al centro del soffitto a volta affrescato a grottesche, e restaurato dalla Soprintendenza, sta a testimoniarlo.

Progetto architettonico di ristrutturazione e interior design firmato Roberto Antobenedetto che per un edifico di tale impatto storico ha scelto una cifra stilistica di forte iconicità. Il risultato è un connubio tra antico e contemporaneo, dove colore e creatività, hanno giocato un ruolo decisivo impreziosendo gli ambienti, rendendoli unici. Una cornice che sorprende e seduce.

Alle pareti delle due sale (per un totale di 170 mq di superficie) infatti un’opera straordinaria e preziosa del modernismo italiano, un’intera boiserie in legno laccata e dipinta in stile “carretto siciliano” realizzata nel 1908 dagli Stabilimenti Ducrot per la famiglia palermitana dei Florio su idea e disegno di Ernesto Basile.

Si rifà al liberty anche il sontuoso (diametro di 160 cm) lampadario che campeggia nella prima sala creando un bell’effetto di luce calda. Proprio sotto un grande tavolo da otto di modernariato. A parete quadri o sculture come il monocromo di Paolo Di Capua, l’installazione di piatti incorniciati, o il piccolo bassorilievo in terracotta della Partenope, sorta di “cammeo” allusivo a bellezza e tentazione. Tocco molto vivace quello della carta da parati dietro gli scaffali della libreria a parete omaggio ai vicoli di Napoli. E poggiati sugli scaffali oggetti e libri che potremmo trovare in una casa.

I servizi invece sono stati progettati creando con un gioco di specchi un effetto infinity, mentre l’uso di un mosaico bicromo completa pareti, soffitto e pavimenti. A mosaico anche il forno, realizzato da artigiani vietresi: la cupola con tessere presenta un disegno vivace a piccoli cerchi rossi e verdi tipico della Costa d’Amalfi; mentre sui piatti Villeroy & Boch, personalizzati per VICO, tra i decori ad hoc spunta una coccinella rossa, la “coccipizza” che iconizza proprio la pizza e augura la buona fortuna, il benessere.

“Già perché a VICO i valori del buon augurio e dell’ospitalità tipicamente partenopea si fondono con l’approccio tradizionale e pop del mondo della pizza – sottolinea Antonio Palumbo – una sintesi tra semplicità ed eccellenza. Chic ma con leggerezza. Eleganza informale, per dirla in due parole. VICO ha un passo diverso rispetto alle pizzerie tradizionali o anche di concezione moderna, è un concept nuovo per una pizzeria, che unisce qualità altissima, ambiente e un servizio molto ospitale. Sempre disinvolto”. Ed ecco anche perché da VICO, non solo si mangia bene ma si sta bene! E ci si alza da tavola divertiti, felici.

VICO Pizza&Wine

A Roma e a Capri l’eccellenza firmata VICO Pizza&Wine

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