Quale vino abbinare al risotto agli asparagi?

Un primo piatto cremoso, colorato e ricco di gusto: il risotto agli asparagi, una ricetta semplice e genuina perfetta da assaporare in una gradevole giornata estiva. Ma quali vini abbinare? Ecco i consigli di Luca Maroni.

Fiano di Avellino Radici Mastroberardino

«Di splendido valore analitico e sensoriale la selezione dei vini di Mastroberardino testata. Un Fiano di Avellino Radici che alterna dolcezze del frutto e del fiore con note di cedro e balsamiche vene del rovere di suadenza sopraffina».

Colore giallo paglierino, il vino scelto da Luca Maroni per l’abbinamento col risotto agli asparagi offre una moltitudine di aromi tra i quali erbe aromatiche (timo e salvia) sentori di pera, ananas, acacia, nocciola, agrumi, biancospino e sfumature floreali. Nettare di buona acidità ma a un tempo di grande morbidezza. Gli iniziali sentori di pesca bianca e pompelmo si chiudono con spiccate note di frutta secca.

Poggio dei Gelsi Falesco Famiglia Cotarella

«Sensazioni di frutto stupende nel bicchiere della Famiglia Cotarella. E cresce ulteriormente la presenza, l’intensità d’aroma dei bianchi, con il Poggio dei Gelsi Est! Est!! Est!!!, che alterna acidità e suadenza, freschezza e rotondità come ancor la sua densa uva prima».

Colore giallo paglierino con riflessi verdolini, il vino al naso è diretto con note di frutta fresca agrumate. Un nettare dal grande equilibrio gustativo con finale acidulo che lo rende vivace e piacevole.

Friulano Collio Borgo Conventi

«Splendidi i bianchi presentati dalla Tenuta Borgo Conventi. Che il Friulano Collio con la sua polpa di pera e d’uva, con i suoi clorofillosi inserti di fiore evidenzia a livelli di nitore e suadenza pressoché assoluti.

Frutto varietale cristallino favoloso: melone al naso di gran dolcezza e freschezza. La dolcezza è la maturità dell’uva, la freschezza il suo volgere a pesca, albicocca matura per la fittezza del succo. Diverse le ragioni di una così suadente e avvolgente espressione: la nitidezza della trasformazione enologica, la più importante, giacché al tutto consente trasparentemente, naturalmente di risaltare (ove vizio enologico, ivi copertura, sfocatura o rustica sovrapposizione). Quindi la ricchezza estrattiva della materia prima: semplicemente viscosa giacché di rara concentrazione. Infine l’equilibrio dei molti componenti abbondanti presenti, virtù la più suadente, la più squisitamente, perfettamente avvertita: acidità, morbidezza e potenza alcolica che per l’amaro assente trovano, come nella prima polpa, pura compenetranza d’assieme».

lucamaroni.com

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