La Pasqua è certamente emblema di una profonda tradizione dolciaria, fra uova di cioccolato e colombe, ma anche l’occasione ideale per approfittare di qualche giorno di riposo godendo dei primi soli primaverili. Un’occasione per riavvicinarsi alla natura o visitare il centro storico di una città e, perché no, la chance di concedersi una tappa gastronomica.
In Piemonte, tra i sinuosi versanti delle Langhe (colline patrimonio UNESCO), lo chef Michelangelo Mammoliti firma la destinazione più celebrata dell’anno: La Rei Natura, recentemente insignito con le 3 Stelle Michelin, all’interno de Il Boscareto Resort & Spa a Serralunga d’Alba.
Per chi invece a Pasqua predilige una visita in città, ecco Torino, capitale sabauda dall’atmosfera parigina, e la sua scena gastronomica in costante evoluzione. In centro, a pochi passi da Piazza Vittorio, si trova Azotea, ristorante in cui la cucina nikkei dello chef Alexander Robles incontra la mixology del bar manager Matteo Fornaro. Passeggiando fra palazzi liberty e il moderno asse della stazione di Porta Susa, ci si imbatte in Opera Ingegno e Creatività, realtà guidata dal 2019 dallo chef Stefano Sforza, che propone un identitario menu dedicato ad una famiglia botanica. Dirigendosi nuovamente verso il centro città, c’è Sestogusto, dove la pizza contemporanea di Massimiliano Prete si declina in cinque tipologie di impasti, premiati dalla guida 50 Top Pizza World e dal Gambero Rosso.
Sconfinando in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, si trova Golferenzo, piccolo comune rinato con l’arrivo dell’albergo diffuso Il Borgo dei Gatti – primo certificato dalla Regione Lombardia. Qui gli ospiti possono godere di due ristoranti, una bottega di prodotti alimentari e una spa.
In Veneto non può mancare una tappa nella città simbolo dell’amore shakespeariano, Verona. A Palazzo Soave si intrecciano storia e ospitalità al ristorante Iris – 1 Stella Michelin – guidato dallo chef Giacomo Sacchetto. Al piano terra dell’edificio quattrocentesco ci sono il cocktail bar Velvet e Talise Spa, un’oasi di relax fra reperti di epoca romana e mosaici. L’ospitalità di Palazzo Reggiani con le sue camere padronali è la ciliegina sulla torta.
In Toscana, lungo la Via Francigena, nel borgo di Colle di Val d’Elsa si scopre la cucina regionale contemporanea del Barbagianni, firmata dallo chef Alessandro Rossi, tra orto biodinamico e materie prime del territorio.
Proseguendo nel Lazio, a Frascati, ConTatto porta l’esperienza “nel sottosuolo”, nella grotta del ristorante in cui alcuni ingredienti vengono coltivati, maturati e affinati.
Ultima tappa, in Puglia Imperiale, ad Andria: qui la masseria Torrerivera apre (su prenotazione) a degustazioni di olio extravergine e visite guidate, tra frantoio di proprietà e olivi secolari Presidio Slow Food.
La Rei Natura: tre stelle nel cielo delle Langhe
Nel panorama vitivinicolo senza eguali delle Langhe, riconosciuto nel 2014 Patrimonio UNESCO assieme ai territori di Roero e Monferrato, si trova la stella più brillante dell’alta cucina italiana: La Rei Natura, insignito delle 3 Stelle Michelin, massimo riconoscimento nella guida presentata a novembre 2025. Nell’insegna fine dining del 5 stelle lusso Il Boscareto Resort & Spa, lo chef Michelangelo Mammoliti guida la brigata come un direttore d’orchestra, proponendo una cucina che diventa espressione della natura, della memoria e dell’istinto, con una marcata centralità dell’elemento vegetale. Attraverso percorsi degustazione che uniscono viaggio ed emozione, il ristorante offre un’esperienza gastronomica immersiva, profondamente legata al territorio, all’orto e alla serra di proprietà.
Foto: Courtesy of La Rei Natura
Torino: tappe culinarie inaspettate nella Parigi italiana
Torino, trait d’union architettonico tra la Francia e l’Italia, si presenta come meta ideale per un fine settimana pasquale all’insegna della cultura. Atmosfera parigina e itinerari scenografici fanno da cornice a una città che si racconta anche a tavola, tra fermento creativo e radici sabaude.
Da qui si parte per due insegne presenti in Guida Michelin e una pizza contemporanea apprezzata dalla critica internazionale. La proposta di Azotea, situato nel cuore della città a pochi passi da Piazza Vittorio, pone in dialogo Perù e Giappone sulle coordinate del mondo nikkei, con cucina e mixology che viaggiano di pari passo sotto la guida dello chef Alexander Robles e del bar manager Matteo Fornaro.
Tra stile Liberty e skyline contemporaneo — con il complesso di Porta Susa e l’area di corso Castelfidardo a fare da quinta — si cambia registro con Opera Ingegno e Creatività, negli spazi utilizzati in passato come foresteria del Santuario di Sant’Antonio da Padova. Qui si alza il sipario sulla cucina netta e definita dello chef Stefano Sforza: oltre alla carta, due percorsi degustazione, Opera, manifesto del locale, che unisce tradizione e creatività con accenni orientali, e un menu vegetariano dedicato, a cadenza stagionale, a una famiglia vegetale specifica.
Chiude l’itinerario gastronomico, vicino a Piazza Cavour e al suo giardino secolare, Sestogusto, luogo in cui l’idea di pizza contemporanea del lievitista Massimiliano Prete, costruita su ricerca, studio e cinque impasti identitari, è stata riconosciuta tra le migliori al mondo dalla guida internazionale 50 Top Pizza World.
Foto: Courtesy of Opera Torino
Foto: Courtesy of Azotea Torino
Foto: Courtesy of Sestogusto Torino
Oltrepò Pavese: il primo albergo diffuso in Lombardia
Tra le colline e i vigneti dell’Oltrepò Pavese, dove la Pianura Padana sfuma delicatamente verso l’Appennino, si trova un comune riconosciuto tra I Borghi più belli d’Italia, che ospita al suo interno un progetto unico, nato dalla visione di Luigi Brega. L’obiettivo? Rigenerare il nucleo storico del borgo attraverso il restauro di edifici antichi, dimore e ville. Nel corso degli anni, l’albergo diffuso è cresciuto sempre più. Oggi conta due ristoranti – La Corte e L’Olmo – una bottega e la SPA Adàsi. In attesa, entro la fine dell’anno, di accogliere sei nuove suites, che vanno ad aggiungersi alle nove ca’ e ville già esistenti, una spa ampliata (che raggiungerà i 1.000 mq), e tanti nuovi spazi comuni e servizi.
Foto: Courtesy of Borgo dei Gatti
Palazzo Soave: alta cucina nella Verona quattrocentesca
Fra le mete pasquali più gettonate figurano le città d’arte e Verona è certamente fra queste. Passeggiando per le vie del centro storico, a 500 metri dall’Arena e da Piazza Erbe, ci si imbatte in Palazzo Soave. Un concentrato di storia, tra mura quattrocentesche, facciate neogotiche, scavi archeologici e affreschi rinascimentali. Al suo interno il tempo si ferma al ristorante Iris – 1 Stella Michelin – guidato dallo chef Giacomo Sacchetto. Al piano terra si trova invece il cocktail bar Velvet, per un aperitivo o un dopo cena unico in città. Per chi fosse in cerca di relax, Palazzo Soave ospita anche Talise Spa, immersa fra reperti archeologici romani e mosaici. Per un pernottamento di lusso, a breve distanza si trovano gli appartamenti di Palazzo Reggiani, contraddistinti da legni antichi, soffitti cassettonati e moderni dettagli di design.
Foto: Courtesy of Iris Ristorante
Colle di Val d’Elsa: cucina contemporanea lungo la Via Francigena
Tra i Colli Senesi, lungo la Via Francigena, c’è un borgo che profuma di Medioevo, dove cucina e artigianato convivono in naturale simbiosi: Colle di Val d’Elsa. Nel cuore del centro storico, il ristorante Barbagianni porta in tavola una Toscana contemporanea, rileggendo i classici del territorio. La proposta gastronomica, firmata dallo chef Alessandro Rossi, unisce l’orto biodinamico dell’insegna – collocato sulle mura quattrocentesche della città – ai produttori e allevatori del territorio e al pescato delle coste tirreniche. La carta vini si apre come un omaggio alla regione, tra grandi classici e nuove interpretazioni, per poi allargare l’orizzonte verso rotte internazionali, dalle anfore della Georgia al Monte Fuji.
Foto: Courtesy of Ristorante Barbagianni
Frascati: musei a cielo aperto e ristoranti nel sottosuolo
Da sempre meta di chi è in cerca di tregua dalla frenesia della Capitale, i Castelli Romani offrono quiete e ristoro a pochi chilometri dal centro città.
Panorami mozzafiato, vita lenta, monumenti, parchi e musei a cielo aperto – come la splendida Villa Torlonia – caratterizzano Frascati, uno dei comuni dell’area. Proprio qui si trova ConTatto, un ristorante che lavora una materia prima a “chilometro sotto zero”. Al di sotto della sala si sviluppa infatti una grotta in cui si coltivano, maturano e affinano ingredienti. Guidato da Luca Ludovici (chef) e Lorena Cavana (maître), il locale unisce ricerca scientifica e sperimentazione gastronomica, oltre a offrire un sorprendente aperitivo in Grotta.
Foto: Courtesy of ConTatto
Tra castelli e olivi secolari della Puglia Imperiale
Qualche chilometro a nord di Bari, si estende una zona di prestigio storico-monumentale, che alterna castelli patrimonio UNESCO a panorami dominati da olivi secolari. Siamo nella Puglia Imperiale, territorio plasmato nel XIII secolo da Federico II di Svevia e, nei secoli successivi, dall’olivicoltura. Proprio nel cuore della regione, ad Andria, sorge la masseria Torrerivera, un’azienda agricola che coltiva oltre 56 ettari di olivi cresciuti in regime biologico certificato. Una tappa (su prenotazione) alla scoperta dell’olio extravergine realizzato con le varietà Coratina, Peranzana, Santagostino, Uovo di Piccione e Nocellara, proposte sia in purezza che in blend. Arricchiscono la proposta enogastronomica taralli artigianali e vino, e completano l’esperienza la visita al frantoio di proprietà e una passeggiata fra gli olivi secolari Presidio Slow Food.
Foto: Courtesy of Torrerivera