RaMe sceglie il primo vermouth affumicato al mondo

RaMe Bistrot sceglie di partire da un ingrediente raro e pionieristico per raccontare la propria identità: il primo vermouth affumicato al mondo. Nel suo salotto milanese di via Piero della Francesca 52 – ispirato all’eleganza sospesa degli anni Trenta – la mixology diventa parte integrante di una visione più ampia, dove il tempo rallenta e la conversazione torna a essere un’arte.

Nel cuore di Milano, RaMe supera il concetto di semplice destinazione gastronomica e accoglie gli ospiti in un luogo dove luce soffusa, materiali caldi e profumi mediterranei costruiscono un’atmosfera intima e conviviale. Un bistrot che dialoga con la memoria senza nostalgia, tra note di jazz, swing e soul che accompagnano l’esperienza come una colonna sonora discreta, capace di dare ritmo senza mai invadere.

È in questo contesto che nasce il Negroni del Vecchio Carbonaio, signature drink di RaMe, pensato come espressione coerente dell’incontro tra mixology, ricerca e gastronomia. Non una semplice variazione sul classico, ma un gesto identitario che riflette la filosofia del bistrot.

Al centro del drink c’è Antica Bottega 1934, il primo vermouth affumicato al mondo, ideato in Piemonte da Fabio Cesareni. Un prodotto nato dalla necessità di innovare grandi classici della mixology come Manhattan, Boulevardier e Hanky Panky, cocktail che durante la Golden Age degli anni ’20 e ’30 venivano concepiti per spirits dal profilo deciso e strutturato. L’affumicatura – storicamente riservata a whisky e rum – rientra così nel linguaggio del bere miscelato in modo elegante e contemporaneo.

Antica Bottega 1934 nasce da una base di vino Cortese piemontese, arricchita da botaniche pregiate (vaniglia, cannella, fiori di sambuco, pepe di cubebe, camomilla), un sentore all’oliva e affumicata in botte su legno di faggio, non con pistola fumicatrice. Il tutto affinato per 25 giorni prima dell’imbottigliamento. Un processo artigianale che restituisce complessità, struttura e una naturale vocazione gastronomica.

Nel Negroni del Vecchio Carbonaio, il vermouth affumicato sostituisce quello classico e dialoga con tequila reposada e gocce di miele di agave aromatizzato alla senape di Dijion. Questa combinazione genera tre risultati chiave: una struttura intensa e speziata, una nota sapida che apre al pairing con piatti corposi (primi piatti, carni), e una versatilità d’uso che lo rende perfetto per aperitivo, cena o dopocena.

A completare il racconto, una guarnizione che supera l’elemento decorativo per entrare nel
linguaggio della cucina: una chips croccante di Parmigiano Reggiano con crema di noci e julienne di pomodorino secco. Un dettaglio che riflette l’approccio di RaMe, dove bar e cucina dialogano costantemente e ogni gesto è parte di un’esperienza multisensoriale.

Al centro del salotto anni ‘30, il bancone bar – cuore luminoso del bistrot, rivestito in ceramiche verde bottiglia e incorniciato da un arco rétro – diventa il luogo in cui la Golden Age della mixology incontra una visione contemporanea dell’ospitalità. Tra velluti, abat-jour e riflessi caldi sui calici, il Negroni del Vecchio Carbonaio racconta l’anima di RaMe: un’eleganza intima e consapevole, che invita a rallentare e a vivere il tempo come valore condiviso.

Rame Bistrot

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