Riflessi multiformi: Andromeda UniFor

Un’innovativa fusione di design contemporaneo, eleganza duratura, eccellenza ingegneristica e comfort senza pari: la collezione Andromeda, disegnata dallo studio LSM per Unifor, brand del Gruppo Molteni.

Con l’alluminio brillantato come elemento unificante, arricchito da vetro, travertino e pelle raffinata, Andromeda è una testimonianza di modernità sofisticata, riflessi multiformi e stile senza tempo.

Concepita con l’intento di inserirsi con eleganza in contesti diversificati, Andromeda di Unifor si adatta naturalmente agli ambienti di lavoro, ai luoghi di rappresentanza e agli spazi domestici. Le sue linee pulite e la cura dei dettagli contribuiscono a creare ambienti professionali che riflettono l’immagine di innovazione e prestigio delle aziende. Nelle dimore private, la collezione diventa un elemento distintivo donando unicità allo spazio.

«Frutto di un decennio di lavoro, e originariamente ispirata dai nostri clienti, questa collezione rappresenta la sintesi della mia collaborazione di lunga data con UniFor, rivolta alla ricerca costante dell’elemento perfetto per la mia clientela globale e di un produttore in grado di tradurre con la massima precisione la mia visione», spiega Debra Lehman Smith, LSM Founder.

Studio Klass, Art Director di UniFor, ha scelto il Teatro Andromeda quale luogo naturale dove fotografare la collezione. Situata a circa novecento metri sopra il livello del mare, nascosta nell’entroterra siciliano, questa architettura “autarchica” realizzata da Lorenzo Reina ha fornito uno scenario senza pari, riuscendo a catturare l’essenza di delicatezza, bellezza e allo stesso tempo rigore della collezione.

«La purezza di questo luogo ci è subito parsa in grado di restituire quella linea sottile tra delicatezza e severità, cuore concettuale della collezione e di UniFor. Potevamo solo ipotizzare come le superfici degli oggetti avrebbero dialogato con lo spazio circostante. Il resto è stata pura esplorazione, un continuo rincorrersi con la luce del luogo alla ricerca del momento più appropriato. La collezione Andromeda, fin da subito, si è fusa e integrata con il Teatro, catturando l’essenza stessa dello spazio e facendola propria. Insieme ad Alberto Strada abbiamo provato a riportare in fotografia la sensazione di libertà che ci ha regalato quel luogo, raccontando il momento dello scatto nel modo più autentico e genuino possibile», afferma Marco Maturo, Studio Klass Co-Founder.

Il Teatro Andromeda

Situato nel territorio di Santo Stefano Quisquina, nei Monti Sicani, in Sicilia, il Teatro Andromeda è un teatro all’aperto. Lorenzo Reina è ideatore, architetto ed esecutore di questo grande progetto. Un lavoro nato dall’istinto dell’artistapastore, così come lui si definisce, mentre osservava le sue pecore portate al pascolo.

«Lo spirito, come il vento, soffia dove vuole, e ha soffiato qui, dove portavo a pascere le pecore che stranamente, prese come da incantamento, restavano a ruminare immobili come sassi. Ho intuito che da questo luogo fluisce una strana energia, e ho cominciato a radunarvi le prime pietre», spiega Lorenzo Reina.

È qui, nel cuore della Sicilia e in nessun altro luogo al mondo, che Lorenzo Reina vede la possibilità di creare il teatro. Per risolvere il perenne conflitto tra arte e pastorizia, l’artista sente la necessità di recuperare il suo passato da pastore, perché solo da lì avrebbe potuto trarre ispirazione per le sue opere future. Pietra dopo pietra, il teatro inizia ad assumere forma, parente delle cavee greche e compagno dei recinti di pietra dove si ricovera il gregge.

Anni dopo, la svolta illuminante per Lorenzo è una lettura riguardante la Galassia M31, meglio conosciuta come Galassia di Andromeda. Le sedute in pietra del teatro, che inizialmente raffiguravano le pecore al pascolo, si tramutano così nelle 108 stelle visibili più luminose della Costellazione. Il grande disco del proscenio evoca una Gigante rossa, una stella in fase terminale.

L’architettura appare oggi imponente e visionaria. Le pietre originarie, colorate con polveri naturali, sono a loro volta incorniciate da enormi macigni con spigoli ad angolo retto, tagliati di netto nella pietra e lati scalpellati a mano. La precisione geometrica fa risaltare la nitidezza dei contorni colpiti dalla luce.

«Ho capito che scultura e architettura sono la stessa cosa. Entrambe si sostanziano nel rapporto armonico di pieni e vuoti. Sono identiche la statica e la dinamica delle tensioni e della gravità dello spazio. Ho cercato così di conformare il teatro alla natura che mette in scena se stessa», afferma Lorenzo Reina.

Unifor

Molteni Group

Gruppo Molteni

Riflessi multiformi: Andromeda UniFor

Cucine d'Italia consiglia