Tra una sfida al cancelletto di partenza e un brindisi a quota 3.000 metri: ecco dove rifugiarsi per scoprire l’anima più autentica di Bormio durante i giochi olimpici Milano-Cortina 2026.
Il mondo intero ha gli occhi puntati sulla Stelvio. Mentre i motori delle Olimpiadi Invernali 2026 girano a pieno regime, Bormio si conferma l’epicentro dell’adrenalina pura, con i giganti della velocità pronti al cancelletto di partenza. Ma a 1225 metri di quota, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, la competizione non finisce al traguardo. Tra una medaglia e l’altra, la sfida si sposta nelle cucine.
Abbiamo selezionato gli indirizzi imperdibili: dalle antiche stalle secentesche ai rifugi a quota tremila. Ecco la nostra guida su dove mangiare a Bormio mentre il sogno olimpico si fa realtà.
Dove mangiare a Bormio: Gavioli
Nel centro storico di Bormio, Gavioli definisce un’idea di ospitalità raccolta: un’unica sala da soli dieci tavoli e ventidue coperti dove l’illuminazione curata valorizza un ambiente sobrio ed elegante. La cucina si muove con precisione tra creatività e radici, proponendo tre percorsi degustazione — Gavioli, Alpino e Mediterraneo — che esplorano la stagionalità attraverso piatti tecnicamente puliti come il filetto di cervo selvatico con polenta taragna e riduzione di ribes, o le tagliatelle al ragù di capriolo con polvere di lampone.
La materia prima locale, dai porcini allo scimudin, convive con aperture internazionali come la scaloppa di foie gras d’oca e una selezione di proposte di mare, accompagnate da pane e dessert di produzione propria. Una carta dei vini ben articolata con circa 500 referenze tra eccellenze valtellinesi e grandi cru, supportata da una lista cocktail dedicata. Il servizio è attento e discreto. Consigliamo di prenotare con anticipo.
Dove mangiare a Bormio: Al Filò
In via Dante Alighieri, l’atmosfera è quella di un antico fienile con stalla del Seicento, dove soffitti a volta di mattoni a vista restituiscono un ambiente caldo e accogliente. Qui lo chef patron Massimiliano Tusetti interpreta la tradizione valtellinese attraverso rivisitazioni attente e materie prime locali, proposte sia alla carta sia in due percorsi degustazione. In tavola sfilano i classici come sciatt, pizzoccheri, tagliatelle ai funghi porcini, bresaola e formaggi locali, in sintonia con una cantina di oltre 250 etichette, focalizzata sui produttori della Valtellina con referenze nazionali. Il servizio è curato con garbo dalla moglie Sara.
Dove mangiare a Bormio: La Rasiga
Nel centro storico di Combo, Marino Colturi ha trasformato l’antica segheria paterna del 1400 in un presidio della tradizione: La Rasiga. L’ambiente, interamente rivestito in legno, conserva l’autenticità rustica della struttura originaria in un’atmosfera calda e schietta. La cucina restituisce i sapori generosi della Valtellina attraverso pilastri come pizzoccheri, pappardelle alla selvaggina, costine al forno e il cervo in salmì; la polenta, come vuole il rito, cuoce lentamente sulla stufa a legna nel tradizionale paiolo di rame.
Oltre ai salumi e ai formaggi rigorosamente locali, la carta si chiude con dolci di produzione propria, dallo strudel di mele al sorbetto al Braulio (amaro locale), fino al tiramisù al Worms e al tipico caffè del pignatìn (pentolino). Coerente e curata la cantina, che spazia tra Grumello, Inferno, Sassella e Sforzato, affiancando ai rossi valtellinesi bollicine, bianchi e una ricerca dedicata alle birre artigianali del territorio, come la locale Birra Stelvio.
Dove mangiare a Bormio: Osteria De I Magri
Ricavata da un’antica stalla di quattrocento anni in un vicolo del centro storico, l’Osteria De I Magri mantiene intatti i tratti originari tra volte in pietra e arredi in legno. Qui Marino Castellazzi e la sua famiglia puntano su una cucina di sostanza, valorizzata da salumi e formaggi di produzione propria. Il menu si poggia sui pilastri valtellinesi — sciatt, bresaola Igp, pizzoccheri e tagliatelle ai porcini — ma si concede incursioni sarde che rinfrescano il ricettario locale. La proposta conta su tre sale intime per quaranta coperti complessivi e su una cantina da 200 etichette focalizzata sui grandi rossi del territorio, dall’Inferno allo Sforzato.
Dove mangiare a Bormio: Osteria La Bajona
Situata nella centralissima piazza Cavour, a fianco della storica Torre da cui prende il nome, l’Osteria La Bajona interpreta la cucina alpina con uno stile schietto e aperture moderne. La cucina affianca ai classici salumi locali, come bresaola e slinzega, piatti di ricerca: dal tataki di cervo con salsa al ginepro e mousse di castagne, alle tagliatelle di farina biologica di canapa con ragù di faraona. L’estro dello chef si spinge fino al mare con la gallinella in umido, hummus di ceci e tartare di pomodori, senza dimenticare i capisaldi del territorio come gli sciatt su misticanza. Vini all’altezza e servizio informale, ma curato.
Dove mangiare a Bormio: Vecchia Combo
Se la Stelvio è il tempio della velocità, Vecchia Combo è l’altare della tradizione più pura. Per trovarlo bisogna attraversare il torrente Frodolfo e lasciarsi alle spalle il cuore più mondano di Bormio, entrando in quello che i residenti chiamano semplicemente “Combo”: il quartiere che ha mantenuto intatto il fascino del borgo antico.
Qui, in Piazza Santuario, la storia ha il profumo del burro fuso e della farina di grano saraceno. Fondata nel 1968, questa trattoria è un presidio di resistenza gastronomica guidato con passione familiare da Caterina Cantoni e Tiziana Rinaldi. Pochi coperti, un’atmosfera rustica che sa di casa e un menu che non accetta compromessi: la cucina è quella “povera” della Valtellina, ma ricchissima di sapore.
Dagli sciatt croccanti alle manfrigole (crespelle di grano saraceno e formaggio), fino ai pizzoccheri preparati come rito comanda, ogni piatto è un ritorno alle radici. È il rifugio ideale per chi cerca la verità del territorio a prezzi onesti e con un’accoglienza schietta e genuina.
Mangiare sulle Piste
Dove mangiare a Bormio: Cristall Bar Mountain Bistrot
Al traguardo della pista Stelvio, proprio di fronte alla partenza della funivia, il Cristall Bar Mountain Bistrot è un presidio storico fondato nel 1958 e oggi guidato dalla terza generazione della famiglia con Sara e Monica. L’interno gioca tra il calore del larice naturale e le ampie vetrate che danno sul solarium panoramico, sospeso proprio sul parterre di gara.
La cucina si articola su due binari: il pranzo alterna i piatti della tradizione, come i pizzoccheri lavorati alla tellina e le bignole di Taroz, a opzioni più leggere e contemporanee; la cena punta su un’esperienza più strutturata dove il repertorio alpino si unisce a proposte innovative di carne e di pesce. In carta, gli sciatt saraceni su misticanza convivono con lo spaghetti di grano duro ai calamaretti e il burger di scottona con formaggio scimudin e uovo a 63°. La selezione dei vini è mirata, con un focus su etichette valtellinesi.
Dove mangiare a Bormio: Panoramic Restaurant Heaven 3000
Amore per il territorio, calda ospitalità e una posizione privilegiata rendono l’Heaven 3000 un punto di sosta obbligato a quota 3.012 m. Sulla sommità di Cima Bianca, lo chalet domina il Parco Nazionale dello Stelvio proprio all’arrivo della funivia ‘White Lady’, con lo sguardo sulla Cima Piazzi, sorgente dell’acqua Levissima.
Gestito dalla famiglia Martinelli, il rifugio segue il ritmo degli impianti di risalita, con un servizio che accompagna la giornata dalla colazione fino all’aperitivo, con un servizio cordiale e dinamico. I piatti riflettono una solida concretezza alpina con i classici del territorio, dagli sciatt di grano saraceno con Casera fuso alla bresaola carpacciata con porcini. Tra i primi piatti, i pizzoccheri cucinati con formaggio d’alpe e varianti più robuste come gli gnocchi di polenta al ragù di capriolo o i malfatti con speck e cipolla stufata.
Mentre per i secondi alterna la griglia a piatti di tradizione valtellinese e tirolese. In carta convivono le costolette di cervo al ginepro, la salsiccia bormina ai ferri e la zuppa goulash, accanto a piatti unici a base di polenta servita con porcini o formaggi fusi. Per la convivialità si punta sulla pioda per la tagliata di manzo o sul caratteristico “Bastone” con manzo e pancetta. Il finale è affidato a dolci della casa, come lo strudel di mele valtellinesi e la torta di noci alla bormina. Coerente la selezione dei vini, focalizzata sulle denominazioni valtellinesi — Sassella, Inferno, Grumello e Sforzato — con una piccola apertura a etichette fuori territorio.
Per chi vuole immergersi nel silenzio della montagna consigliamo la suite più alta d’Europa, Chalet Levissima 3000, con cena a lume di candela.