Ogni giorno l’Occidente spreca montagne di cibo. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, in Europa l’un terzo del totale degli alimenti non viene consumato: in particolare nei paesi aderenti alla comunità europea, circa 90 milioni di tonnellate di alimenti sono gettati nella spazzatura, nonostante alcuni scarti possano essere ancora consumati dall’uomo.

Questi dati non devono essere passati inosservati in Germania, in quanto dal 2012 è attivo il progetto dei “Foodsaver”. L’idea nasce a Colonia e, come dice il nome stesso, l’obiettivo è quello di salvare il cibo al fine di limitare lo spreco alimentare nel paese tedesco.

Il meccanismo funziona in modo semplice: i volontari foodsaver individuano supermercati, aziende, cooperative ed imprese che hanno la possibilità di regalare gli alimenti scaduti o in prossimità della scadenza.

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Che fine fanno questi scarti? Da tre mesi questa macchina sociale ha implementato un ingranaggio. Nel quartiere di Kreuzberg (Berlino) infatti sono apparsi due frigoriferi condivisi, dove i salvatori del cibo ripongono le pietanze all’interno di questi elettrodomestici. In quanto condivisibili, i frigoriferi possono essere usati da tutti, sia per portare sia per prelevare i vari scarti alimentari ancora consumabili.
Dati alla mano, l’iniziativa ha portato alla creazione di un gruppo di foodsaver composto da più di 4.500 persone, che prelevano scarti alimentari da oltre 750 imprese entrate a collaborare con “gli angeli del cibo”. 

L’importanza di questo progetto sociale è riscontrabile anche in altri settori: da una parte, le aziende risparmiano sullo smaltimento dei cibi; dall’altra, i cittadini stessi diventano protagonisti della salvaguardia del cibo consumabile, che altrimenti finirebbe nella pattumiera.

Angelo Andrea Vegliante