Alla scoperta dei tesori della terra: l'igname

La natura è una continua scoperta, capace di offrirci prodotti genuini, sani e ricchi di proprietà: questo fa sì che spesso sui banconi del supermercato troviamo frutta, ortaggi e verdure di cui non conosciamo l'uso e il consumo. L’igname fa parte di questa schiera.

igname

Molto poco conosciuto in Italia, ma presente sulle tavole asiatiche, si tratta di un tubero che sta iniziando a farsi spazio nella cultura culinaria. Dapprima utilizzato nella medicina popolare contro disturbi reumatici, disturbi mestruali e colitici, l'igname può essere scambiato con la patata dolce americana, ma a differenza di questa ha una polpa più cremosa e un sapore terroso e meno dolce. Cento grammi di questo frutto della terra forniscono 118 kcal.

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L’igname è un composto principalmente amidaceo e di fibra alimentare solubile che aiuta ad abbassare il colesterolo cattivo (LDL) e a contrastare la stitichezza: inoltre, le fibre, legandosi al colesterolo dell’intestino, aiutano a prevenire il cancro al colon impedendo che i composti tossici attacchino la mucosa intestinale.

È un tubero ricco di vitamine del gruppo B e fornisce tiamina, riboflavina, piridossina, acido folico e niacina, che sinergicamente aiutano le funzioni metaboliche dell'organismo. La radice fresca di ignami contiene una buona quantità di antiossidanti quali la vitamina A e C; in particolare la vitamina C è una potente vitamina richiesta per la sintesi del collagene che mantiene l'integrità di vasi sanguigni, pelle, organi e ossa.

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Tra i metalli troviamo grandi quantità di potassio, fondamentale nell’eliminazione di liquidi in eccesso e per controllare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Presenti inoltre il manganese come antiossidante e il rame per la produzione di globuli rossi.

Tra le varie funzioni, la più importante la riveste a livello ormonale: per le donne in menopausa aiuta a normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone diminuendo gli effetti tipici quali vampate, gonfiore e sbalzi d'umore. Note le sue proprietà vi suggerisco di gustarlo al forno, tagliato a rondelle con cipolle e carciofi; oppure lessate, schiacciate per un purè speziato con zenzero e curcuma. Iniziate a provare nuovi sapori e a reinventarli, per rendere gustoso uno dei patrimoni della terra.

Dr.ssa Laura Bartoli*

*Biologo nutrizionista - labartoli85@gmail.com