Vegetit: le avanguardie vegetariane in Italia

«Dai primi vegetariani, dai primi naturisti abbiamo da imparare l’individualismo alimentare e uno spirito di gruppo di forte impatto. Erano pochi, pochissimi, è vero, e forse singolari, ma agivano controcorrente, in ogni senso, anche quando tendevano ed alzavano il braccio e la mano, per il saluto romano». Alberto Capatti.

Un viaggio alla scoperta delle origini del vegetarianismo in Italia quello narrato da Alberto Capatti nel libro "Vegetit. Le avanguardie vegetariane in Italia" edito da Cinquesensi.

vegetit

L’affascinante racconto ripercorre il primo Novecento fino al secondo dopoguerra, narrando l’ascesa e la diffusione di un movimento nato negli anni del progresso, sull’onda dell’entusiasmo nei confronti di un futuro radioso fatto di benessere e ricchezza, attraversando due guerre e toccando l’apice della sua diffusione durante il regime fascista, particolarmente orientato verso un naturismo ideologicamente pervaso di riferimenti alla salute e al culto del corpo.

vegetit

«Il primo guizzo dei vegetariani è in contrapposizione a una società industriale nascente che inquina e affumica. I naturisti, dunque, come si chiamavano allora, sono iper salutisti: non bevono alcol, sono sportivi, vivono all'aria aperta, mangiano cibi semplici». Così spiega nell’introduzione l’autore del libro Alberto Capatti, ex rettore e docente di Storia della Cucina all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che affronta l’argomento con il piglio critico dello studioso, ripescando dagli archivi della Biblioteca Braidense curiosità e testimonianze poco note sul vegetarianismo, come la data di fondazione della prima associazione italiana di vegetariani, formatasi a Firenze nel 1905, o l’apertura del primo ristorante vegetariano del Belpaese, guidato dallo chef Pietro Monteverdi e inaugurato a Milano il 19 settembre 1907.

vegetit

In un percorso lineare e didascalico caratterizzato da una lettura piacevole e scorrevole, il libro si avvale di contributi scientifici di spicco. La prefazione porta la firma di un vegetariano doc, lo chef Pietro Leeman, fondatore di Joia Academy, istituto impegnato da anni nella diffusione dei valori della scienza vegetariana.

vegetit

«Fino a poco tempo fa noi vegetariani eravamo una minoranza considerata eccentrica se non un po’ bizzarra, rispetto al comune agire. Vari movimenti, soprattutto quelli macrobiotici e animalisti, che hanno trovato terreno fertile in una società in veloce evoluzione, hanno saputo stimolare la ricerca e gettare nuove basi che influenzano in positivo questo presente. […].Noi siamo ciò che facciamo, siamo quindi anche ciò che mangiamo. Diventiamo anche ciò che scegliamo di mangiare, seguendo così il nostro vero sentire e determinando, come individui e non come massa, il nostro destino e quello degli altri».
Pietro Leeman .